Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura (anche su www.dire.it).

TOSCANA: FILCAMS, INCERTI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER STAGIONALI TURISMO

In Toscana circa 40mila lavoratori stagionali del turismo, quest’anno, iniziano la stagione senza sapere quali ammortizzatori sociali potranno avere a fine estate e soprattutto di quale entità economica e per quanti mesi. A lanciare l’allarme è la Filcams Cgil Toscana: “Non è accettabile che questi lavoratori non sappiano cosa accadrà loro dopo la fase lavorativa. Il turismo, soprattutto in estate, è un settore fondamentale dell’economia italiana, questi lavoratori ne sono parte fondamentale e il Governo ha il dovere di dare certezze. Come sindacato seguiremo le evoluzioni della questione, e senza risposte siamo pronti a mobilitarci”.

“Autorevoli esponenti del governo, a partire dal ministro del Welfare Giuliano Poletti, si erano espressi pubblicamente nelle settimane scorse garantendo che, quantomeno per il 2015, i lavoratori stagionali (in special modo quelli che lavorano strutturalmente 6 mesi e che con l’Aspi vedevano riconosciuta una indennità per gli ulteriori 6 su base annua) avrebbero mantenuto le stesse tutele. Ad una analisi della circolare Inps 94/15 però risulta quantomeno problematico (per non dire impossibile) rintracciare tale garanzia. Mentre i lavoratori interessati attraverso il web minacciano uno sciopero per Ferragosto, mentre fioriscono le scuole di pensiero fra chi sostiene che le garanzie vi siano per quest’anno e chi no, la Filcams Cgil nazionale, con la stagione estiva ormai iniziata, ha ritenuto di tentare la via del chiarimento diretto con l’Inps, inviando all’istituto una lettera per una richiesta di incontro su Naspi e lavoro stagionale”.

IMOLA: FIOM, EMERSON SI TRASFERISCE E LICENZIA DUE LAVORATORI

“Venerdi 5 giugno due lavoratori della multinazionale americana Emerson sono stati convocati dalla direzione aziendale ed hanno appreso di essere “di troppo”. Nella lettera che è stata loro consegnata si evince la decisione della multinazionale di trasferire le attività di assemblaggio e collaudo dei gruppi di continuità svolte presso la sede di Castel Guelfo di Bologna in Repubblica Ceca. L’operazione che partirebbe oggi dovrebbe concludersi entro la fine del 2016 con, presumibilmente, ulteriori esuberi”  infoma la Fiom di Imola. “A spregio e disprezzo delle più elementari relazioni sindacali che oltretutto contraddistinguono la nostra regione, la Emerson Network Power Chloride ha ritenuto di procedere a licenziamenti unilaterali poiché né i rappresentanti dei lavoratori, né le organizzazioni sindacali territoriali sono state convocate per aprire un confronto sul progetto e trovare soluzioni alternative ai licenziamenti come i contratti di solidarietà. Non ci saremmo mai aspettati da una multinazionale americana come l’Emerson, che nel rilevare la Chloride sbandierava la motivazione dei dipendenti e l’etica aziendale come due elementi imprescindibili dagli obbiettivi di business, che due lavoratori siano diventati l’ostacolo per un gruppo che fattura oltre i 6 miliardi di dollari all’anno – conclude la nota-. Nella giornata di mercoledì 10 giugno si terranno le assemblee a Castel Guelfo e insieme alle lavoratrici e i lavoratori si discuterà di quali prime iniziative di mobilitazione mettere in campo per chiedere il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un tavolo di confronto sul progetto, sulle eventuali ricadute e sulle possibili soluzioni”.

ROMA: SINDACATI, SCIOPERO ALLA ERICSSON CONTRO LICENZIAMENTI

“Sciopero di otto ore e presidio sotto la sede di via Anagnina oggi per i lavoratori della Ericsson di Roma a seguito dell’annuncio da parte dell’azienda di voler aprire 103 procedure di licenziamento”. Così le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl Reti e Uilcom Uil. “Premesso che l’azienda dichiara di non essere assolutamente in crisi  i licenziamenti sono motivati da un ‘riequilibrio dell’organico’ anche alla luce di un cambiamento delle strategie di business. La realtà è che il lavoro c’è per tutti. La realtà è che il lavoro viene decentrato, delocalizzato, affidato a consulenti. La realtà è che Ericsson dopo aver aperto 11 procedure di licenziamento volontario negli ultimi sei anni, estromettendo circa mille lavoratori, non trovando più i prepensionabili sta ora cercando di estromettere personale qualificato, per la maggior parte persone di cinquant’anni”.

“Una grande azienda come la Ericsson, con una storia importante nel nostro paese, ha l’obbligo morale e sociale di attuare tutte le misure necessarie a evitare i licenziamenti, misure che il sindacato ha proposto: contratti di solidarietà, riqualificazione del personale, insourcing. Crediamo che la Regione Lazio possa e debba giocare un ruolo politico finalizzato a evitare un ulteriore dramma occupazionale non più sopportabile in una regione già pesantemente colpita dalla crisi. In un momento in cui si colgono segnali di ripresa, si incentivano le imprese a investire, una grande multinazionale non può continuare a licenziare come se nulla cambiasse mai”.

