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Migranti, il papa: “Sono nostri fratelli”. Non si placa polemica su battuta Renzi

ROMA – “I migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame e dalla guerra”. Cosi’ Papa Francesco su twitter.

EMILIANO: BATTUTA RENZI INFELICE, PAPA HA INDICATO STRADA

“Quella di Renzi sui migranti è stata una battuta infelice, ancora più infelice se isolata dal contesto. Eviterei ulteriori polemiche e mi concentrerei sul trovare soluzioni. Una politica che trova soluzioni concrete al problema dell’immigrazione è una politica permanente, non una politica di emergenza. Il Pd se, insieme allo ius soli, immagina azioni di cooperazione assieme ai paesi in via di sviluppo per limitare il fenomeno in partenza, farebbe una cosa ragionevole. Ovviamente continuando ad impegnarsi sulle politiche dell’accoglienza. In questo senso mi verrebbe da dire ‘per fortuna che c’è Papa Francesco!’. Purtroppo la timidezza dei politici europei dà al Papa il compito di dirci, con la solita intelligente ed affettuosa cura, quello che dobbiamo fare“. Lo dice Michele Emiliano, all’assemblea di Fronte Democratico. “Ieri Bergoglio ha detto due cose importantissime- aggiunge-: completare il disegno degli Stati Uniti d’Europa e non smettere di accogliere chi è in cerca di migliori condizioni di vita. Dobbiamo dare ai migranti delle opportunità concrete e non solo perché sono necessari, come dice Boeri, ma perché lo dicono i numeri. Faccio l’esempio di una regione agricola come la Puglia che senza lavoratori migranti non potrebbe raccogliere le sue produzioni agricole e probabilmente non potremmo fare molti altri lavori che gli italiani rifiutano. C’è però il problema non marginale dell’utilizzo illegale di questa manodopera, favorito dall’immigrazione clandestina e dalla nostra incapacità di organizzare in maniera legittima il trasferimento di questa manodopera”.

Tutto questo, prosegue, “non può prescindere dal contesto europeo e il Papa lo ha ribadito anche ieri: dobbiamo arrivare a creare gli Stati Uniti d’Europa altrimenti l’Europa non conterà più nulla. Dobbiamo andare velocemente verso l’elezione di un governo, di un capo del governo europeo, di un parlamento europeo che prenda decisioni e dobbiamo rassegnarci all’idea che gli stati nazionali, per quanto prestigiosi e con una storia incredibile, diventino parte di uno stato federale. Difesa comune, indagini comuni, verifiche comuni, politiche migratorie comuni: l’Europa deve finalmente diventare una superpotenza non solo economica ma anche politica”.

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BRUNETTA: RENZI ZELIG, MINNITI RENDA PUBBLICI ACCORDI 2014-2015

“Matteo Renzi Zelig sull’emergenza immigrazione. Il segretario del Partito democratico, già da qualche tempo a dire il vero, ha perso lucidità e quel minimo di orientamento politico che gli era rimasto. Ieri ha provato goffamente e con poca convinzione a smentire le delicatissime affermazioni di Emma Bonino (‘Il fatto che nel 2014/2016 abbiamo chiesto che il coordinatore fosse a Roma, alla guardia costiera, e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia lo abbiamo chiesto noi. L’accordo lo abbiamo fatto noi, violando, peraltro, Dublino’). Poi nel pomeriggio, sempre di ieri, i suoi hanno rilanciato uno stralcio filo-leghista del suo libro in prossima uscita, per poi cancellarlo velocemente dai social, scatenando l’ironia della rete e non solo. E poi ancora Renzi parla di numero chiuso e degli accordi del 2003 e del 2013 sottoscritti dai governi Berlusconi e Letta. Il tutto per scappare dalle sue evidentissime responsabilità, il tutto per evitare, cosa che dovrebbe immediatamente fare, di chiedere scusa agli italiani”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“In realtà- aggiunge- la Bonino non ha affatto smentito le sue dichiarazioni, anzi. E da più parti arrivano conferme alla tesi secondo la quale Renzi nel 2014-2015 ha svenduto l’Italia all’Unione europea con il solo scopo di avere mani libere nel fare deficit per comprarsi il consenso. È ormai chiaro a tutti – come sottolineato anche dalla collega Laura Ravetto, presidente del Comitato Schengen – che la chiusura dell’Europa rispetto alla condivisione degli sbarchi dei migranti non dipende dal regolamento di Dublino, ma dalla deroga espressa e irresponsabile che il governo Renzi volle nella sottoscrizione degli accordi per l’avvio dell’operazione Triton, nel 2014-2015. A questo punto chiediamo al ministro dell’Interno, Marco Minniti, e lo faremo alla luce del sole in Parlamento, di rendere pubblici i documenti degli accordi del 2014-2015“. “Trasparenza e verità. Un’emergenza epocale, come quella dell’immigrazione, deve essere affrontata avendo ben chiaro lo scenario nazionale ed internazionale nel quale ci muoviamo. Se il governo Renzi ha tradito il Paese, l’opinione pubblica deve conoscere i dettagli di questo oscuro e inqualificabile tradimento”, conclude Brunetta.

MELONI: RENZI DOTT. JEKYLL E MR HYDE

“Mentre dottor Jekyll Renzi, da segretario del Pd, fa invadere l’Italia con 600 mila clandestini, mister Hyde Renzi scrive sulla necessità di fermare l’immigrazione incontrollata. Queste pagliacciate non fanno più ridere: ormai fanno solo infuriare”. Lo scrive su Facebook il presidente di fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

SI: BATTUTE RENZI ALLA SALVINI NON AVREMMO VOLUTO VEDERLE

“Insomma passiamo rapidamente da un Matteo (Renzi) all’altro (Salvini). Una scena che francamente non avremmo voluto vedere con le battute sul ‘numero chiuso dei migranti nel nostro Paese, non abbiamo il dovere morale di accoglierli’, la figuraccia social dell’ ‘aiutiamoli a casa loro’. Quando si rincorre la destra è la destra a vincere”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlando con i cronisti a margine dei lavori della direzione nazionale di SI in corso a Roma al Centro Congressi Cavour. Direzione che si concluderà nel pomeriggio con un documento. “Sul fenomeno delle migrazioni- conclude il segretario di SI- non servono battute, bisognerebbe avere schiena diritta in Europa al di là della propaganda, bloccando davvero il finanziamento italiano al bilancio della Ue. E in Italia occorre avere un approccio strutturale e non emergenziale a questo fenomeno con cui dovremmo fare i conti ancora per molti decenni”.

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08 luglio 2017

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