Report della commissione Affari esteri del 7 aprile - DIRE.it

San Marino

Report della commissione Affari esteri del 7 aprile

SAN MARINO – Con un ordine del giorno votato all’unanimità, la Commissione consiliare Finanze, convocata oggi a Palazzo Pubblico, manda un messaggio unitario contro l’offensiva della Guardia di finanza. In particolare, tutti i gruppi consiliari hanno sottoscritto un Odg, presentato in comma comunicazioni dal consigliere Marco Podeschi, di Upr  con cui ‘La Commissione invita il Congresso di Stato a attuare iniziative diplomatiche forti affinché si esprima alla Repubblica d’Italia il disappunto della Repubblica di San Marino verso tale atto e di effettuare un riferimento nella prossima seduta del Consiglio Grande e Generale”. E non solo: “La Commissione- prosegue l’Odg- dà altresì mandato al Congresso di Stato di attivare celermente presso i competenti uffici dell’Amministrazione un punto di contatto a disposizione dei soggetti interessati affinché sia fornito il massimo supporto tecnico”.

Nel suo riferimento in comma comunicazioni relativo alla vicenda e ai rapporti con l’Italia, il segretario di Stato per gli Affari esteri, Pasquale Valentini, rivela poi che nel corso della seduta odierna del congresso di Stato è stato deciso di ribadire con urgenza al governo italiano la richiesta di un incontro politico chiarificatore.

Altri temi trattati nel corso dei lavori odierni sono stati inoltre il riferimento del segretario di Stato Iro Belluzzi sulla legge sull’editoria, la questione migranti e il negoziato in corso con l’Ue, in vista dell’imminente visita della delegazione della Commissione Affari esteri con le commissioni omologhe di Andorra e Monaco.

 Di seguito una sintesi degli interventi di oggi.

Comunicazioni.

Iro Belluzzi, segretario di Stato con delega all’Informazione: “Compio un riferimento sulla legge per l’editoria, su richiesta fatta di Rete. La normativa è entrata in pieno vigore il 10 dicembre 2014, da quel momento poi sono in vigore le norme transitorie. Superati i termini, la legge sarà integralmente operativa. Resta l’emanazione del codice deontologico degli operatori per l’informazione, il testo deve essere sottoposto all’attenzione del governo stesso. Il Codice deontologico deve essere infatti varato da un decreto delegato dell’esecutivo ma dal punto di vista sostanziale i contenuti vanno approvati dalla Consulta per l’informazione senza ingerenza politica. La segreteria si è impegnata ad assistere la Consulta per la redazione codice- non volendo imputare ritardi alla Consulta- i termini di esecuzione sono stati sensibilmente più ampi rispetto quelli preventivati. A ciò si aggiunga l’intervento del Commissario per i diritti umani che ha avanzato alcune osservazioni.  In data 11 marzo 2016 è stato nominato il presidente del Consiglio direttivo della Consulta e consegnata a tutti i giornalisti la bozza del Codice deontologico per integrazioni, è stato  poi posto all’esame dell’avvocatura di Stato che a inizio settimana ha evidenziato la necessità di alcune migliorie. Entro 15 giorni la Consulta adotterà il testo definitivo per l’avvio del Decreto delegato. Una volta licenziato il testo del Codice sarà inoltrato al Commissario per i diritti umani per conoscere il suo giudizio. L’Autorità garante ha avviato poi le procedure per l’iscrizione al registro delle testate giornalistiche. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti”.

Marco Podeschi, Upr: “Ringrazio il segretario per la risposta. L’auspicio è che si possa fare una modifica con il pieno accoglimento delle indicazioni del commissario del consiglio d’Europa. Aveva fatto scalpore esito della visita. Restano comunque visioni diverse. Chiedo poi sulla press card, sono già state emesse?”

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Ringrazio il segretario per aver tenuto fede a quanto promesso. Avrei una domanda, perché ha letto un po’ in fretta. In merito al Codice deontologico, per evitare nuove tirate d’orecchie, una volta passato, da qui a 15 giorni, a ratifica, il testo andrà a visione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa? Rimangono visioni diverse, permangano segnali di monopolio, ci sono persone all’interno degli organismi che non hanno la trasparenza necessaria per redarre il codice deontologico ne riparleremo quando verrà in aula decreto”.

