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Frosinone, a Giorgia il premio Osa ‘Melissa Bassi’: “Una grande opportunità”


ROMA – “Fin da piccola ha sempre saputo cosa voleva. È una ragazza semplice, solare e responsabile che affronta la vita con le sue forze e con il sorriso, facendo tanti sacrifici. Come mamma sono orgogliosa di avere una figlia come lei, del percorso di studi che ha intrapreso. Sono felice del bellissimo rapporto che abbiamo instaurato”. A pronunciare queste parole è Anna Pintore, che lavora per Osa dal 2009 come operatrice presso il Centro sociale anziani di Frosinone. È la mamma di Giorgia Arrabito, la quarta vincitrice del Premio Melissa Bassi, che la cooperativa Osa ha dedicato alla studentessa rimasta uccisa durante l’attentato avvenuto davanti la scuola Morvillo-Falcone di Brindisi nel maggio 2012.

Giorgia è di Frosinone e studia Ingegneria gestionale all’università di Tor Vergata, a Roma. Appassionata di calcio, tifa la sua squadra del cuore, il Frosinone appunto, seguendo la squadra gialloblu sia quando gioca in casa che in trasferta. Ex pallavolista, ha deciso di lasciare l’attività sportiva per dedicarsi esclusivamente allo studio. Ma come tutte le ragazze della sua età non rinuncia agli amici con cui condivide uscite e passioni.

Come i tre precedenti vincitori, anche Giorgia si è distinta nel suo percorso di studi conseguendo la maturità scientifica con il massimo dei voti. “Le materie scientifiche ed economiche mi sono sempre piaciute- risponde la giovane studentessa, che ci dedica un po’ del suo tempo durante un intervallo dalle lezioni- sono contenta della mia scelta perché credo che mi offrirà diversi sbocchi professionali. Una volta laureata, mi piacerebbe lavorare all’interno di un’azienda e occuparmi della parte logistica o di quella della produzione. Vorrei fare un lavoro che amo, come è capitato alla mia mamma che aiuta tanti anziani a stare bene, a trascorrere le proprie giornate in compagnia, organizzando gite, feste e laboratori ricreativi”.

Giorgia è molto giudiziosa e si sente onorata di aver vinto il premio Melissa Bassi: “È un’opportunità per proseguire gli studi in maniera più serena ma è anche una responsabilità, e quindi uno sprono a impegnarsi ancora di più, perché bisogna rimanere in regola con gli esami ogni anno affinché l’aiuto economico sia rinnovato. Per me ha significato anche una grande gratificazione perché Osa lo rilascia solo a chi, figlio di un dipendente della cooperativa, si diploma con il massimo dei voti”.

Infatti si tratta di un premio che riconosce l’impegno, il merito e la costanza, tutte qualità appartenute anche a Melissa. Un nobile modo per ricordarla. “Quando penso alla morte di Melissa provo rabbia, amarezza, preoccupazione, delusione, tristezza. Mi è capitato spesso di sentirmi indifesa riflettendo su questa tragedia e sul fatto che tutti possiamo essere ‘Melissa’, vittime innocenti di un tremendo destino”.

08 agosto 2017

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