Shoah, a Roma la protesta della comunità ebraica sotto l’ambasciata della Polonia

ROMA – ‘La Polonia rifiuta la storia’, ‘Vergogna negazionista’, ‘Auschwitz dove?’. Sono alcuni dei cartelli esposti dalle circa 250 persone appartenenti alla comunita’ ebraica di Roma che sta manifestando davanti l’ambasciata polacca. La protesta di oggi segue l’approvazione di qualche giorno fa della legge che vieta di accusare la Polonia di complicita’ nell’Olocausto e di riferirsi ai campi di concentramento nazisti in Polonia come “polacchi”. 

Le reazioni piu’ dure sono arrivate da Israele

La legge – che prevede pene fino a 3 anni di carcere – e’ stata firmata dal presidente Andrzej Duda e diversi paesi dell’Unione Europea hanno protestato in un clima di grande diffidenza. Le reazioni piu’ dure sono arrivate da Israele, che ha accusato il governo polacco di limitare la liberta’ di espressione. “Ora e sempre l’ebreo e’ presente” e “Assassini” gridano i manifestanti. Sul posto, oltre alla presidente della comunita’ ebraica di Roma Ruth Dureghello e’ presente il vice presidente della Regione Lazio Massimiliano smeriglio.

Dureghello: “È una legge che ci preoccupa perche’ vuole coprire quello che accadde durante la Shoah”

“Siamo qui per protestare contro una scellerata legge approvata in Polonia, firmata anche dal presidente Duda, una legge che punisce chi definisce polacchi i campi di sterminio esistenti in Polonia. È una legge che ci preoccupa perche’ non evidenzia le responsabilita’ ma anzi vuole coprire quello che accadde durante la storia e soprattutto durante la Shoah”. Lo ha detto la presidente della comunita’ ebraica di Roma Ruth Dureghello che sta manifestando davanti l’ambasciata di Polonia. 

Da parte del governo polacco c’e’ mancanza di responsabilita’

“Questa e’ la rappresentazione di un declino, di una deriva che probabilmente l’Europa sta rappresentando in forma evidente e di fronte alla quale non possiamo che manifestare. Aggiungo il mio appello per le istituzioni perche’ e’ un momento veramente importante anche per l’Italia. È molto importante per l’Europa e se bisogna fare qualcosa bisogna farlo davvero tutti insieme”. Secondo Dureghello “da parte del governo polacco c’e’ mancanza di responsabilita’. Questa legge non e’ un danno soltanto per gli ebrei, per la storia dell’umanita’ che non si puo’ sicuramente negare perche’ il negazionismo di Stato e’ reato”.

I polacchi non sono negazionisti, ne’ lo vuole essere la nuova legge

“I polacchi non sono negazionisti, ne’ lo vuole essere la nuova legge. Come hanno sottolineato nelle loro dichiarazioni sia il premier Mateusz Morawiecki che il presidente Andrzej Duda, nessuno vuole negare le colpe di singoli individui che hanno commesso atti vergognosi e crimini rivolti contro gli ebrei. Ma questi comportamenti che la Polonia condanna severamente non possono essere attribuiti a una nazione intera che con gli ebrei ha condiviso le sofferenze dei crimini nazisti”. E’ quanto si legge nella nota inviata dall’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma, al termine dell’incontro di oggi pomeriggio con la presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e la presenza di due Figli della Shoah.

Durante l’incontro si e’ convenuto che i rapporti e la collaborazione tra l’Ambasciata e la Comunita’ Ebraica romana e italiana e’ sempre stata ottima

 “L’incontro si e’ svolto in buona atmosfera e con volonta’ di dialogo per chiarire le disposizioni della nuova legge- continua la nota- I rappresentanti della comunita’ ebraica hanno espresso le preoccupazioni e i timori della comunita’ legati alla legge sull’Istituto di Memoria Nazionale, approvata dal parlamento polacco e firmata dal presidente Andrzej Duda. Hanno altresi’ chiesto alla rappresentanza diplomatica polacca, dopo aver preso atto di quanto da loro rappresentato, di trasmettere quanto espresso alle autorita’ di Varsavia. Durante l’incontro si e’ convenuto che i rapporti e la collaborazione tra l’Ambasciata e la Comunita’ Ebraica romana e italiana e’ sempre stata ottima. Da parte nostra abbiamo pertanto cercato di chiarire per quanto possibile i dubbi e le conseguenti paure che, a nostro parere, derivano dalla non corretta interpretazione della nuova disposizione”.

8 Feb 2018
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