Intervista a Manuela Salvi

manuela_salvi_c10_smNome: Manuela

Cognome: Salvi

Luogo e data di nascita: Ravenna 6 marzo 1966

Professione: Educatore, H.R. economia e sviluppo delle risorse umane.

Residenza a San Marino: da gennaio 1993

Domicilio a San Marino: da gennaio 1993

Partito: C10

 

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Questi ultimi quattro anni sono iniziati con la chiara necessità di realizzare un profondo rinnovamento, per dare vita ad una nuova idea di paese; le politiche hanno visto un susseguirsi di azioni e intenzioni che del rinnovamento esprimevano la forma ma non la sostanza. Credo ne sia mancato il fulcro essenziale, costituito secondo me, dalla rigenerazione dell’idea stessa di centralità della Persona e rispetto per il Sapere impersonale, indispensabile ad un paese che non solo deve cambiare ma deve rinascere. Non c’è stata coesione politica su questo.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Ambiti di interesse prioritari sono senz’altro le politiche per l’occupazione ed il lavoro, la riforma fiscale ed il sistema di tutela delle buone imprese e, non ultima, la ridefinizione delle priorità delle politiche sociali per un sistema di welfare sostenibile. Queste criticità, affrontate in modo costruttivo, aprono la strada alla realizzazione di mediazioni importanti in altri ambiti come la capacità attrattiva per le imprese e i rapporti internazionali – da riaffermare rappresentandosi con una nuova integrità. Nuove politiche a favore delle persone con svantaggio e disabilità, per la crescita dei professionisti nel settore, sono poi indispensabili per poter parlare di sviluppo e di crescita; dopo la forma normativa che ne permette la progettazione concreta, si rende indispensabile anche una nuova vita alle risorse trascurate del paese per iniziare un percorso che può realizzare un offerta turistica di chiara eccellenza. Tutto ciò con una tensione trasversale comune in ogni ambito : impegno e vigilanza antimafia, unito al riconoscimento del pensiero di tipo mafioso che ne costituisce in modo subdolo, il terreno di insediamento.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

