Le donne fanno squadra contro il tumore al polmone

ROMA – Riunire le associazioni dei pazienti e i clinici per un confronto sul problema delle disparità di accesso alle cure dei pazienti è una priorità a cui risponde Walce onlus, Women against lung cancer in Europe, che proprio per sensibilizzare i decisori politici a livello nazionale e locale ha presentato a Roma, presso l’Auditorium del ministero della Salute, i risultati report Luce 2018, Lung Cancer Europe, sulle disparità nell’accesso a diagnosi, terapie e assistenza.

Il report 2018 realizzato dall’associazione Luce ha indagato sulle disparità di accesso a diagnosi, terapie e assistenza in Europa e ha individuato i numerosi ostacoli che contribuiscono alla disparità assistenziale: la tempistica con un ritardo cronico nelle diagnosi e ritardi nelle procedure registrative dei nuovi farmaci, i costi, elevati quelli dei farmaci innovativi, in molti casi a carico dei pazienti, e innumerevoli le difficoltà amministrative; l’accesso ai test diagnostici molecolari, non sempre diffusi uniformemente sul territorio nazionale dei Paesi europei e non sempre disponibili per tutti i pazienti; la carenza o assenza di team e competenze multidisciplinari in molti ospedali di diversi Paesi europei; l’accesso alle sperimentazioni cliniche con i nuovi farmaci, ancora deficitario per i pazienti con tumore del polmone; e infine lo scarso coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nei processi di valutazione di Health Assessment Technology.

Il tumore al polmone rappresenta la prima causa di morte oncologica dell’Unione Europea ed è causa di un decesso per tumore su 5 a livello mondiale. Nel 2015 in Italia sono state registrate oltre 33.800 morti per carcinoma polmonare, nel 2018 sono attese in Italia oltre 41.500 nuove diagnosi di tumore al polmone, di cui oltre il 30% inciderà nel sesso femminile. Rappresentano l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale e, più in particolare, il 14% di queste nei maschi e l’8% nelle femmine.

La buona notizia è che i grandi passi avanti compiuti in termini di conoscenza dei meccanismi molecolari, di diagnostica e medicina personalizzata stanno progressivamente cambiando lo scenario del trattamento del carcinoma del polmone. Ancora però è lontano l’obiettivo di aumentare la percentuale di sopravvivenza dei pazienti, ad oggi pari al 16%. L’accesso alla diagnostica molecolare, alle terapie più innovative e all’assistenza è gravato da forti diseguaglianze in tutti i Paesi europei, con una situazione più drammatica nell’Europa dell’est.

Anche in Italia, nonostante siano approvati e rimborsati tutti i principali test diagnostici molecolari, non sono effettivamente disponibili per tutti su tutto il territorio nazionale, con delle disomogeneità a livello regionale. Il nostro Paese si è fatto trovare indietro nell’adozione delle terapie innovative per il tumore polmonare, con tempi di attesa medi di oltre 20 mesi tra l’approvazione Ema e la decisione di Aifa un ritardo medio tra i 6 e i 12 mesi tra l’approvazione italiana e l’effettivo rimborso e uso sul territorio.

Il mese di novembre sarà ricco di iniziative firmate Walce dedicati all’awarness sul tumore del polmone. La campagna Walce ‘Esci dal tunnel… non bruciarti il futuro’ che è arrivata alla IV edizione, con iniziative Nazionali di prevenzione e informazione sui rischi legati al fumo e di sensibilizzazione sul tumore del polmone, dedicate ai cittadini, ai media e alle istituzioni. Due le tappe: a Roma in piazza San Silvestro il 10 e l’11 novembre e a Bari in piazza della Libertà il 24 e 25 novembre, con attività aperte al pubblico dalle 10 alle 19.

TUMORE POLMONE, WALCE: TROPPA DISPARITA’ A LIVELLO REGIONALE

“Walce da più di 10 anni mette in atto iniziative di sensibilizzazione della popolazione nei confronti della patologia tumorale del polmone, e allo stesso modo mette in atto raccolte dati e testimonianze dei pazienti che vadano ad aumentare l’attenzione di media, istituzioni e società verso una patologia sempre poco considerata, soprattutto in ragione del suo stretto legame con l’abitudine tabagica”. Lo ha dichiarato Silvia Novello, presidente Walce Onlus, a margine della conferenza stampa in cui è stata presentato il report Luce, Lung Cancer Europe 2018, sulle disparità nell’accesso a diagnosi, terapie e assistenza.

“È fondamentale- ha continuato- trasmettere il messaggio che la medicina di precisione si basa su tre fondamenti specifici e connessi in modo indissolubile che sono: la presenza di un marcatore, il test per poterlo descrivere e il farmaco specifico. L’assenza, o la scarsa penetrazione, di uno dei tre fa crollare l’approccio tanto perseguito negli ultimi 10 anni dai ricercatori, ossia l’identificazione del paziente che maggiormente beneficia da una terapia avendone anche un minor numero di effetti collaterali”.

La diagnosi tempestiva di tumore del polmone e l’accesso ai test molecolari per tipizzare la neoplasia rappresentano due forti criticità nel nostro Paese. “Sicuramente la frammentazione regionale- ha sottolineato Novello- nei processi di approvazione e regolamentazione non semplifica le procedure e porta inevitabilmente ad una disomogeneità sul territorio nazionale. La Conferenza Stato-Regioni potrebbe sicuramente essere l’organo deputato ad intervenire per fare in modo che l’implementazione e il sistema di rimborso sia lo stesso da Nord a Sud. A valle di questo ci sono poi sicuramente manovre adattative della formazione delle figure deputate all’esecuzione di questi test, in termini di personale deputato e direttamente coinvolto nei gruppi multidisciplinari per la patologia in oggetto e, per alcuni test specifici, la possibilità di pensare anche ad una centralizzazione delle analisi, sempre garantendo un’adeguata copertura territoriale”

 

7 novembre 2018
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