Fisco, Cna: “Il governo propone la più grande riduzione di tasse. Non ci opporremo”

FIRENZE – “Aiutare tanti artigiani a connettersi al mondo, a formarsi, a fare e-commerce, indicando loro come si penetra in quei mercati, come si allevano nuove maestranze.
Questa e’ la sfida”. Lo spiega il segretario generale della confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole e medie imprese, Sergio Silvestrini. Nell’intervento conclusivo dell’assemblea nazionale a Firenze, Silvestrini invita a recuperare “il senso di un obiettivo, di una missione. Abbiamo bisogno di una classe dirigente che abbia un traguardo, una strada da percorrere”. L’immediata attualita’ richiama l’agenda fiscale dettata dal nuovo governo: con la promessa di una pace, ma soprattutto di una netta sforbiciata delle imposte con l’introduzione di una flat tax.
“Chi non e’ d’accordo con la piu’ grande promessa di riduzione fiscale nella storia del Novecento- interroga la platea-? Per tanti versi e’ augurabile, non ci opporremo. Andremo a valutare, pero’, l’incidenza sulla maggioranza delle dichiarazioni dei redditi e cercheremo di capire quali saranno le deduzioni possibili, quali le spese forfettarie riconosciute”. Certamente, riconosce, “il principio generale e’ stato studiato da grandi economisti neomarginalisti e neoclassici 40 anni fa e ha trovato in Reagan il suo ispiratore”. Il principio della curva di Laffer: tagliare le tasse per sperare di ottenere una maggiore crescita economica e per mezzo di essa un’impennata delle entrate fiscali.
L’allora presidente Usa negli anni ’80, pero’, “lo applico’ modestamente, perche’ l’impatto sui conti pubblici fu tremendo”. Lo sguardo sull’attualita’ politica ed economica, dunque, e’ di attesa. Anzi, Silvestrini parla di una “pensosita’ riflessiva” di fronte a un punto di passaggio, il cui esito e’ tutt’altro che scontato. “Se facessimo parlare il nostro cuore diremmo che certamente riusciremo a vincere le sfide e diventeremo ancora piu’ forti- spiega-, ma se facessimo parlare la nostra intelligenza, la nostra razionalita’ forse qualche dubbio in piu’ sorgerebbe”. L’insidia maggiore dal punto di vista sociale e’ rappresentata dalle difficolta’ del ceto medio. “Quando entra in sofferenza vanno in crisi le societa’- ammonisce-. Se va in crisi il ceto medio fatto da artigiani, professionisti, imprenditori, lavoratori autonomi questo Paese non regge piu’, perche’ sarebbe scosso anche da possibili avventure di natura istituzionale”.

Risanare la classe media per Silvestrini e’ un compito al quale si puo’ lavorare con diversi strumenti: ripristinando, anzitutto, il senso delle gerarchie, dei vincoli istituzionali e del senso della democrazia, mediante la reintroduzione in ogni ordine scolastico e universitario dell’insegnamento dell’educazione civica. In campo economico incidendo sulla pressione fiscale e sul “mostro a tre teste” della burocrazia. E in ambito associativo mantenendo la centralita’ delle associazioni di categoria come corpo intermedio fra gli imprenditori e le istituzioni. “C’e’ chi pensa che la democrazia diretta potra’ superare l’intermediazione sociale e chi ritiene, invece, indispensabile mantenere un e modello razionale di mediazione- e’ la descrizione della contesa da parte del segretario generale di Cna-. Quale dei due sistemi prevarra’? Probabilmente quello che verra’ aiutato dal nostro mondo”. Pertanto, chiude il ragionamento, “sta a noi capire il tema, superarlo e sta a noi mettere le nostre energie e la nostra intelligenza”.

8 giugno 2018
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