Iro Belluzzi, segretario di Stato, replica: “Stanno elaborando presso l’ufficio del Lavoro,le press card e stanno decidendo i colori rispetto i diversi ruoli. Stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli e in tempi celeri saranno consegnate agli operatori dell’informazione. L’intenzione poi è, come è stato presentato al Commissario Muniez, che ancora prima che venisse approvato il decreto delegato che andrà a regolamentare le norme etiche e deontologiche, gli sia inviato. Il codice è stato completamente elaborato dalla Consulta quindi dagli operatori dell’informazione. Non vi era nessuna volontà di imbavagliamento di chi opera nel settore”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Le comunicazioni sono tre. La prima: mi lascia molto perplessa la comunicazione che c’è stata nella giornata di ieri riguardo i migranti. Ieri giravano notizie che pulmann di migranti erano arrivati a San Marino e quindi ci sono stati attacchi alle istituzioni e a me. Non c’è stato nessun pulmann di migranti, magari si sono scambiati pulmann di turisti in questo senso. Sulla stampa si sta facendo una pubblicità che non è a favore dei migranti caratterizzando San Marino come Paese che ha paura dei migranti. E questo dispiace. E’ volontà  che anche la nostra Repubblica- senza obblighi dovuti da accordi e convenzioni, ma per un obbligo morale che abbiamo nei confronti di una situazione drammatica, senza creare traumi insostenibili per il Paese- la volontà era di vedere come entrare con il massimo di prudenza nella solidarietà. Noi non siamo Paese di prima accoglienza e non è facile entrare in questo circuito, ci siamo mossi attraverso le organizzazioni internazionali per vedere come intervenire. Il primo intervento proposto riguardava i minori non accompagnati, questa tipologia è state esaminata e non è stata possibile entrare in questo circuito perché sarebbero necessari protocolli rigidi. Non abbiamo materialmente, nonostante i tentativi, potuto entrare in questo ambito. Ci siamo avvicinati alle realtà impegnate su questo fronte- Comunità Sant’Egidio, la Papa Giovanni XXIII, la Caritas- e abbiamo individuato una possibilità da verificare caso per caso l’accoglimento di famiglie già presenti in Italia con un percorso di inserimento e che sono nel punto in cui devono trovare una destinazione, in quanto hanno finito la prima accoglienza. Parliamo di situazioni ampiamente verificate che necessitano di una sistemazione definitiva. E’ vero, la Caritas ci ha messo avanti l’ipotesi di una famiglia nigeriana e ci auguriamo vada presto in porto perché è una famiglia che deve uscire dal centro di accoglienza che non può più ospitarla. E’ possibile un intervento in sinergia con lo Stato, con  il rilascio di un permesso umanitario, e con le associazioni che mettano in atto l’accoglienza. E’ determinante che queste persone trovino un progetto completo di accoglienza, non basta farli entrare. Si tratta di cominciare e vedere poi le problematiche e fino dove questa cosa è estendibile. Di permessi umanitari al momento ne è stato concesso uno solo per una profuga siriana. Dare adito ad altri messaggi è da stigmatizzare.
Seconda comunicazione: Abbiamo avuto di recente la visita del responsabile dell’Autorità italiana anticorruzione, abbiamo firmato un memorandum che si è già concretizzato con una prima azione formativa con magistrati e responsabili del progetti italiani e con i nostri funzionari pubblici e magistrati. Infine, sulla vicenda della Gdf conviene che prima ascolti i consiglieri e dia loro delle risposte prima di discutere gli Odg”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Quello che sta accadendo a livello di Stato sammarinese è evidente. Abbiamo preso atto della comunicazione che segreteria di Stato e congresso di Stato hanno mandato ai paritetici enti italiani per capire lo stato dell’arte. Veniamo da decenni di Paradiso fiscale. E’ stato intrapreso un percorso difficile, l’attacco della Guardia di finanza con la richiesta inviata a non so a quanti sammarinesi residenti o meno che hanno avuto rapporti di impresa a San Marino. Credo ci sia una grossa pecca a livello di comunicazione da parte del governo e del segretario Valentini. I cittadini che hanno ricevuto la raccomandata della Gdf si trovano in difficoltà perché non hanno indicazioni su come comportarsi dal governo. Ho due Odg, uno inglobato da quello che verrà letto da Podeschi, che chiede un certo approccio del Consiglio. Ne ho un altro, il congresso ha fatto una nota stampa.  Nell’ottica di riuscire a fare sitema-Paese, credo sia necessario che tutto il Consiglio possa essere messo nelle condizioni di capire cosa il congresso di Stato ha scritto all’Italia. L’Odg di cui do lettura va in quest’ottica.  “Il movimento civico Rete (…) richiede che il documento inviato a Roma sia messo a disposizione di tutti i gruppi consiliari”. Credo che questo in ottica di salvaguardia buon nome repubblica non possa essere atto unilaterale del governo”.

