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Peppino Impastato 37 anni dopo, l’Italia lo ricorda così

Peppino Impastato

Peppino Impastato

ROMA – La Mafia ‘è una montagna di merda’. Peppino Impastato, nella sua breve vita, non si è mai nascosto. Dai microfoni di Radio Aut, un’emittente radiofonica autofinanziata di ‘controinformazione’, con al centro la satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale, ha preso le distanze da quella mafia in cui anche la sua stessa famiglia era comunque ben inserita. Come raccontavano i Modena City Ramblers nella canzone ‘Cento Passi’, ‘aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato’. Peppino viene ucciso in un casolare, di proprietà di un privato. Un anno fa la Giunta regionale siciliana aveva firmato l’atto di avvio del procedimento per far diventare il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato ‘luogo di interesse culturale’ e ‘monumento della legalità’. Ma ad oggi nulla è cambiato e il casolare, in occasione della ricorrenza della morte resterà chiuso e non sarà possibile visitarlo. Peppino Impastato nacque il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo. Oltre all’attività di informazione con la la radio autofinanziata, aveva deciso di scendere in politica per partecipare con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978, giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani a Roma, pochi giorni prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica ‘sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi’. Il suo corpo è letteralmente dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani, le prime indagini addirittura portavano alla pista del suicidio.

Iniziative in tutta Italia, in occasione del ricordo della sua morte, avvenuta 37 anni fa: da un festival a suo nome organizzato a Bologna alla visione di film a tema (su tutto il celebre ‘Cento Passi’ di Marco Tullio Giordana), fino all’intitolazione di una strada a Siracusa. Queste alcune delle celebrazioni in programma: PISA: Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo Borsellino, sarà l’ospite ‘speciale’ della ‘Giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi’. L’iniziativa, come ogni anno dal 2007, si svolgerà il 9 maggio; quel giorno del 1978 furono assassinati Aldo Moro e Peppino Impastato. La cerimonia ufficiale comincerà alle 10 sul Viale delle Piagge nei pressi del monumento ‘Pensieri e Presenze di Pace’ dell’artista Dolfo (all’altezza del civico 14).

ROMA: Due giorni di iniziative, 8 e 9 maggio presso il Parco Collina della Pace (via Casilina km. 18,00 – Finocchio RM), organizzata da Libera. Si terrà la manifestazione intitolata “Peppino Vive nel Parco, Commemorazione dell’assassinio di mafia di Peppino Impastato – Festa della Legalità”. Dopo la giornata riservata agli studenti delle scuole della zona, domani pomeriggio, ore 16, la presentazione della giornata e saluti della compagnia Teatrodanza Fuo.Ri.Terr.A.: “A chi baciamo le mani”(teatro), Flavia Famà – Libera memoria – Figlia di vittima di mafia Serafino Famà. L’Ass. Culturale Ottavo Atto proporrà “Donne di mafia” (teatro). Ancora spettacolo teatrale, “Orazione per G. Falcone e P. Borsellino”. Prevista la presenza di molte altre associazioni: Ass. Culturale D.O.C. (in direzione ostinata e contraria); Link Tor Vergata sull’università; Comunità di S. Egidio campo nomadi di salone; Il Muretto centro di aggregazione giovanile cooperativa S. S. Pietro e Paolo. VITERBO: Sempre domani, ore 10, Viterbo ricorderà Peppino Impastato con una cerimonia al parco intitolato alla sua memoria. La cerimonia avverrà all’ingresso del parco su via A. Volta (quartiere Pilastro), davanti alla targa fatta apporre nell’ottobre 2013 dall’amministrazione comunale. CINISI: Nella cittadina di Peppino tante saranno le iniziative. Ad aprire la serie di celebrazioni ci hanno pensato nei giorni scorsi quelli del Clan “Croce del Sud” del Gruppo Scout Cinisi con lo spettacolo teatrale “ Illegalità, Mafia, Corruzione…e la Politica?”. Domani dalle 21.30 sul palcoscenico di piazza Vittorio Emanuele Orlando il concerto “Voci al femminile per ricordare Peppino”, in occasione del 37esimo anniversario dalla morte di Impastato. Torna inoltre il Premio fotografico Peppino Impastato – Musica e Cultura, giunto alla seconda edizione e promosso da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. SAMBUCETO: Giornata di incontri, quella organizzata dall’associazione culturale Kimera a Sambuceto, in provincia di Chieti. Domani, ore 18, pomeriggio dedicato alla memoria di Peppino. Dopo la proiezione del film “I Cento Passi”, seguirà un intervento a cura dell’associazione Espressione Libre di Pescara. All’esterno performance artistica dei Writers Christian Serafini e Mirko Trifone.  ERCOLANO: Iniziativa della web radio Radio Siani, la radio della legalità dedicata al giornalista Giancarlo Siani. L’emittente prenderà parte a quella organizzata dal presidio di Libera Vomero-Arenella e dalla Fondazione Polis, nell’ambito del più ampio progetto “Gusto e parole della legalità”, che avrà luogo sabato 9 maggio alle 10 presso la libreria di azionariato popolare Iocisto (via Cimarosa 20, Napoli). Nell’ambito dell’iniziativa sarà presentato, a conclusione di un progetto con gli studenti del Liceo classico Pansini di Napoli, il fumetto “Peppino Impastato un giullare contro la mafia (di Marco Rizzo, disegnato da Lelio Bonoaccorso, edito da Beccogiallo). A seguire ci sarà una degustazione dei prodotti coltivati sui terreni confiscati alla mafia. Sabato andrà in onda su Radio Siani una puntata speciale in ricordo di Peppino Impastato. CALTANISSETTA: Il consigliere comunale Valeria Alaimo M5S ha presentato una richiesta alla presidenza del consiglio, indirizzata al Sindaco Ruvolo, per l’intitolazione del Foyer del Teatro Margherita a Peppino Impastato. SAN GIOVANNI IN PERSICETO: Tre giorni di dibattiti, concerti, mostre dedicati all’antimafia alla quinta edizione del Peppino Festival di San Giovanni in Persiceto, Comune di Bologna. Sarà tutto all’insegna, a partire da oggi fino a domenica, di musica, pensieri, parole e passi.