SCUOLA: PANTALEO (FLC), “ARROGANZA MIUR NON HA PIU LIMITI”
Il 3 giugno mentre il Senato discuteva del ddl “brutta scuola” al Miur si e’ svolta una riunione per dare applicazione alla stessa riforma sulla parte che riguarda l’organico potenziato. E’ stata data l’indicazione agli uffici regionali scolastici di rilevare i fabbisogni di organico per aree omogenee di attivita’, relative classi di concorso e per ambiti territoriali. Dopo quell’incontro sono state emanate circolari da parte di alcuni uffici regionali per chiedere ai dirigenti scolastici, previa pronuncia dei collegi dei docenti e sulla base di una scheda di rilevazione, di evidenziare le richieste di organico potenziato sulla base di quanto previsto nel ddl.  “Si tratta di un fatto gravisssimo del quale il Miur dovra’ rispondere in Parlamento, avendo notizie di numerose interrogazioni parlamentari già depositate”, dichiara Domenico Pantaleo segretario generale Flc Cgil. “Non e’ possibile che mentre e’ in corso la discussione sul ddl, che incontra la radicale opposizione di tutto il mondo della scuola, il Miur illegittimamente e peraltro appesantendo inutilmente il lavoro delle scuole faccia finta che il disegno di legge sia stato approvato. Chiediamo al Miur di fare revocare tutte le circolari emanate illegittimamente e siamo pronti a chiamare in giudizio Miur e direttori degli uffici regionali scolastici- conclude il dirigente sindacale-. Chiediamo ai collegi dei docenti di non esprimersi, rigettando eventuali richieste di delibere, essendo evidente la forzatura che ha solo l’obiettivo di agevolare l’iter di un disegno di legge inaccettabile e incostituzionale. Il governo se vuole accelerare i tempi faccia un decreto sulle assunzioni. L’arroganza del potere e la violazione delle regole democratiche non hanno piu’ limiti e per questa ragione abbiamo proclamato anche lo sciopero degli scrutini e proseguiremo con le mobilitazioni”.

LOMBARDIA: CGIL, CONDANNA DICHIARAZIONI DI MARONI SU IMMIGRATI

“Dopo le recenti elezioni regionali la Lega alza la voce e vuole dettare le regole delle politiche per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Maroni, in qualità di presidente, abbraccia le idee di Salvini e minaccia i Sindaci dei comuni lombardi, con il taglio dei fondi regionali, che continueranno ad ospitare i migranti in fuga da conflitti e violenze. Vorremmo ricordare al presidente che le regioni del sud sono quelle che più stanno sopportando lo sforzo dell’accoglienza delle migliaia di migranti”. Così la Cgil Lombardia. “Il nord, il “ricco” nord dell’Expo 2015, vetrina del mondo, si rifiuta di aiutare e alimentare la speranza di uomini, donne e bambini che impariamo a conoscere solo nel momento in cui si imbarcano sulle carrette del mare e sbarcano nel nostro paese. Ma cosa sappiamo di cosa sta succedendo in Siria, in Eritrea, in Sud Sudan, in Nigeria, in Mali, e in molti altri paesi del Medio Oriente e dell’Africa Nord e Sub Sahariana? Cosa facciamo nel “ricco” Nord per aiutare queste persone che fuggono da guerre e fame, si imbarcano rischiando di morire, pagando scafisti senza scrupoli?”.

“Al presidente ricordiamo che non siamo in presenza di clandestini ma di richiedenti asilo e lo sono fino al pronunciamento della commissione territoriale che valuta la domanda.Come possiamo pretendere che l’Europa se ne faccia carico, quando noi per primi rifiutiamo la solidarietà con le nostre regioni del Sud che vedono la presenza di richiedenti asilo 5 o 6 volte maggiore di quella che interessa la nostra regione? Il presidente, minacciando il taglio di risorse ai comuni lombardi, nega il valore delle comunità locali, oltre che ledere le scelte delle amministrazioni comunali, e riafferma un centralismo regionale teso ad imporre e controllare tutto quanto avviene in regione. La Cgil- conclude il sindacato- non si riconosce e condanna tale scelta: riteniamo che tutti debbono contribuire in quota parte; denunciamo l’arroganza e il tono minaccioso usati nel l’invito ai comuni a non essere solidali, sapendo che il taglio delle risorse non potrà che andare a scapito delle fasce più deboli della popolazione, alimentando ulteriori tensioni sociali; esprimiamo solidarietà e vicinanza ai Prefetti che loro malgrado si trovano a dover gestire una situazione senza l’aiuto di Regione Lombardia,e a tutti quei Sindaci che vorranno continuare nell’opera meritoria di accogliere i rifugiati”.

8 giugno 2015
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