Politica

Renzi si è dimesso, aperta la crisi di governo: le consultazioni domani dalle 18

Matteo_Renzi


ROMA – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, si è dimesso.  Ricevuto in serata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’ormai ex premier ha confermato le dimissioni del Governo da lui presieduto, essendosi concluso l’iter parlamentare  di esame e di approvazione della legge di bilancio.

Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato, inoltre, procederà alle consultazioni a partire da domani, giovedì 8 dicembre, alle ore 18.00. Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.

“PD NON HA PAURA, GOVERNO DI RESPONSABILITA’ CON TUTTI O ELEZIONI”

“Se vogliono un nuovo governo che affronti la legge elettorale e anche gli appuntamenti internazionali, il Pd e’ consapevole della responsabilita’ ma non puo’ essere il solo, perche’ abbiamo gia’ pagato il prezzo in un tempo non troppo lontano della solitudine e della responsabilita’ e dunque anche gli altri partiti devono sostenere il peso“, dice Matteo Renzi alla direzione del Pd.

“Perche’ sarebbe difficile sostenere- aggiunge- che mentre noi in nome della responsabilita’ appoggiamo un governo di responsabilita’ nazionale, veniamo tratteggiati tutti i giorni come ‘il quarto governo non votato dal popolo’, ‘il governo figlio del trasformismo di Alfano e Verdini’. Se vogliamo la responsabilita’ deve esserci per tutti”.

Noi non abbiamo paura di niente e di nessuno- aggiunge il segretario dei democratici-, pertanto se le altre forze politiche vogliono andare a votare subito, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, lo dicano chiaramente perche’ qui si tratta di assumerci tutti la responsabilita’. Il Pd non ha paura della democrazia e dei voti“.

“PASSAGGIO INTERNO SARA’ DURO, MA DOPO CRISI DI GOVERNO”

Renzi parla anche della necessità di “un passaggio interno, che credo sara’ duro, molto duro, ma che a mio giudizio dovra’ arrivare dopo aver affrontato la questione della crisi di governo che si sta per aprire formalmente”. In questa fase, infatti, “siamo il partito di maggioranza relativa e dobbiamo dare una mano al presidente della Repubblica e all’Italia a chiudere la crisi”.

Matteo Renzi propone inoltre la convocazione della direzione in modo permanente per tutta la durata delle consultazioni al Quirinale sulla crisi di governo. “Propongo- spiega- che la delegazione al Quirinale sia composta da uno dei due vice segretari e ringrazio Debora Serracchiani che ha indicato Lorenzo Guerini, il presidente del Partito e i due capigruppo. Propongo che la direzione sia convocata in modo permanente per consentire alle delegazioni di venire a riferire su elementi di novità e perchè a quel punto si possa discutere in modo democratico sul percorso da scegliere. Qui non ci sono scelte scodellate, si discute qui dentro, si vota qui dentro, si vota qui dentro”.

 Lasciamo un Paese “che ha qualche tassa in meno e qualche diritto in piu’,  questa e’ l’impronta organica del mio governo”, afferma in conclusione il premier, prima di concludere la direzione e dirigersi al Quirinale per rassegnare le dimissioni.

di Michele Bollino

7 dicembre 2016
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