Intervista a Mirko Mancini - DIRE.it

San Marino

Intervista a Mirko Mancini

mirko-mancini

Nome: Mirko

Cognome: Mancini

Luogo e data di nascita: San Marino 03/12/1974

Professione: Ingegnere – Libero professionista

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: no

Partito: Ps

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

La legislatura uscente si è trovata a operare in un contesto internazionale molto difficile, la crisi dell’area europea ha messo in discussione i principi su si basava l’economia di tanti Stati.

La legislatura passata, probabilmente per conflitti interni alimentati anche da una legge elettorale che dà stabilità ma sicuramente non governabilità, non ha saputo reagire in modo veloce e deciso alle necessità della società e del mondo. Poi, nella seconda metà della legislatura, è divenuto più importante costruirsi un futuro e quindi da molte parti c’è stato incitamento allo scontro al di là dell’analisi dei contenuti.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Come coalizione ci siamo prefissati di far partire l’iter autorizzativo delle riforme più importanti presenti nel nostro programma entro i primi sei mesi di legislatura per portale a compimento entro un anno. Sicuramente la problematica più sentita dai sammarinesi in questo momento è il lavoro per questo dovrà essere uno dei primi temi trattati.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Per motivi professionali sono probabilmente più legato al territorio e alla qualità ambientale, in un paese piccolo come il nostro dobbiamo essere consapevoli che ogni settore dell’economia e della società deve dialogare strettamente con una risorsa così limitata come è il nostro territorio. Sono però convinto che se un cittadino si candida e quindi è disposto a mettersi in gioco per il proprio paese, deve essere disposto a confrontarsi con tutte le problematiche che la complicata realtà di oggi ci pone davanti.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Penso che ci siano dei concetti assoluti che prescindono dall’idea di sviluppo che ognuno di noi ha. I punti più importanti che questo paese deve affrontare sono il lavoro. Dobbiamo garantire un lavoro ai nostri figli ma anche a chi lo perde quando non è più così giovane. Dobbiamo dare ai nostri cittadini la sicurezza di un’assistenza sanitaria e sociale che funziona perché in fondo ciò che negli ultimi anni è venuto a mancare è la fiducia nel futuro e nel proprio paese.

San Marino è una comunità con tanti ideali ma forse la cosa più importante a cui, per nessuna ragione, possiamo rinunciale è la nostra identità e la nostra libertà.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

L’Unione Europea rappresenta una grande opportunità per i paesi che ne fanno parte e per lo sviluppo economico mondiale. Certo è che negli ultimi anni ha mostrato diversi limiti legati soprattutto agli interessi specifici che qualche paese ha voluto portare avanti.

Nonostante questo, anche per San Marino l’Unione Europea rappresenta una grossa opportunità, probabilmente l’unica occasione di non avere più l’Italia come intermediario nei rapporti con il mondo. Penso che San Marino debba continuare a portare avanti il negoziato per l’accordo di associazione con L’Unione Europea, cercando di ottenere il massimo vantaggio possibile. Siamo consapevoli di non poter scendere a compromessi su alcuni principi fondamentali legati alle nostre piccole dimensioni del nostro territorio.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Mi dispiace ma non ho “Idoli”. Credo nei valori del Socialismo riformista, credo nella forza delle persone che vogliono migliorare il proprio paese, e per fare questo sono disposti a lavorare in gruppo, spesso scontrandosi con idee diverse, ma sempre disposti a mettersi in gioco per i propri ideali.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Ci sono persone che hanno cambiato il mondo e lo hanno fatto sicuramente in meglio. Io non so se tutti possono definirsi politici, ma indipendentemente dalle idee politiche che ognuno di noi ha non si può non stimare persone come Nelson Mandela, Martin Luther King, Giovanni Paolo II, Rita Levi Montalcini e tanti altri. I motivi per i quali li stimo penso sia anche superfluo ricordarlo.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Nella vita sono stato sempre attivo nella società. Da circa 20 anni sono nella Guardia del Consiglio Grande e Generale, da 8 anni sono membro della Giunta di Castello di Fiorentino e da circa 4 anni faccio parte dell’esecutivo del Partito Socialista. Ho una formazione molto tecnica perché sono laureato in Ingegneria Civile. Non so se queste esperienze possano avermi veramente preparato a essere un Consigliere di questa Repubblica, ma sicuramente ci metterò il massimo impegno e tanta passione come in ogni cosa che faccio.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Ogni giorno mi sento orgoglioso del mio paese, come dovrebbe esserlo ogni Sammarinese. Viviamo in un paese speciale, nella più antica Repubblica del mondo, un paese che ha sempre dimostrato una tenacia fuori dal comune nel difendere i propri valori, un paese che ha dimostrato una grande umanità in tante occasioni ma soprattutto quando ha ospitato oltre 100000 rifugiati durante il secondo conflitto mondiale. E’ come se l’Italia oggi ospitasse 160 milioni di rifugiati.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Se analizzo nel dettaglio il mio carattere non ci vedo un politico, ma piuttosto un tecnico che ha delle idee che, secondo me, possono aiutare il mio paese a crescere. Sicuramente sono una persona tenace, coerente e caparbia, questo però in politica non è sempre un pregio.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Diciamo che non è proprio corretto parlare di aspirazione, io vivo il mio ingresso in politica come un impegno che ogni Sammarinese, in base alle proprie capacità e possibilità, deve mettere in campo, consapevole di vivere in uno Stato di pochi chilometri quadrati. Ognuno di noi deve dare un po’ di se per dare il futuro che merita a questo Paese e ai nostri figli.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ogni esperienza di vita lascia dentro di noi qualcosa. In passato ho fatto tanta attività sportiva e penso che lo sport sia una scuola di vita. Ti insegna a perdere e a vincere, ma sempre nel rispetto per l’avversario e per se stessi.

Da circa otto anni inoltre sono membro della Giunta di Castello di Fiorentino, una realtà locale in cui impari a confrontarti spesso con chi ha idee diverse dalle tue, cominci a confrontarti con le esigenze di una comunità e spesso con le difficoltà legate alla mancanza di strumenti che ti permettano di venire in contro a esigenze spesso prioritarie. Ma forse l’esperienza più forte è quella della Guardia del Consiglio Grande e Generale, di cui sono Ufficiale, qui ho incontrato grandi persone, più o meno giovani ma tutte legate da un amore incredibile per il proprio Paese e per la Guardia; una passione contagiosa.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Penso che in 20 giorni di campagna elettorale ognuno di noi potrà dimostrare il proprio entusiasmo e le proprie motivazioni ma sarà molto difficile dimostrare la propria capacità e competenza. Chi mi conosce è in grado di giudicarmi e se ritiene che possa essere all’altezza di rappresentarli in Consiglio Grande e Generale gli chiedo di sostenermi e farlo anche nei confronti di chi mi conosce un po’ meno.

7 novembre 2016
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