San Marino

Intervista a Manuel Ciavatta

manuel_ciavatta_pdcs_smNome: Manuel

Cognome: Ciavatta

Luogo e data di nascita: San Marino il 27/12/1976

Professione: Insegnante e funzionario del PDCS

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Il dato positivo è che sin dall’inizio abbiamo attuato cambiamenti fondamentali in alcuni settori strategici per la ripresa del Paese: gli accordi internazionali e con l’Italia, che ci hanno dato riconoscibilità e credibilità verso l’esterno; la Riforma Tributaria per un assetto fiscale più strutturato; il rafforzamento del Tribunale che ha permesso tutto il lavoro fatto in ambio di giustizia; tutta una serie di riforme attuate e avviate che hanno consolidato il sistema nei vari ambiti. Non hanno funzionato le azioni fatte dai singoli senza condivisione, il confronto-scontro tra partiti e movimenti, spesso debole nei contenuti e, soprattutto, il non avere aiutato la cittadinanza a capire che certe dinamiche del passato sono davvero concluse.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Bilancio, lavoro, e sistema bancario per garantire sostegno alle imprese e alle famiglie.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Tutte le questioni riguardanti la tutela della persona e la giustizia sociale, dalla difesa della vita al lavoro, dalla famiglia alla salute dei giovani e degli anziani, dall’educazione dei giovani alla scuola. Sento questi temi più vicini perché li seguo da quando facevo l’educatore in Azione Cattolica e continuo a ritenerli prioritari per ogni azione politica.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Mio nonno, che era contadino, mi ha insegnato che le cose crescono se si lavora sodo. San Marino ha già molti aspetti più favorevoli allo sviluppo dell’economia della maggior parte dei Paesi europei. Vanno solo corretti alcuni elementi. E’ necessario, invece, aiutarci a capire che le cose non vengono da sé come accadeva in passato. Bisogna smettere di stare a guardare ed impegnarsi con passione in ciò che si fa!

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Serve apertura, prudenza e chiarezza. Dobbiamo promuovere la nostra identità in Europa evitando, però, il rischio di smarrirla per adeguarci a modelli culturali e statuali che non fanno parte della nostra storia di popolo. Una presenza di questo tipo non è facile da realizzare ma è possibile.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

La figura che mi ha più colpito non è di San Marino, ma fa parte della storia politica della Democrazia Cristiana italiana. E’ Giorgio La Pira, sindaco di Firenze negli anni ’50-60. La passione per la città, per la dignità della persona, la sua fede e la sua scelta di essere vicino ai più poveri rimane per me uno dei riferimenti più importanti.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Recentemente sono stato molto colpito da Ban Ki Moon, in particolare dopo la visita fatta al nostro Paese. Credo abbia svolto molto positivamente il proprio ruolo alla guida delle Nazioni Unite, in un tempo storico non semplice per gli equilibri internazionali. Anche a noi lasciato alcune parole semplici ma veramente preziose.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Essere vissuto in mezzo ai giovani e per i giovani, come educatore, al loro servizio. Mettere la propria vita a servizio degli altri credo sia non solo un’esperienza propedeutica fondamentale ma uno stile di vita da vivere sempre.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Pensare di fare parte di una storia che dura da più di 1700 anni è qualcosa di straordinario. La libertà che i nostri padri hanno ricevuto dal Santo Marino, e hanno custodito come bene irrinunciabile, è ciò che rende ogni sammarinese orgoglioso ogni giorno. A noi, oggi, spetta fare le giuste scelte e l’impegno per continuare questa storia.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Onestà, voglia di imparare, sorridere anche nelle difficoltà e sperare sempre.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Quando ero ragazzo pensavo che, in futuro, avrei voluto fare qualcosa di buono per il mio Paese e per chi fosse venuto dopo di me. Poi un giorno mi hanno chiesto di provarci e mi sono messo in gioco.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Stando con i giovani ho avuto la fortuna di potere ascoltare i loro cuori. Da lì ho capito che “ascoltare” è uno dei regali più belli che si possa fare ad una persona, e la “fiducia che lei ripone in te” uno dei regali più grandi che si possano ricevere.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Sono laureato in ingegneria edile ed in teologia. Ho progettato impianti, insegnato religione in tutti gli ordini di scuola, oltre a fisica e disegno alle superiori. Mi occupo della comunicazione del PDCS sulla stampa e sui social network. Mi sono appena certificato in inglese. Mi piace molto imparare e spaziare dalle materie scientifiche a quelle umanistiche, perché tutto fa parte dell’orizzonte della vita umana. Tra tutte le cose che ho imparato, però, quella più importante è che i doni di ognuno vanno messi assieme a quelli degli altri, coordinati per il bene di tutti, dando la possibilità a ciascuno di esprimersi in ciò che riesce meglio. Questo è il mio modo di lavorare e di fare squadra che ha sempre portato ottimi risultati!

7 novembre 2016
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