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G20. Un manifestante da Amburgo racconta: “Picchiati come bestie. Infiltrati? Ci sono sempre”

di Giulia Beatrice Filpi, giornalista

ROMA – “Disperdere la manifestazione con violenza e panico, cercare di spaventare le persone, anche in vista del corteo di oggi”, che dovrebbe essere il più importante quelli convocati dagli oppositori del G20 di Amburgo. Così J., attivista antirazzista e ricercatrice arrivata dalla città meridionale di Tubinga per partecipare alle manifestazioni contro il summit e le sue politiche, descrive la strategia adottata dalle autorità tedesche per contenere azioni e dimostrazioni di questi giorni. “La manifestazione di ieri era stata autorizzata, ma le forze dell’ordine hanno iniziato a caricare ancora prima che partissimo. E’ vero, c’è stato un lancio di bottiglie, ma già prima ci hanno picchiati tutti come delle bestie, adducendo come motivazione il fatto che alcuni erano mascherati” così J. racconta l’inizio della manifestazione ‘Welcome to hell‘, organizzata ieri dagli autonomi.

Non ho mai visto una cosa del genere” continua J., che nel suo racconto dipinge il quadro di una città completamente militarizzata e bloccata, dove da ieri il servizio pubblico di trasporto è stato sospeso. Per contrastare i manifestanti ‘NoG20’, sono state dispiegate anche le forze della SEK, forze speciali di intervento rapido che, secondo J. vengono impiegate solo molto raramente per questioni di ordine pubblico.

“OGGI MOLTE PERSONE NON SCENDERANNO IN PIAZZA PER PAURA VIOLENZE POLIZIA”

“Se ieri c’erano infiltrati? Certo, ce ne sono sempre. Qui stiamo combattendo per il nostro diritto fondamentale a manifestare, ieri moltissimi tra noi sono rimasti feriti, oggi molte persone non saranno in piazza per paura delle possibili violenze della polizia– aggiunge J., che ha parlato al telefono dal corteo partito poco fa ad Amburgo, mentre questo era ancora fermo-. Comunque, già siamo decine di migliaia e da diverse formazioni politiche. Ci sono autonomi, ma anche tanti curdi ed esponenti del partito Die Linke”. E se sono numerosi i militanti anticapitalisti e antirazzisti accorsi da diversi paesi europei per contestare il summit dei ‘grandi’, anche molti tra i cittadini della stessa Amburgo si sono mobilitati.

La città infatti è una roccaforte della sinistra tedesca, e per J. la scelta di organizzare qui il G20 può essere letta come una provocazione del governo centrale: “La città ha già rifiutato, attraverso un referendum, di ospitare le Olimpiadi del 2024, oggi assistiamo a una prova di forza attraverso la quale le autorità di Berlino vogliono dimostrare che ad Amburgo si può fare tutto. Siamo qui per dire ‘no’, questa città è anche nostra, non potete farne tutto quello che volete”. Intanto, nuove forze di polizia sono arrivate da tutto il Paese aggiungendosi alle 20mila unità già dispiegate dall’inizio delle manifestazioni. Per sostenere l’organico attivo ad Amburgo, si legge su diversi media tedeschi, alcuni distretti di polizia delle due regioni settentrionali della Germania sono rimasti chiusi, mentre in molti sono rimaste solo squadre di emergenza.

08 luglio 2017

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