Marco Podeschi Upr: “Leggo l’Odg sottoscritto da Ap, Pdcs, C10, Ns, Su, Rete, Psd, Upr e dal consigliere indipendente Bronzetti. ‘La Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione esprime forte preoccupazione in merito alle attività condotta da autorità tributarie estere su persone fisiche e giuridiche sammarinesi. La Commissione, riconfermando la scelta fatta dalla Repubblica di San Marino di adeguare la normativa nazionale in materia finanziaria, antiriclaggio, tributaria alle migliori pratiche internazionali, manifesta forte disappunto verso un’iniziativa condotta unilateralmente su soggetti residenti. Se un’operazione che coinvolge un numero significativo di soggetti di uno Stato (persone fisiche e giuridiche) avviene in un quadro di collaborazione reciproca, non può formalizzarsi in una semplice comunicazione che impegna il soggetto sammarinese di fronte all’autorità estera. Non è intenzione della Commissione entrare nel merito dell’argomento, vi è tuttavia la spiacevole e significativa conseguenza derivata dal vasto perimetro dell’iniziativa su cui ci sono implicazioni dirette sulla sovranità e sul rispetto dei diritti dei propri cittadini.
L’utilizzo della rete bancaria e di strumenti di pagamento italiani, nell’ambito di accordi bilaterali fra stati e accordi commerciali fra i soggetti vigilati dei due paesi, non può avere come conseguenza diretta per i soggetti sammarinesi o comunque residenti che ne hanno fruito di subire una massiva richiesta di informazioni fiscali, bancarie e patrimoniali.
La Commissione invita il Congresso di Stato a attuare iniziative diplomatiche forti affinché si esprima alla Repubblica d’Italia il disappunto della Repubblica di San Marino verso tale atto e di effettuare un riferimento nella prossima seduta del Consiglio Grande e Generale. 
La Commissione da altresì mandato al Congresso di Stato di attivare celermente presso i competenti uffici dell’Amministrazione un punto di contatto a disposizione dei soggetti interessati affinché sia fornito il massimo supporto tecnico’. Il nostro Paese deve dare una risposta corale e le istituzioni, in primis la Commissione consigliare preposta deve dare un atto significativo e formale, questo Odg nasce in quest’ottica e Upr si è messa a disposizione per scrivere il testo. Mi auguro ci sia una risposta significativa. Leggo ieri poi la dichiarazione del deputato italiano Pizzolante che parlando di collaborazione tra Romagna e San Marino, ha proposta di aprire un tavolo ‘della  Repubblica di Romagna e San Marino. Chiedo al governo se state lavorando per fondere la Romagna con San Marino. Non ce l’ho con lei segretario, ma protesto contro questa osservazione dell’onorevole Pizzolante, San Marino è una Repubblica autonoma e sovrana”.

Denise Bronzetti, Indipendente: “Tutti abbiamo sottoscritto l’Odg, chiederei sia messo a verbale oltre che il disappunto per questa iniziativa che si chiede al congresso di conoscere le ragioni di questa iniziativa posta in atto dalla Gdf. Credo sia fondamentale capire, tanto si è fatto sul percorso di adeguamento e trasparenza e trovarsi ancora in una situazione del genere impone di capire. Ne approfitto per intervenire anche sulla questione migranti. Deve essere tenuto in debito conto il senso di insicurezza del Paese rispetto all’ordine pubblico e alla pubblica sicurezza, per l’ondata di furti e per la presenza di persone irregolari all’interno dei nostri confini. Le faccio un invito segretario, lei sa che quell’Odg per un intervento di ospitalità non è stato così semplice da confezionare. La invito a gestire al meglio questo vicenda, tenendo conto del momento di insicurezza che stanno vivendo i cittadini, non vorrei mai che la questione fugga di mano”.

