Fecondazione eterologa, le future mamme chiedono che il figlio somigli anche a loro

L’esperto, nei centri il 25% trattamenti con ovodonazione
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ROMA – Sempre più donne in Italia ricorrono alla fecondazione assistita eterologa; la richiesta di donazione sembra addirittura triplicata negli ultimi anni tanto da guadagnare il primato tra i Paesi europei. Ma un dubbio assale di frequente la futura mamma: il bebè le assomiglierà? A rincuorare le coppie, e soprattutto le donne, che ricorrono alla donazione di ovociti arriva Ovomatch, la nuova app in grado di rintracciare la donatrice ideale per compatibilità e somiglianza estetica grazie alla tecnologia di riconoscimento facciale.

Le donne accedono all’ovodonazione in caso di infertilità dovuta a menopausa precoce, ridotta riserva ovarica, età riproduttiva avanzata, difetti genetici o familiarità con patologie genetiche. Ma adesso avere un bimbo con l’impianto dell’embrione riserverà meno sorprese. “La nuova app Ovomatch, sviluppata dalla banca di ovociti Ovobank di Marbella, in Spagna, e offerta per la prima volta in Italia dal Centro di riproduzione assistita Altamedica di Roma, permette di selezionare tra le donatrici quella con caratteristiche facciali più simili alla ricevente, migliorando così la somiglianza tra la futura mamma e il suo bambino”, spiega Franco Lisi, responsabile del Centro di riproduzione assistita Altamedica di Roma.
“E’ una tecnologia che sta riscuotendo molto successo – spiega – Tra le donne che si rivolgono al nostro centro, una su due sceglie di utilizzare la nuova applicazione. Nel prossimo futuro questo software vedrà un’ampia diffusione anche perché ha il vantaggio non indifferente di placare le ansie di tante donne che si avvicinano alla fecondazione eterologa. La app garantisce una somiglianza tra donatrice e ricevente verificata da algoritmo e, considerando che la somiglianza si acquisisce anche con la convivenza, farà sì che i futuri nati somiglieranno ai propri genitori”.

Il medico del centro inserisce i dati anagrafici e fenotipici della paziente e del compagno. E’ possibile continuare la ricerca con il matching facciale: la paziente scatta un selfie e il software inizia la ricerca della donatrice. Ovomatch scannerizza più punti della faccia e li compara, grazie a un algoritmo matematico di riconoscimento facciale, con il database Ovobank. L’abbinamento facciale selezionerà quelle che più assomigliano alla paziente. In questo modo, oltre alla compatibilità fenotipica e del gruppo sanguigno, si elabora il best match nel pool di reclutamento anche per somiglianza facciale. Una volta confermata la richiesta andrà a Ovotracker. Il dipartimento di attenzione al centro di collaborazione Ovobank sarà responsabile della preparazione e dell’invio dell’ordine.

“Dal 2004 al 2014 le coppie italiane che sceglievano di avere un figlio tramite eterologa erano costrette ad andare all’estero – spiega Claudio Giorlandino, ginecologo e Direttore Generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine – Poi nel 2014 è stato abrogato il divieto alla fecondazione eterologa e negli ultimi anni la richiesta di fecondazione eterologa con ovodonazione è triplicata. In Italia la richiesta è la più alta in Europa perché siamo il Paese in cui la prima gravidanza viene affrontata più tardi. In ogni Centro di riproduzione assistita il 25% dei trattamenti è di fecondazione eterologa femminile, ma le donatrici italiane sono poche: essendo vietato il rimborso spese è difficile trovare volontarie. Ad oggi, quindi, per l’ovodonazione, i Centri di riproduzione assistita italiani hanno collaborazioni con strutture estere che spediscono gli ovociti in Italia”.

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8 Marzo 2019
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