Intervista a Donatella Marani

donatella_marani_sm_c10Nome: Donatella

Cognome: Marani

Luogo e data di nascita: Chiesanuova (RSM) 10.03.1955

Professione: Pensionata

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: C10

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Sicuramente si sono trovati a dover fare i conti con una crisi già presente, ma a mio avviso, è stata una coalizione poco coesa che non è riuscita a mettere in campo progetti di sviluppo economico per fare ripartire il paese ma si è concentrata più su temi che non erano la priorità per il paese principalmente per evitare di perdere consensi.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Cento giorni per insediare un governo e mettere in campo progetti sono sicuramente pochi. Mi orienterei come prima cosa su una burocrazia più snella, meno discrezionale e più trasparente. E’ il nodo principale da sciogliere per tornare ad essere un paese competitivo ad attrarre investimenti e creare posti di lavoro che sono il volano per fare ripartire il Paese.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Welfare e sviluppo, che sono strettamente intrecciati perché se non c’è sviluppo non c’è welfare.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Lo sviluppo dell’economia chiede innanzitutto una stabilità politica, poi da una burocrazia più snella con regole semplici. Può essere incentivato da infrastrutture all’avanguardia nel campo delle telecomunicazioni, con il completamento del progetto della rete in fibra ottica, da investimenti nell’energia pulita, nell’applicazione del concetto “rifiuti zero”, dalla creazione di un’Agenzia per lo sviluppo che sappia ricercare investitori e presentare le opportunità che ci sono ad investire nel nostro Paese. Non dobbiamo poi rinunciare a sanità e welfare, gli imprenditori guardano anche quelli quando decidono dove spostarsi.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Condivido il percorso di associazione che si sta percorrendo che dovrà prevedere le quattro libertà fondamentali che però devono necessariamente salvaguardare, con le dovute deroghe, le peculiarità del nostro Paese.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

La politica recente non ci ha dato modelli a cui ispirarsi. Ritengo non sia neppure necessario avere un modello a cui ispirarsi, solo operare nell’interesse della comunità.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Si, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per le politiche di sviluppo economico e sociale in un contesto difficile come quello americano.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Non ho esperienze politiche, è la prima volta che mi impegno in politica ma sono stata a contatto con la politica per lavoro (ho lavorato per parecchi anni alla Segreteria Istituzionale) e ritengo che la politica debba intendersi come un servizio al Paese e non certamente come via più breve per trarre vantaggi personali.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sicuramente sono orgogliosa di essere sammarinese anche se ultimamente abbiamo avuto pochi motivi per esserlo. I sammarinesi sono un popolo che si sono distinti per la solidarietà, l’ospitalità – come la storia dell’ultima guerra ha dimostrato – e soprattutto per essere dei grandi lavoratori, prima che questa ricchezza facile li rendesse schiavi del solo denaro.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

L’essere altruista, mettersi sempre nei “panni degli altri” prima di dare giudizi e prendere delle decisioni con il senso dell’interesse collettivo.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

La politica l’ho sempre seguita anche se non attivamente, l’interesse delle persone nella politica deve essere sempre alto perché se noi non ci interessiamo di politica, comunque la politica prende decisioni per noi e se le scelte non sono quelle giuste la colpa è anche nostra. La particolare difficoltà di questo momento mi ha convinta ad agire in prima persona.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

In passato ho praticato vari sport, attualmente i miei interessi sono rivolti verso la mia famiglia soprattutto i miei nipoti (sono nonna) mi piace cucinare, nel tempo libero leggere qualche libro, camminare a contatto con la natura. Lo sport sicuramente mi ha insegnato la disciplina, rapportarsi con gli altri, sapere perdere e ripartire.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

La preferenza unica a mio avviso è un’arma a doppio taglio, io non l’ho votata, da un lato potrebbe evitare le cordate ma sicuramente renderà più difficile il ricambio delle persone in politica. Poi il ritorno della preferenza all’elettorato estero, che abbiamo combattuto in passato, per me è stata una leggerezza sull’onda del populismo. A mio avviso ritengo che l’elettorato estero debba avere un suo ridotto collegio di rappresentanza e non debba condizionare scelte di cui non paga le conseguenze.

7 Novembre 2016
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