Luca Santolini, C10: “L’Odg che abbiamo firmato tutti è esaustivo, vorrei ribadire che la mole di questa operazione, la sua pubblicità sui media, lascia a pensare che sia qualcosa di più rispetto ad un normale controllo e non ha niente a che fare con i controlli post voluntary disclosure. Il nostro Paese sta vivendo un profondissimo danno di immagine nel momento in cui cerchiamo di attirare investitori, oltre il fatto che molti nostri cittadini sono rimasti da soli di fronte a una richiesta di dati consistenti, perché finora non abbiamo pensato ad aprire sportello informativo dedicato per accompagnarli nella risposta. Apprezzo che nell’Odg ci sia un impegno in questo senso”.

Marco Gatti, Pdcs: “Condivido il fatto di chiedere le ragioni alla controparte italiana e, nello specifico, anche sulle modalità in cui le fanno. Ogni amministrazione ha diritto di compiere verifiche sugli abusi ma nel farlo devono esserci modalità che tutelano i cittadini, sia del proprio stato, sia nel rapporti tra gli Stati. Dal mio punto di vista dobbiamo avere noi, come Stato,conoscenza sulla casistica, se è veramente a 360 gradi o se riguarda una casistica specifica. In questo ultimo caso la cosa sarebbe diversa e forse anche giustificata, se così non fosse il punto di contatto serve per raccogliere e dare informazioni. E’ una situazione complessa, chi è cittadino italiano fa fatica a rispondere, i tempi di risposta sono risicati, si parla di 20 giorni. So che il governo si è già attivato. Dobbiamo andare avanti con contati a livello amministrativo,  ma la circostanza va definita anche a livello politico. Se non fosse sufficiente bisognerà informare le autorità internazionali. Lo scambio di informazioni è mirato per appurare i reati, ma se lo si fa a tappeto l’attività si incarta. So che il governo non è fermo, come sostiene qualcuno, sicuramente ci saranno aggiornamenti”.

Andrea Belluzzi, Psd: “Esprimo apprezzamento per la Commissione per la capacità di trovare ampia condivisione sull’Odg di politica estera. Quello che è stato posto in essere è un danno nei confronti del nostro Paese fortissimo in contrasto con i principi generali dell’Ocse, se questo fosse è un problema significativo di due Paesi aderenti. Auspico, visto i torti che abbiamo dovuto subire pur avendo ragione da parte della procura di Forlì, che possiamo andare a sostenere le nostre ragioni forti di precedenti storici significativi. Condivido che bisogna far arrivare un messaggio alla nostra cittadinanza, professionisti e imprenditori,  da parte delle istituzioni sammarinesi per dare loro vicinanza e sostegno”.

Tony Margiotta, Su: “La procura di Forlì è partita con questa azione arrivando a molti cittadini e italiani perché dal 2009 hanno fatto operazioni con il nostro sistema bancario. La nostra Repubblica era stata avvisata in agosto da una nota della Gdf e allora il segretario Capicchioni insieme a Lei è andato dal ministro delle Finanze italiano. Un chiarimento doveva esserci stato. Adesso invece è arrivata questa azione. Non lo vedo come un problema amministrativo, sono d’accordo con Gatti che dice che lo scambio di informazione serve per determinate ricerche e non a pioggia. Ma è soprattutto per me è un problema politico devastante, una procura di Forlì ha invitato questi avvisi di accertamento a tutti, oggi si parla di 250 riminesi. Che tipo di finalità ha questa operazione? Metto in discussione l’operato del segretario di Stato e vorrei ascoltare dalla sua voce cosa è successo”.

Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Riguardo ial problema riferito ai fatti recenti della procura di Forlì, prendo atto della risposta corale della Commissione, attraverso l’Odg presentato, ma non posso non evidenziare, come altri hanno già detto, il danno incredibile che non è un problema di carattere amministrativo ma politico. La nostra entità statuale deve trovare forza e capacità di dimostrare all’talia in primis che non possiamo essere trattati in questo modo. Ci sono gli accordi stipulati con l’Ocse. Dal momento dell’uscita dalla black list tutto doveva essere congelato pensando al pregresso, invece oggi la procura di Forlì ci viene addosso. Sono arrabbiato, il problema tocca l’economia e la sussistenza del Paese. Tutti noi dobbiamo chiederci se abbiamo fatto tutto quello che doveva essere fatto in sede di accordi. Va bene che il governo abbia fatto il comunicato e che vada a indagare, non possiamo oggi ammettere che tutto si debba rimandare nel tempo”.

