Intervista a Franco Santi - DIRE.it

San Marino

Intervista a Franco Santi

franco_santi_smNome: Franco

Cognome: Santi

Luogo e data di nascita: San Marino, 28 dicembre 1967

Professione: Impiegato Pubblica Amministrazione – Collaboratore Educativo

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: C10

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Per trovare qualcosa che abbia funzionato bene bisognerebbe ingaggiare una buona agenzia investigativa… A parte gli scherzi, credo che l’azione di governo dell’ultima legislatura in positivo abbia prodotto poco o nulla. La riforma tributaria, da completare e in parte da modificare, l’avvio del percorso che dovrà portarci all’accordo di associazione con l’Unione Europea, una maggiore integrazione normativa in ambito di antiriciclaggio e lotta alla criminalità organizzata. Per giudicare cosa non ha funzionato bene basta guardare i dati dei principali indicatori macroeconomici. Abbiamo aumentato il debito pubblico in maniera considerevole e non abbiamo avuto nessuna inversione di tendenza rispetto alla crisi occupazionale. Non si sono fatte le riforme strutturali sul mercato del lavoro, sul sistema previdenziale, su un nuovo metodo di governo e su un nuovo approccio operativo da parte dell’esecutivo. Le principali leve su cui puntare per rilanciare il nostro paese sono in grave crisi o in situazioni di grande arretratezza strutturale: competenze e professionalità, accesso al credito, telecomunicazioni, semplificazione normativa e una amministrazione amica del cittadino e dell’impresa. Un ultima nota stonata: la mancanza palese e reiterata di armonia ed unità di intenti dei singoli Segretari di Stato.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Alla luce di una veloce quanto necessaria verifica della reale situazione delle finanze pubbliche, il prossimo governo dovrà mettere in campo una azione coordinata e sinergica per rendere efficaci e spendibile le 5 leve che ho appena elencato. Queste, unitamente ad una rinnovata e decisa azione di politica estera, rappresenteranno le priorità dell’azione di governo per raggiungere al più presto l’obiettivo principale che Civico10 e la coalizione Adesso.sm si sono dati: la piena occupazione.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Ho sempre lavorato in ambiti educativi, sociali e legati alla tutela del territorio e delle sue risorse. Da Capitano di Castello ho avuto la fortuna di collaborare con tantissime persone con la voglia di partecipare e di costruire qualcosa insieme per il bene della comunità. Mi piacerebbe molto essere portatore di queste esperienze. Viviamo una realtà felice per quanto riguarda il nostro sistema di sicurezza sociale e il nostro sistema scolastico. La crisi economica non deve mettere in discussione le conquiste consolidate nel tempo, ma deve indurre tutti noi ad ottimizzare le risorse in un contesto di grande consapevolezza e collaborazione. Beni comuni come la sanità, la scuola, il territorio non devono essere messi più in pericolo da logiche speculative o da interessi particolari.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Lo sviluppo deve essere sostenibile! Non lo dico solo io, ma ormai praticamente tutte le maggiori organizzazioni mondiali che si occupano del problema. Aggiungiamoci anche il concetto di etico e di economia circolare e il quadro è completo. Concetti che messi a fattor comune disegnano in maniera chiara il perimetro entro il quale lavorare per il futuro. Tutte quelle attività del settore manifatturiero, dei servizi, dell’artigianato, unitamente a quello turistico commerciale che rientrano positivamente in questo perimetro vanno ricercate, sostenute, incentivate, messe in rete. Parallelamente è necessario lavorare affinché si possa consolidare un terreno di competenze e professionalità necessarie all’affermazione e al successo di queste attività economiche. Non bisogna rinunciare a nulla, ma essere partecipi di un progetto condiviso, lungimirante che possa ridare fiducia e speranza. Se mi si prefigura chiaramente ciò che potrò ottenere con impegno e dedizione, non rinuncerò a qualcosa ma investirò quel qualcosa per un futuro migliore.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

La via dell’accordo di associazione è quella più corretta per noi, ci permette di ambire ad entrare nella comunità europea attraverso un percorso particolare e calibrato alla nostra realtà di piccolo Stato. Proprio per questo è necessario chiarire molto bene che cosa vorremmo ottenere dalla trattativa in corso per ritagliarci condizioni che possano permetterci di costruire un futuro solido e sereno. Non intendo che dovremmo puntare a chissà quale privilegio o regalo, ma ad una serie di eccezioni che tengano conto in maniera oggettiva della nostra realtà istituzionale, sociale ed economica e che ci permettano di continuare a far parte della comunità internazionale con dignità e rispetto.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Personalmente ho avuto la fortuna di incontrare diverse persone molto valide e che ritengo miei personali maestri. In primo luogo mio padre per avermi trasmesso la passione per la politica. Vorrei poi citare Fausta Morganti e Massimo Roberto Rossini con i quali ho avuto la fortuna di condividere diversi anni di lavoro ed impegno per il bene comune. Aggiungo poi che mi sarebbe piaciuto molto conoscere di persona Pietro Franciosi.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Enrico Berlinguer. Perché ha dimostrato di essere capace di analizzare il suo tempo con uno sguardo rivolto al futuro. Perché è stata una persona semplice, umile capace di incarnare valori fondamentali come l’onestà, l’etica, la solidarietà.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Ne ho già fatto cenno in precedenza. Aggiungo l’esperienza gratificante di marito e padre di tre meravigliose creature.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Ogni volta che il mio paese viene citato in positivo in ambito internazionale, dal gol in trasferta della nostra nazionale di calcio, all’intervento del segretario di stato di turno nei consessi internazionali come ONU o Consiglio d’Europa, all’apertura di una nuova sede produttiva di una azienda sammarinese in un paese estero, alla nostra posizione OMS in ambito di qualità della vita o di aspettativa di vita.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Chi mi conosce è solito dire che sono molto paziente e ho grande capacità di ascolto, ma a me piace tantissimo la soddisfazione che si riceve per aver raggiunto un obiettivo. Mi piace l’azione!

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Come ho già detto da mio padre in primis. A 17 anni già lavoravo in una Segreteria di Stato a stretto contatto con Fausta Morganti. Diciamo che sono cresciuto a pane e politica.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ho sempre giocato a calcio e ogni tanto ancora lo faccio. Un gioco di squadra che ti insegna a collaborare, a soffrire, a dare il massimo, a rispettare le regole. Anche in questo ambito ho incontrato tante persone che mi hanno arricchito. In particolare vorrei citare il mio primo allenatore Pietro Paolini, grande uomo e bravissimo nel suo ruolo di educatore e di formatore.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

La preferenza unica darà ulteriore vantaggio a chi ha la fortuna di avere più visibilità, più risorse in termini di tempo e denaro, più esperienza. Questo non significa che non saranno possibili affermazioni di outsider dotati di grande competenza, entusiasmo e motivazione. Elementi questi che possono solo far bene alla politica. Per quanto mi riguarda posso garantire sulle motivazioni e sull’entusiasmo, sul resto non mi pronuncio e lascio il giudizio a chi ha avuto il piacere o meno di conoscermi.

7 novembre 2016
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