CISCO RACCONTA COME NACQUE ‘CENTO PASSI’ – “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi”. Una strofa semplice. Eppure capace di entrare nella storia della musica, di ‘dire’ la sua in un contesto così difficile com’è quello della lotta alla mafia, di fare da ‘colonna sonora’ alle piazze che si riempiono di tutti quelli che hanno qualcosa da dire per provare a migliorare la vita, la loro, di tutti. “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi” è il ritornello di ‘Cento Passi’, la canzone scritta dai Modena City Ramblers di Stefano ‘Cisco’ Bellotti (oggi non è più il cantante della band). Una canzone “che è già dentro il film”, su una storia “che non conoscevo” ma che per forza ha imparato ad amare. A 37 anni dalla morte di Peppino Impastato, a questo si ispirano l’omonimo film e la canzone, Cisco racconta la ‘sua’ Cento Passi all’agenzia DIRE. Un racconto appassionato, quasi commosso. “Non conoscevo la storia di Peppino- ricorda- Sono andato al cinema a vedere il film, e ne sono rimasto colpito, anche dalla storia di Peppino. E poi questi fili che si collegano, la morte di Peppino e il ritrovamento del corpo di Aldo Moro… Ricordo che uscito dal cinema, avevo questa voglia di scrivere la canzone. In testa mi girava la frase dei passi- dice ancora all’agenzia DIRE- E sono partito con quella frase, quella che Lo Cascio dice nel film. Ho preso spunto a piene mani dal film, noi ci abbiamo messo la musica”. La canzone, sottolinea Cisco, “è uno dei pezzi che mi soddisfa fare dal vivo” ed è diventata “un patrimonio culturale comune, i ragazzi la cantano nelle manifestazioni, è andata oltre a chi l’ha fatta e chi l’ha scritta. Cosa c’è di più bello che scrivere canzoni che restano alla gente?”.

 

In passato Cisco è stato proprio a Cinisi, la città di Peppino: “Ho avuto la fortuna di andarci, c’erano i protagonisti del film, c’erano Lo Cascio e il regista Marco Tullio Giordana. Ricordo che sul momento non mi avevano ‘inquadrato’, poi quando sono salito sul palco e intonato la canzone, da solo con un tamburo, mi hanno riconosciuto. Giordana mi disse che la canzone aveva contribuito a fare la fortuna del film e molti pensano che è la colonna sonora. Ma non è così, il film è uscito prima”. La storia di Peppino “per me è una storia di vittoria, ha avuto una fine tragica, è vero, ma i mandanti sono stati catturati, la casa di Badalamenti è diventata un museo sulla lotta alla mafia. Oggi la gente ricorda la sua storia, il suo sacrificio è stato esemplare. Possiamo raccontarla come una storia di vittoria soprattutto ai giovani, che in modo disinteressato pensano che nella vita ci si debba occupare di altro”. Cisco, oggi, vorrebbe vivere “in un paese civile, dove la gente normale prende di petto certe situazioni. Ma anche se l’Italia non è così, ogni giorno ci sono però tanti piccoli ‘Peppino Impastato’, che lottando non si piegano davanti alla ingiustizie, anche più piccole, davanti ai soprusi. L’Italia è piena di queste storie. Prendiamo la storia del giornalista Sandro Ruotolo, assurdo”. E poi l’esempio di Ercolano, quella Radio Siani, la web radio della legalità “che è una realtà molto bella, dovremmo sempre avere a che fare con queste storie, non bisogna voltarsi dall’altra parte”. Anni fa l’ex cantante dei MCR ha incontrato Felicia, la mamma di Peppino, morta nel 2004: “Ero emozionatissimo, lei era una donna di grande dignità. Fu un incontro speciale, una volta saputo chi eravamo ci volle ringraziare. La lotta e la memoria di Peppino Impastato vanno avanti anche grazie alla mamma”.

08 maggio 2015

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