Alessandro Mancini, Ps: “Anche da parte mia sottolineo la soddisfazione per l’Odg con un indirizzo chiaro da dare al governo. Di fronte a situazioni spiacevoli come queste è bene che non ci siano differenze tra maggioranza e opposizione. Una parte dell’amministrazione italiana, in barba agli accordi bilaterali e di carattere internazionale, se ne è fregata e di propria iniziativa ha preso questa strada che deve essere contrastata con tutti i mezzi che la politica e il governo hanno a disposizione. E’ doveroso informare anche gli organismi internazionali di quanto successo. Questa volta abbiamo la ragione dalla nostra parte e la dobbiamo misurare senza alcuna paura. Condivido che in sede di accordi qualcosa non ha funzionato”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato, replica: “E’ importante la presa di posizione della Commissione che dà ulteriore forza all’azione del governo. La prima azione fatta è stata quella di comunicare al governo italiano tramite le segreterie di competenza, Esteri e Finanze, quindi a Farnesina e Mef, dell’azione di cui abbiamo avuto notizia. Posso dire oggi che tutta la vicenda parte da quella comunicazione dell’agosto 2015, quando una la Gdf parlò di 57 mila transazioni registrate dal 2009 al 2014. Nell’incontro con il ministro Padoan di reazione su questa comunicazione, lo  stesso ministro con un certo imbarazzo ci disse di guardare avanti. Noi facemmo pesare l’effetto negativo di quella comunicazione e interpretavamo l’atteggiamento del ministro come un incidente di percorso senza ragion d’essere. Molto probabilmente tutti i dati della banca tramitante sono sotto la lente senza tante altre ragioni: le richieste sono legate al fatto che se la procura fa delle segnalazioni e la Gdf le riceve, parte un certo procedimento Questa è la giustificazione dell’Italia, come conseguenza di dati emersi in indagini su cui certe procedure vanno avanti. La posizione presa è stata quella di dire che per noi è una cosa non ammissibile. Se l’Italia può avere questi dati perché la banca tramitante è italiana, ciò non giustifica nulla, perché gli accordi Ocse vietano la Fishing expedition. Non è accettabile che un numero così elevato di residenti in grado di fare operazioni bancarie sia oggetto di indagine solo per averle fatte. Al di là degli approfondimenti tecnici, la questione è eminentemente politica. Si tratta di capire quale è la considerazione di San Marino dopo il percorso compiuto. Oggi ci sono dei dati che indicano il traffico che c’è stato tra i due Paesi e si va su quei dati alla ricerca di informazioni, non è nemmeno un accertamento ma una mera richiesta di informazione e non riusciamo ad inquadrarla nelle procedure di richiesta di accertamento. E’ una premessa per un’accertamento, quindi è ancora più inaccettabile. Dopo i contatti più recenti per capire la natura della vicenda, anche oggi abbiamo avuto una riunione urgente come congresso di Stato per ribadire la richiesta urgentissima dell’incontro politico. Richiesta che ripartirà in queste ore per capire che questo tipo di atteggiamento è insostenibile, ingiustificato e contro le regole sullo scambio di informazioni tra Stati e occorre arrestare questo procedimento e attenuarne i guai prodotti. L’incontro politico è per questo. Sono d’accordo con chi dice che oggi ci sentiamo di doverlo affermare con determinazione perché i percorsi fatti da tutti, dal Paese, documentabili e riconosciuti, ci danno oggi la forza di poter dire che questo non è il modo di intervenire. Agli accordi sono seguiti almeno dieci circolari di applicazione, si è chiesto all’Italia di essere precisi con l’interpretazione unanime per eliminare possibili ambiguità. Se vi fossero, questo non significa che la modalità tra due Stati paritari non possano confrontarsi per superarle. Voi chiedete ci sia un comma al prossimo Consiglio e mi auguro vi siano delle risposte, senza saranno guai”.

Matteo Fiorini, Ap: “Rispetto ai problemi legati a Facta, l’avvicinarsi scadenze dichiarazioni redditi ha creato urgenze su come muoversi. Chiedo se esiste il modo di definire alcune linee guida per i contribuenti e se ci può essere una sorta di comunicazione su come comportarsi. Poi se ci sono novità sui negoziati in generale su accordo contro imposizione con Usa”.

