San Marino

Intervista a Maria Grazia Angeli

maria_grazia_angeli_pdcs_smNome: Maria Grazia

Cognome: Angeli

Luogo e data di nascita: Riccione, 21/05/1955

Professione: Pensionata

Residenza a San Marino: dal 1957

Domicilio a San Marino: dal 1957

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni.

Il funzionamento della macchina pubblica è una certezza; certo tutto si può migliorare, ma la Sanità/Istituto Sicurezza Sociale e la P.A. hanno una continuità di rilascio di prestazioni che consentono al cittadino di trovare risposte in molti casi più che adeguate per ogni tipo di esigenza.

Cos’ha funzionato meno? Molti progetti, molte promesse ma pochi risultati.

Dalle cose semplici, come il problema delle comunicazioni con telefonia cellulare che è ormai un paradosso e la soluzione continua a non arrivare, a quelle più complesse che riguardano lo scambio di accordi tra la Banca Centrale e Banca d’Italia, che permetterebbe al nostro sistema bancario di avere maggiori prospettive di ripresa e consolidamento fin da subito.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Messa in sicurezza del sistema bancario, e collegato ad essa un progetto di rilancio dei rapporti con l’Italia che passi dall’accordo tra Banche Centrali.

Possibilità di contribuzione previdenziale volontaria per chi desidera cessare in anticipo di lavorare non avendo ancora raggiunto l’età della pensione: ciò consentirebbe anche un ricambio generazionale nel mondo del lavoro e maggiori prospettive per i nostri giovani.

E ancora lo sviluppo del Polo Universitario con l’introduzione di ulteriori discipline: avere una popolazione universitaria di provenienza estera in crescita nell’immediato da’ anche spinta ai consumi interni, mentre l’ampliamento delle facoltà consente ai giovani sammarinesi di trovare risposta al proprio desiderio formativo senza uscire dal Paese.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Ho lavorato per 41 anni in Banca, toccando con mano i mutamenti che, nel settore, si sono susseguiti negli ultimi anni. Da parte delle Istituzioni occorre maggiore sensibilità sia per sburocratizzare alcune parti di normativa interna (ad esempio apertura e gestione di rapporti online con clientela non residente), sia per negoziare con Unione Europea e Organismi simili (Ecofin, Ocse ecc..) l’introduzione “in scala” delle normative internazionali che per una realtà ridotta come San Marino non possono essere le stesse dei grandi Paesi.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Il nostro Paese è confinante esclusivamente con l’Italia. A questo punto diviene difficile pensare a un processo di internazionalizzazione senza convenire con l’Italia punti di collaborazione e direttive di sviluppo: il mancato accordo tra Banche Centrali resta un nodo da sciogliere senza il quale ogni pensiero di rilancio dell’economia resta una chimera.

Quest’accordo è irrinunciabile.

Occorre favorire lo sviluppo dei consumi interni e inoltre creare all’interno del nostro Paese una rete di fornitori delle aziende più grandi, sia private sia pubbliche, favorendo la nascita di nuove iniziative che potranno quindi creare nuovi posti di lavoro. E’ un percorso lungo ma va fatto: se un’eccellenza produttiva del nostro territorio trova un fornitore sammarinese che garantisce la medesima qualità di un fornitore estero, la popolazione delle imprese cresce e con essa cresce il Paese.

Una maggiore presenza di imprese locali sul nostro territorio, in grado di essere garanzia di qualità di fornitura e prestazioni per qualsiasi cliente, favorirebbe anche l’arrivo di investitori esteri e conseguentemente anche di uno sviluppo del settore dell’accoglienza.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Introduzione nel nostro Paese di una scelta mirata di norme che possano essere recepite, ma soprattutto applicate e gestite senza creare sovrastrutture burocratiche, tenendo conto delle dimensioni della nostra Repubblica.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Francesco Balsimelli

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Alcide De Gasperi: per la capacità di far accettare il proprio paese nei consessi internazionali e di farsi apprezzare dai propri cittadini in un periodo molto drammatico.

Margaret Tatcher: per la determinazione e competenza nel processo di modernizzazione del proprio paese.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Oltre alla mia esperienza quarantennale in banca, ho avuto modo di toccare con mano, attraverso il mio impegno come vice Presidente dell’Associazione Oncologica Sammarinese, situazioni particolarmente gravi e difficoltose che molte famiglie sammarinesi sono chiamate ad affrontare quotidianamente. La sensibilità di chi desidera svolgere un mandato consiliare deve orientarsi anche e soprattutto a questo: le persone in difficoltà vanno senz’altro aiutate, ma prima di tutto vanno ascoltate e sostenute facendosi sentire vicini.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Tutte le volte che ospitiamo persone che vengono a visitarlo, quindi tutti i giorni anche se

si può e si deve fare di più. Questo è quello che penso: i sammarinesi sono persone speciali, abituate all’accoglienza e su questa caratteristica bisogna supportarle, creando le condizioni di un turismo stanziale che oggi non c’è. Le mie idee sono molto chiare in proposito.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Il coraggio di sostenere le proprie idee sapendo però ascoltare e sostenere anche le idee degli altri.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

La maturazione dell’idea di impegno politico è stata progressiva negli anni; l’attività lavorativa mi ha permesso di conoscere in profondità problemi che si sarebbero potuti risolvere addirittura prima che si verificassero, se gestiti con coscienza e tempestività. Oggi sento che è ancora attuale questa necessità di anticipare i problemi per evitare che si creino. Metto a disposizione la mia esperienza con quest’obiettivo.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se sì, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Nel poco tempo libero che il lavoro e la famiglia mi hanno lasciato, ho sempre cercato di creare e vivere momenti aggregativi e associativi, perché riconosco nella forza delle idee e delle attività condivise la capacità di creare condizioni di crescita collettiva di cui c’è un gran bisogno ora nel nostro Paese.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Grazie al mio percorso lavorativo ho maturato le competenze, che intendo mettere a disposizione del mio Paese, affinché si possa procedere a una spedita ripresa economica di cui c’è tanto bisogno. L’entusiasmo nasce proprio da qui: ripartire e consolidare il settore economico significa crescita per il Paese intero e le future generazioni.

7 novembre 2016
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