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Scoperto un nuovo dinosauro ‘speciale’: sapeva nuotare. E non era solo

BOLOGNA – La lista dei dinosauri ora conta un nome in più: si aggiunge Halszkaraptor escuilliei, ed è anche speciale perchè è il primo simile agli uccelli acquatici adattato ad uno stile di vita anfibio. E’ stato scoperto da un team internazionale di ricercatori coordinato da Andrea Cau, dottore di ricerca all’Università di Bologna e paleontologo al Museo “Capellini” dell’Alma mater: sono riusciti a ricostruire “l’inusuale stile di vita di un nuovo dinosauro predatore vissuto 75 milioni di anni fa” studiando un fossile rinvenuto in Mongolia e sottratto al circuito del mercato nero.

La nuova specie, rivela uno studio pubblicato su Nature, “combina in sé un bizzarro mix di caratteristiche mai osservate prima nei dinosauri e dimostra che alcune specie simili ad uccelli si adattarono ad uno stile di vita semi-acquatico”, spiega l’Ateneo di Bologna.

GRANDE COME UN POLLO, CAMMINAVA E NUOTAVA

Il nuovo dinosauro, grande come un pollo, poteva muoversi agevolmente a terra, ma sapeva anche nuotare in acqua in modo simile a molti uccelli marini odierni. Si tratta di una novità importante: Tirannosauri e Velociraptor, assieme a tanti altri ebbero ‘successo’ sulla terra asciutta, ma i dinosauri non colonizzarono mai gli habitat acquatici. Sebbene sia noto che alcune specie di dinosauro si nutrissero di pesce, è ancora dibattuto se questi animali frequentassero abitualmente gli ambienti acquatici. Ecco perchè la scoperta di “Halszka” è importante. E’ suo lo scheletro completo ed ancora in parte inglobato nella roccia originaria, proveniente da Ukhaa Tolgod, località nel sud della Mongolia. Nonostante nel paese asiatico siano stati ritrovati molti tipi di dinosauro, “Halszka” non appartiene a nessuno dei gruppi già noti.

I DUBBI INIZIALI DEI RICERCATORI

“Halszka è così bizzarra e inattesa, che la prima volta che la esaminai mi chiesi se fosse un falso, un artefatto”, commenta Cau. “La prima impressione, infatti, è che sia una chimera, costruita mescolando parti di dinosauri differenti. Il dubbio era anche legato alla storia particolare di questo fossile, scavato illegalmente e destinato ad essere venduto nel mercato nero“. Il sito di Ukhaa Tolgod, noto ai paleontologi da decenni, è infatti anche vittima, purtroppo, di numerosi scavi illegali. “Il mercato nero dei fossili, alimentato da questi scavi illegali, rappresenta una seria minaccia per il patrimonio scientifico della Mongolia”, spiega Pascal Godefroit, dell’Istituto Reale delle Scienze naturali del Belgio, coautore dello studio. “Esportata illegalmente dalla Mongolia, ‘Halszka’ ha fatto parte di varie collezioni private in giro per il mondo, prima che la recuperassimo nel 2015, per sottoporla a ricerche scientifiche e per avviare il suo definitivo ritorno in Mongolia, in un istituto scientifico pubblico”.

IL FOSSILE E’ STATO PASSATO AI RAGGI X

Per fugare ogni dubbio sull’autenticità del fossile, Halszka è stato analizzato usando un’innovativa tecnica di scansione tramite microtomografia a radiazione di sincrotrone, realizzata presso l’European synchrotron radiation facility di Grenoble (Esrf). “L’Esrf è il più avanzato laboratorio al mondo per la produzione di raggi X ad uso scientifico”, spiega Paul Tafforeau, paleontologo dell’istituto di Grenoble. “Si tratta della tecnologia più potente e sensibile per analizzare un fossile senza danneggiarlo. Halszka è stato oggetto della più dettagliata scansione tomografica realizzata finora su un fossile”. E i risultati sono stati positivi.

STRUTTURA DEL MUSO IN COMUNE CON I COCCODRILLI

“Per risolvere tutti gli enigmi di questo esemplare- dice ancora Cau- era necessario ricorrere a tecnologie eccezionali. Ma alla fine delle mie indagini non avevo più dubbi sull’autenticità del fossile”. Le analisi a Grenoble hanno confermato l’autenticità del fossile e rivelato ulteriori elementi scheletrici di Halszka. “All’interno del blocco di roccia è ancora preservata la parte dello scheletro non visibile all’esterno”, sottolinea Dennis Voeten dell’Ersf. Inoltre, le scansioni tomografiche hanno mostrato dettagli anatomici inaspettati, tra cui un sistema ramificato di camere all’interno del muso. “Simili strutture sono presenti oggi nei coccodrilli, e fanno parte del sistema sensoriale utilizzato quando l’animale è in acqua”, commenta Vincent Beyrand dell’Esrf. Combinando indagini paleontologiche e scansioni tomografiche, i ricercatori hanno ricostruito lo stile di vita di Halszka. Questa nuova specie è dunque “il primo dinosauro simile agli uccelli acquatici, adattato ad uno stile di vita anfibio“.

HALSZKARAPTOR NON ERA SOLO

“Abbiamo anche scoperto che Halszkaraptor non era solo: almeno altre due specie di dinosauri della Mongolia, trovati in passato ma rimasti fino ad ora enigmatici, risultano imparentati con Halszka”. Questo nuovo gruppo di predatori semi-acquatici, lontani parenti del famoso Velociraptor, dimostra insomma che il mondo dei dinosauri è ancora in gran parte sconosciuto, e che i fossili scoperti finora “sono come la punta di un iceberg del quale ignoriamo profondità e complessità”, tira le somme l’Alma mater.

07 dicembre 2017

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