Luca Santolini, C10: “Sulla questione migranti ci tenevo a sottolineare che in questi ultimi due giorni abbiamo visto sui social network reazioni indegne del nostro Paese e della sua storia. Mi sono vergognato di chi ha postato certi commenti solo perché ha visto da un video persone di colore scese da un pulmann in centro storico. Non credo siano vicende collegate ai furti, chi ruba negli appartamenti sono criminali locali che arrivano dalla riviera. C’è stato forse un ritardo nella smentita di queste informazioni errate veicolate tramite i social, forse poteva essere fatta prima. Segretario, Le chiederei di mantenere alta l’attenzione su queste dinamiche anche sui social e nel caso dovesse succedere di nuovo di smentire in modo celere”.

Tony Margiotta, Su: “Noi e C10 ci siamo sempre espressi in favore di accogliere migranti fin da subito, oggi abbiamo possibilità di fare questo passo, anche se secondo me, se lo facevamo prima e per primi aveva valenza più forte. Oggi abbiamo l’opportunità di ospitare alcune famiglie, l’importante ora, dato che si è scatenata questa fobia fuori luogo di alcune persone attraverso i social network, è che le istituzioni facciano una comunicazione chiara e coerente. Non è che ad ogni post su Fb bisogno poi dare smentita, ma bisogna dare comunicazione chiara sul numero di famiglie che entreranno nel territorio e dove verranno ospitate”.

Andrea Belluzzi, Psd: “Spesso i social sono portatori di filtri distorti, se questa solidarietà l’avessimo dimostrata in un Paese senza crisi forse avremmo avuto meno difficoltà. Certamente non bisogna cambiare rotta, al contempo il problema è di comunicazione e bisogna dare risposta a quella parte del Paese che sta vivendo difficoltà economiche, rilevando l’efficenza di determinati strumenti e ricordando che stiamo lavorando anche per chi attraversa le difficoltà. La solidarietà internazionale non ci fa dimenticare gli impegni di governo sulle difficoltà interne”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Credo ci sia un problema di comunicazione da parte del governo, in un periodo difficoltoso come quello che sta attraversando San Marino e l’Europa bisogna fare attenzione, si ingenerano meccanismi che potrebbero esplodere e fare danni enormi. Bisogna guardare realtà sammarinesi non tanto quella che ci circonda. Abbiamo ben poco da prendere esempio dall’Italia. Di quanti casi stiamo parlando? Quanti nuclei familiari? Bisogna che lei Segretario sia chiaro per evitare l’inevitabile deriva xenofoba. Lo status sarà quello di rifugiato e bisogna capire bene chi li ospiterà, le comunità che lei ha citato o singole persone? Di cosa camperanno?

Sui corpi di polizia deposito un altro Odg: ‘Il movimento Rete …domanda che il Presidente della Commissione ponga in calendario nella prossima convocazione l’audizione del Comandante del corpo della Gendarmeria, Maurizio Faraone, sull’aggiornamento della riorganizzazione dei corpi di polizia, in riferimento al tema della sicurezza in territorio’. Credo sia atto dovuto per la Commissione”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri, replica: “Rispondo al consigliere Fiorini sul Fatca. Le novità riguardano l’evoluzione degli accordi che stiamo cercando con le autorità americane, accordo contro doppie imposizioni e sulla sicurezza sociale. Stiamo acquisendo modelli, abbiamo capito che sulle doppie imposizioni il percorso è lungo e difficile, mentre più facile dovrebbe essere quello sulla sicurezza sociale, anche se i modelli di altri Paesi sono molto diversi dai nostri, nel nostro caso si vuole proteggere la categoria dei pensionati. Questi accordi non vanno a modificare la situazione pregressa e avranno valore successivo. Chi ha intenzione di regolarizzare la propria posizione con gli Usa- per chi non ha mai compiuto dichiarazioni dei redditi al fisco americano-ha una situazione impellente, c’è una finestra per la sanatoria molto favorevole, ma una volta chiusa poi si parla di evasione. Altra cosa è stata fatta attraverso l’Iss e per chi ha solo reddito da pensione: può dimostrare che quella non è regalia ma frutto di contribuzione e che possa essere in parte deducibile.

