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Il Pd: “La legge elettorale è morta, la parola dei 5 Stelle non vale nulla”

ROMA – Gli scrutini segreti previsti erano cento, ma per far saltare la legge elettorale ne è bastato uno, il primo. L’accordo ‘a quattro’ sul ‘modello tedesco’ si è infranto, velocemente, per il voto dei franchi tiratori sull’emendamento della deputata forzista Michaela Biancofore, che puntava ad estendere il meccanismo nazionale di ripartizione dei seggi anche alla regione autonoma del Trentino Alto Adige.

Sull’emendamento, il relatore della legge Emanuele Fiano (Pd) aveva già espresso parere negativo. Ma, secondo i pentastellati, la proposta era “giusta” e “marginale” rispetto all’accordo complessivo, ed hanno quindi deciso di rompere il patto parlamentare e votare contrariamente a quanto stabilito insieme agli altri gruppi. Durissima la reazione dei democratici, con il capogruppo Ettore Rosato che ha attaccato il gruppo dei grillini senza mezzi termini: “Oggi il M5s ha dimostrato cosa vale la loro parola: nulla, nulla, nulla“.

Immediata, la difesa dei pentastellati: “Questo era un emendamento di giustizia perche’ applica la legge elettorale al Trentino e il M5s non votera’ mai contro norme di giustizia. Per noi la legge puo’ andare avanti”, dice in aula Danilo Toninelli che parla di “schiaffo del Pd a Mattarella e agli italiani per un emendamento localistico”.

Ma da parte del Partito Democratico, ormai, la porta è chiusa. E’ lo stesso Fiano a spiegare la posizione dei democratici: esisteva un patto, raggiunto faticosamente in commissione, che in aula è stato rotto. A far parte dell’accordo, infatti, c’era anche il partito delle autonomie Svp, fortemente contrario alla misura approvata e storico alleato del Pd.

L’irritazione dei dem è forte e la strada che avrebbe potuto portare all’approvazione della nuova legge elettorale, consentendo anche il voto anticipato, sembra essersi chiusa. “Chiederemo il rinvio della legge in commissione, ma questo testo e’ morto e conosciamo i nomi degli assassini che sono i 5 stelle“, commenta Fiano.

di Michele Bollino

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08 giugno 2017

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