Visco: “sofferenze bancarie a 87 miliardi, 50 coperti da garanzie”

I. Visco

I. Visco

ROMA – “Per quanto riguarda le sofferenze, vanno considerate le svalutazioni già apportate dalle banche e le garanzie sottostanti. Al netto delle svalutazioni, l’ammontare di sofferenze si riduce a 87 miliardi. Di questi, circa 50 sono assistiti da garanzie reali il cui valore è stimato in 85 miliardi; il resto è assistito da garanzie personali, dal valore stimato di 37 miliardi, o non è garantito“. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco lo dice nel suo intervento all’asssemblea Abi. “I crediti deteriorati possono essere distinti, come usiamo fare in Italia, in almeno due grandi categorie, molto diverse fra loro per stato di difficoltà dei debitori: dei 360 miliardi di prestiti deteriorati lordi in essere alla fine dello scorso anno, 210 erano relativi a debitori insolventi (le sofferenze), 150 corrispondevano alle inadempienze probabili o a esposizioni scadute o sconfinanti- spiega Visco-. Le esigenze di copertura o svalutazione di queste due categorie di crediti deteriorati sono, ovviamente, differenti. Entrambe vanno valutate in bilancio con le necessaria prudenza ma non a valori corrispondenti a una loro immediata liquidazione.

Per la seconda categoria il rientro tra le esposizioni in bonis è possibile; di fatto, è risultato significativo anche nelle difficilissime condizioni degli anni scorsi. Si tratta, infatti, di relazioni creditizie “vive”; vi sono elevate probabilità che il debitore, pur attraversando una fase particolarmente difficile, sia in grado di superarla e di tornare a onorare i propri impegni”.

Tornando sul concetto delle sofferenze, Visco chiarisce appunto che l’ammontare esatto di sofferenze è 87 miliardi, di cui 50 assistiti da garanzie reali (il cui valore è stimato in 85 miliardi), il resto da garanzie personali (dal valore stimato di 37 miliardi) o non garantiti. Poi prosegue: “Le valutazioni delle garanzie immobiliari nei bilanci delle principali banche italiane sono state ritoccate al ribasso in occasione della asset quality review europea del 2014, condotta sulla base di stime indipendenti approfondite e prudenti”. La revisione “è stata in media pari a circa il 10%, a fronte del 13 per il complesso degli intermediari dell’area dell’euro sottoposti all’esercizio, a conferma della sostanziale correttezza dei criteri di valutazione utilizzati dagli intermediari italiani- dice Visco- dopo quella valutazione la riduzione dei prezzi degli immobili in Italia è stata contenuta; va ricordato altresì che i prestiti ipotecari erogati dalle banche italiane hanno un rapporto rispetto al valore della garanzia (loan to value ratio) più basso che negli altri principali paesi europei“.

8 Lug 2016
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