Sulla questione Migranti: la disponibilità di accoglienza è di singole famiglie e associazioni che per loro vocazione fanno intervento di solidarietà. Lo Stato, dando permesso umanitari,o consente assistenza sanitaria, scolastica e possibilità di lavoro. I numeri oggi non sono preventivati, se dovessimo creare condizioni perché 2-3 famiglie possano essere accolte significa che ci sono realtà e organizzazioni che si fanno carico di questo impegno e saranno numeri contenuti nell’ordine delle dita di una mano. Non vorrei si verificasse che, anziché incoraggiare insieme istituzioni e società forme perché ci sia coinvolgimento, scattino poi barriere perché questo non avvenga. Non basta dire che siamo un Paese accogliente perché abbiamo accolto centinaia di rifugiati durante la guerra. Io sento con responsabilità di dare coerenza a questa affermazione che è parte della nostra storia affinché sia concretizzabile”.

Marino Riccardi, Psd, presidente commissione: “Rispetto all’Odg di Zeppa sull’udienza posso prendere l’impegno non per questa commissione ma per quella dopo, visto che oggi non finiremo l’Odg dei lavori e la convocheremo in una data vicinissima”.

Gian Matteo Zeppa: “Ritiro Odg e concordo con il rinvio dell’audizione”.

Comma 12. Riferimento sullo stato dei negoziati con l’Ue anche in funzione dell’incontro ad Andorra con le Commissioni Affari esteri di Andorra e Monaco.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “La situazione del negoziato: siamo partiti nel giugno dell’anno scorso, le prime sedute sono state di aggiustamento dell’ipotesi di lavoro che anche per la commissione era un’ipotesi nuova. Il primo tema affrontato è stato quello relativo all’impostazione del negoziato, ovvero la base istituzionale. Di fronte all’ipotesi che i tre Paesi, San Marino, Monaco e Andorra, avessero lo condizioni per iniziare percorso di maggiori integrazioni ma non quelle per rendere sopportabile né per loro stessi né per l’Ue una completa adesione. Da qualche tempo la commissione ha iniziato a produrre una bozza di articolato specifico. Siamo in attesa di avere un articolato molto vicino alla definizione sul discorso istituzionale per poter fare a nostra volta, su quello, un nostro documento da sottoporre all’esame della Commissione per poter andare al tavolo negoziale con programma dettagliato.

Per quanto riguarda l’illustrazione della prima libertà esaminata, la libera circolazione delle merci, siamo nella fase illustrativa, dopo alcuni incontri avuti a Bruxelles volti a mostrare il corposo aquis comunitario, per poi spiegare le nostre problematiche. Su questo tema San Marino viene già da accordi doganali in essere, siccome l’intenzione è di inglobare l’accordo di unione doganale, si tratterà solo di ampliare quelle possibilità rispetto quello che è già in essere. Su questo argomento intervengo sulle questioni dogane e Iva. Non c’è un obbligo da nessuna parte, ma nei prossimi mesi dovremo esprimere chiaramente la nostra volontà dopo una disamina precisa, in particolare sulle dogane. E’ un tema che dobbiamo esplicitare. Così come in che modo e in che tempi il Paese va verso un’imposta sui consumi sul modello dell’Iva. Nessuno ha preso già decisioni, non ce lo porrà l’Europa come problema al tavolo, toccherà a noi dire quello che vogliamo fare perché è interesse nostro.

Vista la visita che avremo con Andorra, spiego le differenziazioni tra i tre Paesi. La problematica più forte- emersa anche nel confronto con Mogherini- è emersa con gli atteggiamenti manifestati in particolare da Monaco di resistenza all’integrazione al mercato unico. L’atteggiamento sammarinese è visto come quello più coerente, ma è interesse anche sammarinese che il negoziato vada avanti e che la differenza di vedute non generi stallo e che al tavolo restino al più a lungo i tre Paesi. Ma se Monaco non ha intenzione di andare avanti non potrà frenare il negoziato anche per gli altri due Paesi. Altro tema che ci ha visto discutere è il tema del ruolo della Corte. Ue vuole si consideri la Corte che c’è, non è infatti soddisfatti con accordo che ha con la Svizzera, per esempio. Noi abbiamo affrontato il tema non mettendo in discussione il ruolo della Corte, è impensabile crearne una sola per i tre Stati, ma abbiamo posto condizioni per arrivare alla Corte come ultima istanza.
In questo momento ci interessa il più ampio coinvolgimento delle forze politiche, sociali ed economiche. Sollecitiamo anche la Commissione sulla parte istituzionale, dovendo presentare la proposta di San Marino, per esaminarla e condividerla e fare la nostra proposta al tavolo negoziale. Nessuno vuole portare avanti questa cosa al chiuso. Andorra è molto vicina alle nostra posizioni, tenete conto che il Paese con maggior complessità istituzionale ed economica siamo noi e le nostre esigenze sono maggiori rispetto quelle che portano gli altri”.

