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AC/DC domani ad Imola il live nel ricordo di Bon Scott

ROMA – Forse è stata una casualità, forse la scelta è stata voluta. Chissà. Di certo c’è che domani a Imola, all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, sbarca il rock degli Ac/Dc, per un concerto che già da mesi ha fatto registrare il tutto esaurito. Nelle ultime ore si sono rincorse voci a proposito della vendita di alcolici: dal divieto assoluto a quello entro il raggio di 500 metri dall’Autodromo, fino al divieto per la vendita di bevande in contenitori come lattine o bottiglie di vetro. Per cui, alla fine, sarà possibile consumare birra ma in bicchieri di plastica o di carta. A prescindere dalle ultimissime c’è la considerazione che la data del 9 luglio, scelta appunto per il concerto di Imola, coincide (casualità o meno, conta poco) con una ricorrenza da cerchietto rosso per tutti i fans degli Ac/Dc. Il 9 luglio del 1946, infatti, nasceva a Forfar, in Scozia, il secondo cantante degli Ac/Dc: Bon Scott che prese il posto di Dave Evans nel 1974- dopo un solo anno di attività della band- e che gli Ac/Dc li ha portati all’apice del successo prima di morire.

L’artista è infatti morto a soli 34 anni da compiere, in circostanze ‘misteriose’. Il rapporto tra gli Ac/Dc e Bon Scott nasce ad Adelaide (il cantante si era trasferito con la famiglia in Australia ad appena 6 anni). Dopo un primo incontro con Angus e Malcolm Young, arriva la decisione: licenziare Evans e di prendere Scott. Da quel sodalizio avvenuto nel 1974 nascono così album di successo come High Voltage, T.N.T., Highway to Hell.

La fortunata unione durò solo 6 anni: era il 1980 quando una tragedia avrebbe colpito il gruppo. Il 19 febbraio di quell’anno, quando dopo una notte di eccessi, Scott morì. Fu ritrovato senza vita sul sedile di una Renault 5 di proprietà di un suo amico. Secondo le ricostruzioni, la sera prima i due avevano bevuto parecchio e la persona che era con lui, non ritenendolo in grado di reggersi in piedi, lo lasciò dormire in macchina con una coperta.

La mattina dopo la tragica scoperta. Poca chiarezza sulle cause del decesso: dal soffocamento da vomito all’intossicazione da alcol, fino alla morte accidentale. Domani, a 69 anni dalla nascita di Ben Scott, a Imola ci sarà la festa con gli assoli di Angus Young, gli acuti Brian Johnson (forse meno potenti di una volta ma ugualmente caldi e coinvolgenti), la chitarra di Stevie Young (nipote anche di Angus che sostituirà zio Malcom affetto da demenza), il basso di Cliff Williams e la batteria di Chris Slade. A fare da cornice al live 90mila spettatori, provenienti da ogni dove, pronti a rendere indimenticabile il concerto. In ricordo di Bon Scott.

8 luglio 2015
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