Ambiente, Vito: “Indagine su Monfalconese con comuni”

bandiere a mezz'asta fvgTRIESTE – “Un risultato importante, una collaborazione fra enti a supporto delle politiche regionali con la presenza attiva dei Comuni coinvolti nello studio, a cui va il mio ringraziamento“. Lo ha riferito l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, riferendosi all’indagine epidemiologica ambientale nell’area monfalconese che ha illustrato, ieri, nella sede della Regione a Gorizia, agli amministratori dei 14 comuni invitati, a cui si riferisce l’indagine. Accanto all’assessore anche Diego Serraino responsabile scientifico dello studio, Fabio Barbone dell’Università di Udine e di Trieste con i rappresentanti di Arpa FVG.
Quello di oggi – ha spiegato Vito – è un passaggio importante che ritenevo doveroso attuare sia per manifestare il mio ringraziamento alle amministrazioni coinvolte per il sostegno dimostrato sia per dare loro la possibilità di approfondire lo studio“.
L’assessore ha evidenziato come la ricerca rappresenti una novità assoluta per la Regione in cui per la prima volta vengono incrociati dati sanitari e ambientali attraverso la stretta collaborazione fra tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) e della Sanità. A coordinarla l’Osservatorio ambiente salute del Friuli Venezia Giulia che è incardinato nell’Arpa “ed è – ha sottolineato l’assessore – un punto di orgoglio, fortemente voluto da questa amministrazione regionale e che rappresenta una scelta lungimirante”.
L’obiettivo principale della ricerca, in sintesi, è stato quello di valutare la diffusione dei tumori nei cittadini residenti nell’area del Monfalconese in base alle esposizioni residenziali agli inquinanti ambientali dispersi nell’atmosfera (benzene, biossidi di azoto, particolato e biossidi di zolfo).
Vito ha, poi, ricordato che ci sarà un secondo step: “l’Osservatorio Ambiente e Salute – ha riferito – proseguirà con una seconda fase, coordinata dal professor Fabio Barbone, in cui sarà valutata l’eventuale relazione tra insorgenza di infarto miocardico acuto o aborti spontanei ed esposizione ai quattro principali macroinquinanti”.
 Sarà inoltre sviluppata, entro l’anno, un’importante campagna di biomonitoraggio per valutare la presenza di metalli nelle urine dei residenti, anche in relazione a picchi di inquinamento atmosferico, per valutare l’effettiva ricaduta degli inquinanti in termini di assorbimento da parte della popolazione.

 

8 aprile 2016
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