Emilia Romagna

Bernardini: Apparentamento con chi blocca il Passante

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BOLOGNA – Manes Bernardini non intende fare un semplice accordo in vista del ballottaggio del 19 a giugno a Bologna, bensì un vero e proprio apparentamento. E questo sulla base di paletti molto precisi che, di fatto, sembrano favorire più Lucia Borgonzoni (Lega nord) che il sindaco uscente Virginio Merola (Pd). Dopo un paio di giorni di riflessione e pochi segnali verso l’esterno, il fondatore di Insieme Bologna mette sul piatto il 10,4% di voti conquistati al primo turno e detta le condizioni con una nota. Innanzitutto, “non cerchiamo accordi sottobanco ma un apparentamento a tutti gli effetti di legge– scrive Bernardini- sulla base di un accordo trasparente su alcuni punti programmatici, che dovrà avvenire necessariamente entro sabato, data di scadenza del termine ultimo”. In realtà, in questi giorni sia Merola che Borgonzoni hanno escluso apparentamenti ufficiali, anche se la sponda del centrodestra è sembrata più possibilista.

bernardini“In molti avanzano ipotesi di apparentamenti che al momento sono lontane dalla realtà”, scrive Bernardini: “Siamo una lista civica con un profilo di indipendenza ed autonomia dai partiti e dalle loro logiche. Il nostro eventuale sostegno sarà subordinato all’accordo su cinque punti di programma che per noi sono irrinunciabili“. In cima a tutto c’è “il blocco del Passante di mezzo con l’apertura di uno studio di fattibilità su progetti alternativi”, manda a dire Bernardini: un tema su cui difficilmente Merola potrà tornare indietro, visto l’accordo appena firmato con il Governo proprio per l’ampliamento di autostrade e tangenziale. Tra i sostenitori di Borgonzoni, invece, c’è chi (vedi Uniti si vince e Fi) spinge per il Passante sud, proprio come Bernardini.

nuovo dall'araUn altro punto riguarda la “ristrutturazione e valorizzazione dello stadio Dall’Ara– scrive il civico- con una politica di compensazioni trasparente e condivisa”. Bernardini chiede poi “la vendita delle azioni Hera in possesso del Comune“: operazione su cui, poco più di un anno fa, si registrò il clamoroso dietrofront di Merola. L’ex segretario della Lega, inoltre, invoca “un piano straordinario per le periferie” e il mantenimento della delega alla sicurezza in capo al sindaco, “ipotesi che garantirà il massimo coinvolgimento della futura Giunta su questo tema”. Chiariti i punti, Bernardini dichiara che Insieme Bologna “non è interessata ad accordi sottobanco o a patti di fronte ai caminetti. La nuova Giunta vogliamo costruirla in piazza Maggiore, alla luce del sole, sulla base di impegni chiari e trasparenti non nei nostri confronti, ma dei cittadini”.

Per questo “chiediamo che entrambi i contendenti annuncino subito una parte della Giunta, indicando il nome del vicesindaco, rispetto al quale non avanziamo richieste- scrive il civico- il direttore generale e le personalità che dovranno ricoprire le deleghe che noi riteniamo fondamentali per capire l’indirizzo della nuova amministrazione sui temi dello sviluppo cittadino: la pianificazione territoriale e le infrastrutture; il bilancio; il marketing territoriale e l’internazionalizzazione”. Solo sulla base di questi punti “siamo disponibili ad assumere un impegno, che sarà reale perché ci metteremo la faccia siglando un apparentamento nei termini di legge”, ribadisce Bernardini, concludendo così: “Non siamo noi che spostiamo pacchetti di voti, ma sono i cittadini di Bologna che, messi nelle condizioni di conoscere le reali proposte dei candidati, potranno operare la loro scelta in modo libero e consapevole”.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

8 giugno 2016
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