Turchia, un team di delegati dell’Ue ha iniziato oggi la visita dei campi profughi

Un team di delegati dell’Ue ha iniziato oggi la visita dei campi profughi in Turchia, per “conoscere meglio la situazione e quindi agire meglio” nei confronti delle migliaia di rifugiati siriani. A spiegarlo e’ Sylvie Guillaume, vicepresidente del Parlamento europeo e ora a capo della delegazione composta da sette deputati della commissione per le Liberta’ civili. A loro, come afferma l’Ue in un comunicato, si affiancheranno anche undici deputati della commissione Bilanci. La visita si concentrera’ sui centri di sostegno alle persone migranti, e sono previsti anche incontri con le ong e i partner che agiscono per fronteggiare l’emergenza. I membri della commissione Bilanci si intratterranno invece con le autorita’ locali per discutere l’applicazione del fondo di 3 miliardi concordato dagli Stati membri il 3 febbraio scorso: “andiamo in Turchia per ascoltare i diretti interessati, per esaminare i progetti co-finanziati dal bilancio dell’Unione europea in corso di attuazione, e per valutare la loro efficacia” ha detto Jean Arthuis, presidente della Bilanci. “Questa crisi- ha aggiunto- richiede una risposta ambiziosa e coordinata, in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite, gli stati membri, le Ong e, naturalmente, le autorita’ turche”.

Come ricorda la Commissione europea, il conflitto sirianoe’ diventato il piu’ grande disastro umanitario a livello globale dalla Seconda guerra mondiale. Dopo quasi cinque anni di combattimenti- sottolinea Jean Arthuis, presidente della Bilanci- il numero degli sfollati e’ salito a 6,5 milioni e i cittadini costretti a fuggire nei paesi vicini sono ormai 4,6 milioni. Negli ultimi giorni, circa 35mila persone hanno lasciato la citta’ piu’ grande della Siria, Aleppo”. La maggior parte di loro punta alla Turchia, che ne ospita gia’ 2,5 milioni secondo stime dell’Onu. “Circa il 90% dei rifugiati siriani in Turchia- evidenzia ancora la Commissione- vivono al di fuori dei campi”. Inoltre “la Turchia e’ diventata anche una via di transito per i rifugiati. L’anno scorso ci sono stati oltre 850mila arrivi registrati dal mare in Grecia dalla Turchia, in maggioranza di provenienza siriana”. La Commissione pertanto tiene a precisare che “l’Ue sta lavorando a stretto contatto con le autorita’ turche e le agenzie delle Nazioni Unite per rispondere alle urgenze umanitarie dei gruppi piu’ vulnerabili“.

8 Febbraio 2016
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