A Italpizza il cartellino si timbra anche per andare in bagno

Non è la prima volta che si parla di Italpizza per violazioni di contratto. Eppure, dopo una lunga vertenza in Prefettura finita con una trattativa, le cose non sono cambiate. Ed ecco spuntare una novità incredibile
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Il marcatempo per andare in bagno. E’ la novità spuntata all’Italpizza, azienda di Modena appena uscita da una dura vertenza. Secondo il Si Cobas di Bologna, però, le cose, nonostante una lunga trattativa in Prefettura e un accordo, non sono affatto cambiate in meglio e la faccenda del marcatempo per usare i bagni è solo l’ennesima difficoltà venuta a galla in un sistema in cui “tutto resta come prima: lavoro a chiamata, turni da 16 ore senza riposo, nessuna pausa per mangiare, ma solo dieci minuti ogni quattro ore per andare al bagno”.

“Bisogna timbrare il cartellino all’entrata dei servizi igienici”

È qui che si inserisce, spiega il Si-Cobas in una nota, “la novità del marcatempo per i bagni: adesso bisogna timbrare il cartellino all’entrata dei servizi igienici, dove si attende il proprio turno a gruppi di dieci, un minuto a testa. Queste sono le eccellenze modenesi”. Se ne è discusso ieri in assemblea con i lavoratori Italpizza per fare il punto della situazione a quasi un mese dalla trattativa in Prefettura. E ora il sindacato torna alla carica: “Ad oggi nessuno dei tre punti dell’accordo firmato tra azienda e Si Cobas è stato rispettato: dei 13 lavoratori ingiustamente licenziati o sospesi, soltanto tre operaie sono effettivamente tornate al lavoro”.

Inoltre, non ci sarebbero stati passi avanti nemmeno “per quanto riguarda la verifica dei contratti” e il sindacato di base informa di aver “richiesto un incontro al ministero del Lavoro per esigere l’applicazione del contratto nazionale Alimentare per le centinaia di dipendenti delle cooperative Cofamo ed Evologica presenti all’interno dello stabilimento, attualmente inquadrati con contratto di pulizie e multiservizi”.

In parallelo, è partita una richiesta di accesso agli atti per capire che tipo di ‘indagine’ hanno svolto gli ispettori del lavoro a Italpizza. “Da anni– denuncia dunque il Si Cobas- nello stabilimento Italpizza vige un sistema vergognoso di sfruttamento e paura che deve finire. Lo avevamo detto già all’indomani della sottoscrizione dell’accordo, lo confermiamo oggi: la guerra ai colossi cooperativi non è affatto finita”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

8 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»