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DIRE GIOVANI

Lavoro, lo specialista Iot e’ la professione piu’ richiesta per 2018

ROMA – Lavori del futuro: cosa chiede il mercato? All’alba del 2018, sembra non sia mai cambiato nulla in tema di richieste da parte del mercato del lavoro. Sia che si tratti di attività improbabili, sia che si tratti dei lavori di sempre vengono assunti gli specialisti e i laureati in materie scientifiche. Ne ha parlato Vincenzo Trabacca, managing director Antal Italia, società di ricerca e selezione del personale, a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus.

Cos’è lo specialista IoT?

Lo specialista IoT è tra i più richiesti. “Ed è colui che riesce a lavorare sulle Information Technology, sulla comunicazione tra le cose: dall’auto che ti fa sapere dove c’è più traffico all’aria condizionata che si accende, o spegne, prima che arrivi a casa, ed è in esponenziale crescita in tutto il mondo. Le professioni dell’Information Technology sono le più ricercate, e si tratta di persone laureate in Ingegneria Elettronica, Informatica, Ingegneria Gestionale, Economia e Commercio. Ci sono anche nicchie con lauree in Matematica, o Fisica”, che continuano a vedersi garantito il lavoro, ancor prima di terminare gli studi.

In quali aree geografiche si lavorerà di più?

“Le aree geografiche che tirano di più sono il Nord Italia, meno il Centro, poco il Sud. I profili richiesti dalle aziende sono di persone specializzate. Non si cercano più generalisti, ma specialisti, persone che sono dei guru, nella loro nicchia. Gli avvocati, sempre esistiti, esisteranno, ma saranno più gettonati quelli specializzati in una materia specifica”, ha aggiunto Trabacca.

E’ intramontabile la vecchia esperienza all’estero, e la conoscenza dell’inglese. Da molto tempo a questa parte, e ancora oggi i consigli sono sempre gli stessi. E non si tratta di luoghi comuni. Alla gente si chiede una buona conoscenza dell’inglese, ma di fatto rimane una lingua che la gente “non parla in modo fluente. Sono consigli che i candidati dovrebbero seguire alla lettera, ma non lo fanno”.

07 dicembre 2017

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