In Africa finisce sotto accusa la multinazionale delle scuole low cost

ROMA – Zero trasparenza, sfruttamento del lavoro e violazioni delle leggi “con conseguenze negative sul diritto all’istruzione di migliaia di bambini”: sono le accuse mosse da 88 organizzazioni della societa’ civile a Bridge Internazional Academies (Bia), societa’ statunitense che propone scuole “a basso costo” in Africa.

Nel documento, pubblicato questo mese, le ong si rivolgono a personalita’ di primo piano a livello globale chiedendo di non investire piu’ nel progetto. Anche attraverso il fondo Novastar Ventures, oggi Bridge ottiene finanziamenti da Mark Zuckerberg e Bill Gates, i fondatori di Facebook e Microsoft, nonche’ da istituzioni come la Banca europea per gli investimenti (Bei) e l’Agenzia francese per lo sviluppo (Afd).

A partire dal 2009, la societa’ americana ha preso in gestione scuole in diversi Paesi, perlopiu’ africani: dall’Uganda alla Liberia, dal Kenya alla Nigeria. Segnalate nei mesi scorsi frizioni con piu’ governi, come quello di Kampala, che denuncia standard igienici e di sicurezza inadeguati nelle scuole. Morrison Rwakakamba, direttore di Bridge in Uganda, ha definito le critiche delle ong “mezze verita’”. L’obiettivo dichiarato della sua societa’ e’ garantire istruzione “low cost” a 10 milioni di bambini entro il 2025 in Africae in Asia.

8 marzo 2018
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