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La sfida per l’Ordine dei Medici di Roma

ROMA – Dal 2 al 4 dicembre i camici bianchi sono chiamati a votare il rinnovo dei vertici dell’Omceo Roma, l’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

A contendersi il ruolo di presidente sono quello attualmente in carica Giuseppe Lavra, subentrato a Roberto Lala (deceduto il primo settembre 2016), e Pier Luigi Bartoletti, medico di medicina generale, vice segretario nazionale della Fimmg, capolista insieme ad Antonio Magi, segretario del Sumai. L’agenzia DIRE li ha intervistati entrambi per capire il loro programma.

LAVRA: AVANTI CON CONTINUITÀ, NO A SINDACALISMO

Una candidatura nel segno della continuità. Un’opera svolta negli ultimi sei anni “insieme e Roberto Lala” che ora merita di essere portata avanti. Si presenta così il presidente uscente dell’Ordine dei medici di Roma, Giuseppe Lavra,  parlando di un percorso “di cui non possiamo non essere orgogliosi- spiega all’agenzia Dire- E la mia ambizione è quella di implementarlo”.

Il cardine su cui gira tutto il suo programma “è la deontologia. Voglio procedere con una significativa attuazione del codice deontologico, cui ho contribuito nell’ultima stesura del 2014. Ho avuto modo di approfondirne molti aspetti e la sua attuazione nel contesto reale mi dà modo di affrontare strategicamente molte criticità che nella nostra professione stiamo attraversando”.

Per fare questo è necessario “superare i tanti anni del recente passato in cui il Codice era caduto nell’oblio”.

Dieci i punti programmatici della lista ‘Insieme per la nostra professione’, stilato per rispondere alle difficoltà esistenti nel settore. Una su tutte, la “più drammatica”, riguarda “lo sfruttamento del lavoro medico, nell’ambito della libera professione ‘fittizia’, del precariato, degli organici sottodimensionati e della fuga all’estero dei colleghi. “Un mondo che potremmo difendere se riuscissimo a portare avanti la battaglia già intrapresa di ristabilire la dinamica normativa dell’equo compenso e della tariffa minima, che sarebbe uno strumento utile in mano all’Ordine”.

Nessuno sguardo al programma degli sfidanti. “Rispetto tutti e in particolare gli avversari, non mi sento di fare commenti- spiega Lavra- Certo, rivendico una esperienza e una competenza di tipo deontologico particolare: dalla mia parte c’è poi il vantaggio di lavorare in ospedale come responsabile di un reparto complesso e nei sistemi organizzativi da più di 40 anni. Credo quindi che non sarebbe né significativo né utile un confronto con chi non ha la stessa esperienza e competenza: ciò senza alcuna superbia ma soltanto per essere costruttivi e non semplicemente teorici. Preferisco far parlare il mio curriculum e la reputazione che mi sono costruito in decenni di duro lavoro e costante impegno nella professione”.

La lista di Lavra può contare “su quattro colleghi del Consiglio uscente che mi hanno seguito molto lealmente e con cui ho costruito una squadra del tutto nuova, caratterizzata anch’essa interamente da professionalità e da reputazioni cristalline. Avere queste nuove forze per portare avanti il programma già avviato mi rende molto orgoglioso. Un programma concordato a suo tempo con il mio predecessore Roberto Lala e di cui abbiamo portato a termine solo una parte”.

Insomma, grazie all’attenzione rivolta all’aspetto deontologico, “i tempi sono maturi per farne capire l’importanza ai colleghi e per farlo uscire dal cono d’ombra in cui era finito. Soprattutto, bisogna superare l’indifferenza sul ruolo che l’Ordine riveste per la categoria”. Tutti aspetti su cui “mi sto entusiasmando”.

Infine, Lavra riconosce un errore del passato. “Probabilmente ci attardavamo troppo ad ascoltare un sindacalismo tradizionale che assecondava la politica e che oggi bisogna abbandonare. Io ho rifiutato questo tipo di vetero sindacalismo, cogliendo così le attese dei colleghi. Questo sicuramente non ha fatto piacere fnomceoad alcuni esponenti di quella realtà, tra cui ci sono anche dei miei avversari in questa sfida. Ma quello che conta e che mi aspetto – conclude il presidente uscente- è che la partecipazione questa volta sia più alta del passato, proprio perché entrando nel vivo delle problematiche credo di essere riuscito a risvegliare interesse per l’Ordine”.

BARTOLETTI: LISTA ‘MEDICI UNITI’ PER DARE UNA SCOSSA

“L’Ordine dei Medici di Roma è rimasto fermo a vecchi schemi. Il nostro Consiglio nasce per dare una scossa“. Parola di Pier Luigi Bartoletti, medico di medicina generale, vice segretario nazionale della Fimmg e in testa, insieme ad Antonio Magi, segretario del Sumai, alla lista ‘Medici Uniti’ che concorre alle elezioni per il rinnovo dell’Ordine dei Medici di Roma, che si svolgeranno dal 2 al 4 dicembre.

Parlando con l’agenzia Dire, Bartoletti ha snocciolato alcuni punti cardine del programma della lista ‘Medici Uniti’, a partire dalla necessità di rendere l’Ordine non più legato alla figura del presidente. “Oggi il presidente riassume poteri che non possono essere riassunti in una sola persona, non si possono fare due lavori insieme- spiega Bartoletti- La nostra prima proposta è quella di avere un Ordine partecipato, con dei delegati nelle aziende che abbiano un ruolo di monitoraggio continuo dello stato della professione. Il mondo medico può esprimere delle potenzialità, ma non può essere legato solo alla figura del presidente. Quello che conta è il Consiglio. Operare questo cambio di mentalità sarebbe un grande passo avanti”.

Nel programma di ‘Medici Uniti’ figurano, tra le altre cose, l’intenzione di superare la precarietà e la disoccupazione, garantire la sicurezza quotidiana sul lavoro, operare affinché venga riconosciuto un diritto al congruo compenso, contrastare chi specula sulla pelle dei colleghi e dei pazienti, favorire l’inserimento dei giovani medici a pieno titolo nel mondo del lavoro. “Dobbiamo rimettere a posto quello che funziona ripartendo da basi diverse- sottolinea Bartoletti- Alle elezioni ci aspettiamo un alto astensionismo, ma se tutto va bene noi la scossa a quest’Ordine gliela diamo. E’ una cosa che posso promettere tranquillamente, il Consiglio nasce per dare una scossa. Il tono scelto però non è di contrapposizione, ma di dialogo. Ci hanno etichettato come ‘la lista dei sindacati’, ma ciò che vogliamo è predisporre un Ordine che guardi al futuro”.

In tal senso Bartoletti sta pensando a un progetto che riguarda il mondo del lavoro. “Vogliamo far incontrare chi offre una domanda di lavoro a chi la sta cercando. E’ uno dei compiti più importanti“. Sul rapporto da tenere con il Comune di Roma e la Regione Lazio, Bartoletti ha le idee chiare: “Dobbiamo essere bravi a segnalare quello che non funziona, più che criticare e basta le istituzioni. Dev’esserci un’interlocuzione che abbia lo scopo di migliorare l’esistente”.

7 novembre 2017
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