Ultimo giorno di scuola. A Roma è tuffo nella fontana per salutare la campanella

ROMA – Per qualcuno è stato il giorno della finale del torneo di calcetto, per altri quello dell’uscita anticipata alle 10.30. Altri ancora in classe non sono proprio entrati perché sono andati in gita, al teatro o al museo. L’ultimo giorno di scuola è stato di festa per gli oltre 600mila studenti del Lazio, che hanno visto chiudersi le porte dei loro istituti fino al 15 settembre prossimo. Per chi non ha gli esami è stata grande, con tanto di lancio di gavettoni, acqua, farina e uova.

In tanti si sono tuffati nella fontana di Piazza Mazzini dopo un anno passato tra i banchi. Ma per circa 10mila, solo a Roma, ancora non è finita: il 17 giugno, alle 8.30, si ritroveranno di nuovo in classe per la prima prova degli esami di maturita’, il tema, uguale per tutti. “Punto a un 60, uscire è già tanto”, racconta una studentessa di fronte al liceo classico ‘Giulio Cesare’ di Roma. C’è chi, invece, racconta che “più che di stress per l’esame, la sensazione è già di malinconia, e non l’avrei mai detto”. Tutti si dicono pronti, però, a studiare senza sosta in questi 9 giorni che li separano dagli esami.

“Devo finire e ripassare la tesina”, dicono promettendo che “per questi giorni andrò a letto presto”. Non è il tema, né la seconda prova- latino per il liceo classico, matematica per lo scientifico- a mettere in ansia gli studenti, piuttosto la terza prova che vedrà i ragazzi cimentarsi in diverse materie studiate durante l’anno. La meta, per tutti, è quella delle vacanze estive: gettonata la Spagna, con Barcellona e l’Andalusia, ma anche la Grecia e l’Olanda. Nel futuro tanti vedono l’Università, principalmente materie scientifiche anche dal classico, perché “se non continuiamo a studiare, cosa possiamo fare?”, si chiedono. Una liberazione, quella della fine dell’anno scolastico, anche per qualche professore che si dice “entusiasta. E il prossimo anno si ricomincia, vedremo come finirà con la riforma della scuola”.

Il 20 maggio scorso, infatti, la Camera ha dato il via libera alla riforma della scuola, ora al Senato. “I professori hanno cercato di coinvolgerci- racconta uno studente del liceo Tasso’- L’aspetto che più li preoccupa è quello dei super poteri conferiti ai presidi”.

8 Giu 2015
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