Politica

Legnini richiama le toghe: “Magistrati fuori da referendum”

giustizia
ROMA – “Esiste il diritto di qualunque magistrato a esprimere proprie opinioni, è un principio costituzionale. Ma non esiste la possibilità per i magistrati di partecipare attivamente alle campagne politiche. C’è un divieto“. Lo dice il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, a ‘L’intervista’ di Maria Latella su SkyTg24, escludendo anche che i magistrati possano intervenire attivamente sul referendum costituzionale.

Giovanni LegniniE’ vero, spiega Legnini, che questo “si colloca in una posizione intermedia. Il procuratore Spataro (oggi, in un’intervista a ‘la Repubblica’, ndr) dice che il referendum non è competizione politica ma ha a che fare con la Costituzione, che ci riguarda tutti. Ma si pone un problema- sottolinea Legnini- sono i partiti ad avere approvato quella riforma, i partiti si schierano per il sì o il no. Sta di fatto- sottolinea il vicepresidente del Csm- che un magistrato e una corrente della magistratura potrebbero trovarsi schierati a fianco dei partiti. In più questo referendum si è caricato di un particolare significato politico“. Legnini insomma auspica “un di più di cultura di separazione e rispetto reciproco fra i poteri. La democrazia funziona- conclude- se tutti i poteri sono forti e si rispettano l’un l’altro”.

8 maggio 2016
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