Maria Luisa Berti, Ns: “Nella relazione consegnata mi aspettavo qualcosa di più. Sono preoccupata sul piano istituzionale. Si evince che è già stata consegnata una bozza di cui non abbiamo disponibilità e secondo me è proprio quello da cui si deve partire. Lo dico con la preoccupazione che possa essere ulteriormente limitata la  nostra sovranità e che ci possano essere posizioni di non adeguato riconoscimento della nsotra autorità statuale, mi auguro di sbagliare”.

Luca Santolini, C10: “Il riferimento ci sarà utile nell’incontro che avremo ad Andorra domenica e lunedì. Credo anche io ci sarebbe stato utile avere i contenuti del documento sugli aspetti istituzionali. Dall’altra parte la questione dell’unione doganale e del mercato, è vero che ancora non è partita la trattativa, ma abbiamo già delle osservazioni sui problemi che abbiamo fatto presente alla Commissione, anche in questo caso un documento sulle istanze presentate ci sarebbe utile. Dico questo perché nell’Osce i parlamentari di Andorra ci hanno fatto domande su queste questioni”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Non invidio chi andrà ad Andorra perché non è stato messo nelle condizioni di avere le informazioni necessarie. L’idea è quella di un’adesione totale e sottomessa di San Marino all’Ue perché non abbiamo niente altro per essere smentiti. Di contenuti bisognava iniziare a parlarne da oggi”.

Marco Gatti, Pdcs: “Ci sono quattro fasi su cui si procede, la fase iniziale e conoscitiva, quella del Paese, quella della contrattazione e dell’accordo. I temi sono cinque, la prima fase è legata ai temi istituzionali. Ora siamo nella fase dell’elaborazione della nostra proposta che deve essere discussa. Noi oggi non abbiamo fatto nessuna proposta che deve essere elaborata al nostro interno. Poi gli altri 4 temi, di cui uno iniziato, libera circolazione merci, persone, capitali e servizi. E’ iniziata la fase conoscitiva sulla libera circolazione delle merci. L’Ue ci sta dicendo quelle che sono le complicanze relative ai regolamenti da adottare. Ma siamo ancora in fase conoscitiva, è chiaro che il rapporto che dovremo tenere con altri Paesi è dire come siamo posizionati e le nostre particolarità e le nostre aspettative”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato, replica: “Dovremmo trovare modalità per incentivare il confronto. Certe osservazioni mi lasciano perplesso. Voi state andando ad Andorra non per fare un negoziato e anche loro  non potranno dirvi molto di più di quello che sapete voi, se non le loro problematiche. In diversi avete manifestato la questione del ‘guardiamoci bene, va capire che succede’, vorrei riferirvi dell’incontro con l’Oratore ufficiale. Patuelli ci ha detto che non siamo la Svizzera che ha potenzialità di fare un percorso alternativo all’Ue, abbiamo già accordi doganali e abbiamo già scelto, per esempio con la convenzione monetaria, di essere ‘Europa’. Oggi come Paese terzo abbiamo solo svantaggi, quindi dobbiamo avere le condizioni analoghe di Paese equivalente. Gli imprenditori ci chiedono di superare il problema del T2, dell’Iva…tutti svantaggi che ci derivano dall’essere Paesi terzi. La possibilità di San Marino di rimanere come è è quella di avere un’economia all’indietro, chiusa in se stessa.  Il vantaggio è che saremo trattati al pari degli altri Paesi. Qual è l’alternativa? Monaco si tira indietro perché pensa che la Francia le consente di mantenere certe condizioni, ma la Francia lo potrà consentire solo se, a sua volta, glielo continuerà a consentirà l’Europa.
Il lavoro maggiore che dovremo fare ora è valutare l’impatto delle normative da recepire. Alcune non ci interesseranno, altre ci toccheranno nel vivo e su queste dovremmo valutare le condizioni per cui quella libertà verrà recepita. La Commissione non pretende l’adesione”.

8 aprile 2016
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