Intervista a Filippo Tamagnini

filippo_tamagnini_sm_pdcsNome: Filippo

Cognome: Tamagnini

Luogo e data di nascita: San Marino, 30 gennaio 1972

Professione: Ingegnere progettista c/o Ufficio Progettazione – Dipartimento Territorio e Ambiente

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Ha funzionato bene: l’attività volta a proseguire e concludere l’integrazione di San Marino nel contesto europeo e l’attività di politica interna con la relativa produzione legislativa.
Ha funzionato meno bene: il rapporto di collaborazione e dialogo fra forze politiche. I lavori delle Commissioni Consiliari hanno registrato diverse apprezzabili convergenze; i temi sovranazionali hanno unito le diverse espressioni nel corso dei lavori del Consiglio Grande e Generale. Visti gli esempi portati sarebbe stato auspicabile una più continua collaborazione, nell’interesse generale.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Finanza, bilancio dello Stato, lavoro: si tratta di tre pilastri che vanno consolidati e messi in sicurezza non appena inizierà la prossima legislatura. La salute di uno Stato non può prescindere da questi temi.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Per professione e sensibilità affronto quotidianamente il tema del tutela del territorio: al di là degli errori compiuti, San Marino ha tanta bellezza ambientale e paesaggistica da proteggere e valorizzare.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Mi ha sempre colpito osservare che dove c’è entusiasmo c’è anche azione, desiderio di fare. Credo quindi che sia importante valorizzare ciò che c’è e che può diventare volano di attività economica: la bellezza del nostro territorio, ad esempio, fatto non solo di paesaggio ma anche di persone, che quel luogo lo vivono e lo riempiono di vita e tradizione.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

San Marino ha imboccato la strada giusta, scegliendo di costruire insieme all’Unione Europea e agli altri piccoli Stati una forma di dialogo più conforme alle sue esigenze.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Guardo con attenzione e rispetto tutti coloro che si impegnano sinceramente: c’è da imparare da tutti ed essere loro grati per il tentativo svolto.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Anche nella politica internazionale, che conosco poco, vale la pena rispondere come sopra.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Nel 2008, all’inizio della mia esperienza in Consiglio Grande e Generale, ho avuto la fortuna di far parte dell’Ufficio di Segreteria insieme ad Edda Ceccoli, dalla quale ho imparato la differenza fra politica ed istituzione, condizione assolutamente necessaria per svolgere al meglio il ruolo consiliare. Ad ogni candidato augurerei di fare questa esperienza.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Non so se sia l’ultima, ma certamente indelebile. Domenica 19 giugno 2011, fine pomeriggio. Il Papa emerito Benedetto XVI parte da San Marino in elicottero: finiva in quel momento una giornata memorabile per il nostro Paese, che aveva unito e reso orgoglioso un popolo intero, me compreso.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La disponibilità ad ascoltare, accogliendo l’idea dell’altro e mettendosi in discussione.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Si è trattato di un divenire legato alle circostanze: la prima proposta nel 2003 nella Giunta di Castello di Serravalle, nel 2008 la proposta di entrare a far parte del Consiglio Grande e Generale. E le proposte vanno sempre prese in considerazione, mettendosi in discussione…

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ho tre figli celiaci, per la salute dei quali ho imparato a cucinare, cercando di trasformare una difficoltà in un’opportunità: ora spesso sono i loro amici a chiedere di poter mangiare da noi. L’insegnamento: quando fai ogni cosa, pensa sempre a chi la fai e al suo bene.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Chi esprimerà la propria preferenza nei miei confronti credo lo farà per apprezzare quanto detto sopra: a loro lasciamo il giudizio…

 

7 Novembre 2016
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