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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

lavoroIl mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

PERUGINA: FLAI CGIL UMBRIA, ADESSO UN PIANO INDUSTRIALE – “Oggi Nestlè Italia presenta in Regione Umbria il progetto “Perugina per Expo 2015”. Si tratta di un segnale importante nell’ottica di un rafforzamento del brand Perugina in Italia e nel mondo, una scelta peraltro sollecitata fin dall’inizio dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu, consapevoli dell’importanza della vetrina rappresentata da Expo. Tuttavia, questo impegno, condivisibile e importante, non avrà alcun effetto positivo se non sarà accompagnato da un piano industriale serio e immediato, per il quale non è possibile aspettare ancora, visto che il contratto di solidarietà in essere scadrà tra un anno e bisognerà arrivare a quell’appuntamento con una fabbrica strutturata e in sicurezza dal punto di vista occupazionale”. Lo afferma Michele Greco, segretario generale Flai Cgil Umbria. “Per quanto ci riguarda- conclude- abbiamo già dimostrato di avere proposte e idee chiare sulle strategie per rilanciare la fabbrica di San Sisto. Proposte e idee che presenteremo all’azienda nell’incontro fissato per il prossimo 14 maggio e sulle quali vorremmo aprire un confronto reale”.

ENERGIT CAGLIARI: 8 ORE DEI SCIOPERO – Altre otto ore di sciopero oggi per i lavoratori di Energit a Cagliari, che alle 10 e 30 si riuniranno in assemblea sotto la sede dell’azienda per decidere le prossime azioni di protesta. “Dopo la prima giornata di sciopero, martedì, c’era stato un incontro nella sede dell’assessorato all’Industria e lavoratori e sindacati avevano incassato l’interessamento da parte della Regione, che aveva chiesto il ritiro delle procedure di licenziamento per i quattro lavoratori. Non solo i responsabili di Energit non hanno recepito la richiesta dell’assessorato, ma sono andati avanti con procedure piuttosto discutibili”, denunciano Slc Cgil e Uilcom. Ai quattro licenziati è arrivato oggi – tramite email – l’invito a sgomberare le scrivanie e restituire i badge domani. “Nessuna volontà di mediazione dunque- segnala il sindacato- da parte di un’azienda che ha già disatteso gli impegni presi in un tavolo convocato a fine aprile in Confindustria. Nel mese di aprile infatti, i responsabili di Energit, in vista dell’ingresso nella società di nuovi azionisti, avevano comunicato ai sindacati un piano di riorganizzazione che prevedeva diciannove esuberi e che, secondo l’azienda, sarebbe necessario a risolvere una situazione di crisi economico-finanziaria diventata insostenibile. A fronte di una forte opposizione sindacale, che rimarcava la necessità di mantenere il più possibile inalterati i livelli occupazionali, nel corso di un incontro in Confindustria i vertici di Energit si erano impegnati a rinviare il piano e trovare un accordo sugli esodi incentivati”. Dopo l’impegno però, l’azienda è andata avanti in modo unilaterale con i licenziamenti, un comportamento che, per i sindacati, costituisce “una grave rottura nelle relazioni industriali e compromette la prosecuzione della trattativa sindacale in corso, per di più durante una delicata interlocuzione con il potenziale nuovo azionista”.

MULTISERVICE GENOVA, 11 E 12 MAGGIO LAVORATORI IN SCIOPERO – 16 ore di sciopero per la Multiservice di Genova. L’11 e 12 maggio i dipendenti incroceranno le braccia contro la pesante situazione che si sta vivendo in azienda. “I lavoratori della Multiservice, azienda genovese che opera prevalentemente nel settore dei controlli sulle caldaie- spiega la Fiom di Genova- sono fortemente preoccupati a fronte di un piano di ristrutturazione presentato dall’azienda che prevede consistenti tagli salariali, tra i 12/14 esuberi e incertezza sul futuro produttivo. In concomitanza con lo sciopero, martedì 12 alle 9.30, i lavoratori accompagnati da una delegazione sindacale incontreranno i capigruppo del Comune di Genova”.