La formazione, l’esperienza di lavoro e di vita, mi hanno da sempre portato all’interno di quel prezioso mondo legato sia all’economia e sviluppo delle risorse umane, sia alla riabilitazione, cura e sostegno delle condizioni di svantaggio. Fra queste la più preziosa è la disabilità. Le politiche legate alla tutela dei Diritti ed alla crescita della qualità della vita, alla realizzazione di opportunità reali, ritengo siano elementi indispensabili ad una società che, innegabilmente, deve ritrovare il senso di un’esistenza, spesso troppo legata ad esigenze fasulle e troppo povera di risposte vere. Questi spazi di vita mi hanno lasciato una preziosa eredità attraverso le esperienze di resilienza e vitale coraggio delle quali vorrei essere all’altezza; mi hanno dato l’idea del grande potenziale umano inespresso e trascurato nelle nostre realtà un po’ strumentalizzate e svalorizzate. A tale potenziale le politiche si devono volgere rispondendo con un sistema di opportunità e condizioni non solo parificanti ma decisamente costruttive dialogando con l’uomo reale e non con il suo stereotipo.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Credo si possano trovare valide soluzione solo partendo da un risoluto esame di realtà: siamo in crisi ed il mondo attorno a noi lo è; i paradisi rimasti, sempre se reali, sono solo indegne costruzioni che vivono su sistemi di appropriazione ai quali non vogliamo appartenere. Esempi edificanti possono invece essere individuati in realtà del nord-Europa, ma la contestualizzazione di forme e azioni la dobbiamo trovare qui tra le nostre strade. L’eccellenza si costruisce insieme quando le intenzioni collettive hanno voce e valore, e l’animo di un paese riprende vita in ogni via. Il sistema seguito fino ad ora ha mostrato tutto il suo ingannevole potenziale, il fallimento della finanziarizzazione dell’economia, l’insufficienza del tecnicismo, l’insostenibilità delle forme di progresso senza visione sistemica, mentre è già coscienza di molti il bisogno di creare economia reale e non speculativa come fino ad ora è stato, l’importanza dei valori solidali nel lavoro, la formazione trasversale, il raggiungimento di livelli nel gruppo e non il gruppo a livelli, il sentimento del potere a somma variabile, e l’etica non solo come ideale ma come la più alta forma di concreto coraggio, presente attraverso una vitale e dinamica educazione nell’economia. Individuare forme di lavoro etico e responsabile non è così difficile, molto si è già mosso in questo senso, le difficoltà maggiori si rivelano i dogmi delle categorie di difesa dei lavoratori espressi in politiche che hanno già mostrato tutto il loro inganno, ma non partecipano al cambiamento. A cosa non bisogna rinunciare? Alla lungimiranza credo.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Di progressiva intesa e collaborazione costruita un passo alla volta, rendendo i cittadini partecipi ed informati correttamente. Un buon equilibrio tra la coscienza di appartenere anche ad un mondo più grande con le sue leggi ed i suoi limiti condizionanti o favorevoli, e la volontà e l’esigenza di preservare una sovranità indiscussa; quest’armonia va costruita nel tempo adeguando norme, numeri, postille e trattati al nostro orgoglio di antico paese. Senz’altro un grande lavoro di diplomazia, aiutato decisamente da una chiarezza di vedute e dalla sovranità quale punto di partenza.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Ci sono state grandi donne ma rimaste nell’ombra a causa di strumentalizzazioni ai danni della buona politica a favore di retoriche faziose e interessate. La recente commissione antimafia ha visto una figura d’esempio, coraggiosa e importante, e meno recentemente un’altra grande figura con grande professionalità ha conferito intento nobile all’idea di formazione in momenti nei quali tutto era confuso e svalutato.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Mi piace ricordare spesso l’azione politica di Gandhi rivolta alla resistenza etica, non violenta, in un mondo quello attuale, dove tutto sembra legittimare aggressività e violenza. Grandi uomini, forse inarrivabili, ma esseri umani come noi, al quale non è sfuggito “quel bene superiore al quale tendere” per amore del suo popolo e del suo paese.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La preziosa lezione di vita offerta da quel mondo che con le differenze deve fare i conti ogni giorno lascia una ricchezza che dà molto di più di quel che chiede. Questo aiuta a ridefinire le priorità reali, per il valore della vita stessa, per il concetto di Risorsa, infinito e rigenerativo, per la resilienza – forza interiore e razionale. La coscienza precisa dell’importanza della certezza del Diritto in ogni ambito di vita conferisce una visione che non limita mai l’azione politica alla contingenza delle situazioni e al peso dei ruoli.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sempre, perché l’anima di un paese non sono le persone che l’hanno tradito. Un certo buon orgoglio, l’ultima volta, l’ho provato mentre ascoltavo persone molto giovani che commentavano l’idea di accrescere il loro impegno, ed in modo spontaneo, dicevano: “So che non sarà facile, ma ne vale la pena.. un Paese è un Paese“. Era proprio una bella immagine. Provo un certo orgoglio anche grazie a mia figlia che, anche se lontana, porta con sé le cose buone e belle del suo paese e ne parla in un’altra lingua, mentre pensa a cosa potrà fare quando la formazione scelta le darà strumenti utili per la sua piccola-grande San Marino.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Riflessività, tenacia e la volontà di mettersi sempre in discussione. Credo molto nel lavoro di gruppo e nell’idea che un buon confronto aiuta a migliorarsi.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Gradualmente nel tempo superando i limiti di una visione stereotipata dell’azione pubblica e politica attraverso la formazione costante e la consapevolezza della responsabilità civica come elemento da non trascurare.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

La lettura è in effetti una passione che vivo come un viaggio nelle possibilità di un mondo migliore, la progettazione di piccoli spazi verdi e la coltivazione stagionale mi hanno da sempre suggerito la priorità delle risorse essenziali e l’intuizione di un universo di senso legato ad un sistema più grande grazie al quale le azioni quotidiane acquisiscono un significato speciale.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Non mi sento migliore di altri, credo molto nel gruppo/ movimento con il quale condivido progetti studi e speranze di un mondo migliore. Ognuno a modo suo è speciale, l’eccellenza la facciamo assieme.

7 Novembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»