AUCHAN, LO SCIOPERO IN SARDEGNA – Domani sciopero e sit in nei due centri commerciali Auchan di Cagliari e Pirri, Santa Gilla e Marconi, in concomitanza con la mobilitazione indetta a livello nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil contro la procedura di licenziamento collettivo per 1426 lavoratori in tutta Italia, 53 in Sardegna (tra Cagliari e Sassari) e la disdetta della contrattazione integrativa aziendale. I sindacati chiedono ai cittadini di rimandare gli acquisti: un gesto di solidarietà per riaffermare dignità e diritti dei lavoratori. L’annuncio dei licenziamenti è un atto gravissimo e senza precedenti, secondo le categorie unitarie, che sottolineano la costante disponibilità al dialogo da parte del sindacato, impegnato in tutti questi anni a ricercare soluzioni utili ad arginare le difficoltà aziendali, a patto però che tutto avvenisse nel rispetto dei lavoratori e dei loro diritti. Ora invece la multinazionale francese Auchan – 49 punti vendita su tutto il territorio nazionale e circa 11400 dipendenti – decide di scaricare il costo della crisi sulle spalle dei lavoratori. “Per oltre vent’anni – denunciano Filcams, Fisascat e Uiltucs – ha ottenuto in Sardegna risultati economici estremamente positivi ma non ha mai pensato di reinvestire i propri utili al fine di modernizzarsi o essere maggiormente competitiva, non ha mai pensato di redistribuire i propri utili a favore del personale”.

PRECARI DELLA GIUSTIZIA, SINDACATI CHIEDONO INCONTRO URGENTE – Cgil e Funzione pubblica hanno di scritto ai presidenti dei gruppi di Camera e Senato, al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, per chiedere – ai primi – un incontro urgente e – ai secondi – l’apertura di un tavolo congiunto finalizzato alla “risoluzione rapida della questione” aperta che riguarda i precari tirocinanti della giustizia. La vicenda è nota. Senza di loro il funzionamento dei tribunali del nostro paese non sarebbe garantito, dovendo supplire alla grave carenza d’organico di un comparto che sconta un deficit di circa 9.000 unità di personale in tutto il territorio nazionale, con punte del 30 per cento in alcuni grandi uffici. Sono i cosiddetti lavoratori “svantaggiati”, 2.650 ex cassintegrati, addetti in mobilità e disoccupati che dal 2010 svolgono tirocini formativi negli uffici giudiziari. Non semplici numeri, ma uomini e donne in carne e ossa che, di fatto inseriti nel ciclo lavorativo, hanno trascorso gli ultimi 5 anni della loro vita affiancando a tutti gli effetti – in cambio di una retribuzione da fame (circa 300 euro mensili) – il personale interno al sistema giustizia. Ora, dopo aver acquisito nel tempo importanti competenze e un più che discreto bagaglio di esperienza sul campo, entrambi utilissimi al funzionamento della giustizia e a rendere più efficaci i servizi ai cittadini, tutte queste persone sono – a partire dal 1° maggio – senza lavoro e senza reddito a causa del venir meno dei fondi impiegati per finanziare i tirocini formativi. “Le possibilità che sono emerse sino a oggi e che riguardano comunque un futuro non immediato – sostengono nella lettera Gianna Fracassi, segretaria confederale Cgil, e Salvatore Chiaramonte, della segreteria nazionale Fp -, sono insufficienti a garantire sbocchi lavorativi a tutta la platea di lavoratori”.

 

SICILIA, PAGLIARO (CGIL): CON SENTENZA CONSULTA BUCO DI 50 MILIONI – La sentenza della Consulta che ha bocciato lo stop all’indicizzazione delle pensioni superiori ai 1.490 euro dal 2012, costerà alle casse della Regione siciliana 50 milioni di euro. A fare la stima della nuova voragine di fronte a cui si trovano i conti pubblici nell’isola è la Cgil siciliana. “L’equiparazione del sistema pensionistico dei regionali a quello nazionale- ha detto Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia aprendo il direttivo della confederazione- determinerà anche questo effetto. Calcolando che i regionali in pensione sono 13 mila la spesa si aggira intorno alla cifra che indichiamo e come è noto è carico del bilancio della regione”. Un’altra grana si apre dunque per la Regione siciliana sul fronte economico a poco più di una settimana dal varo di una sofferta finanziaria. Pagliaro non ha risparmiato le critiche al governo Renzi “che fa tanta propaganda ma che di fronte alle criticità vere non si assume fino in fondo le proprie responsabilità, rivelando a ogni passo l’incapacità di mettere in campo una politica di ridistribuzione dal tratto equo”. Quanto alla Regione l’opinione del segretario della Cgil è che “continui a galleggiare, con un approccio più che altro mediatico, volto cioè a rispondere alle polemiche che si aprono sui giornali. Abbiamo chiesto l’apertura di un confronto per la ristrutturazione della spesa e stiamo ancora attendendo: questo è un fatto”.

08 maggio 2015

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