Bcsm, Lonfernini: "Grais faccia nomi e cognomi" - DIRE.it

San Marino

Bcsm, Lonfernini: “Grais faccia nomi e cognomi”

Lonfernini_teodoroSAN MARINO – Basta con il discredito generalizzato della politica. È l’appello che il segretario di Stato Teodoro Lonfernini rivolge al presidente di Banca centrale, Wafik Grais, a seguito del “siluro” lanciato dallo stesso con la pubblicazione, sul sito dell’istituto, di parte della relazione presentata al Comitato per il credito e il risparmio lo scorso 24 ottobre. In tale documento il presidente Grais accusa infatti la politica sammarinese in generale e una parte del sindacato di aver rivolto “inaccettabili minacce” ai vertici e al management di Bcsm. “Sono molto stanco di queste dichiarazioni impersonali che discreditano l’opera della politica in generale“, si sfoga Lonfernini contattato da Dire. “È ora di fare basta- continua- si dica piuttosto chi fa pressioni e non si alimenti il classico ‘fan tutti così'”. E ancora, “voglio esser accusato di essere ‘diversamente normale’- chiosa- e non altro”. Piuttosto, il segretario di Stato chiede che “si denunci chi sbaglia una volta per tutte e non una categoria in generale“.

San Marino_banca centrale_BcSmNon solo, esprime disappunto per la modalità di pubblica accusa scelta dal numero uno di via del Voltone, ovvero il ricorso alla diffusione on line di un documento riservato. “Qui non c’entra nulla la campagna elettorale o forse si?!”, domanda, ricordando di aver rivolto la medesima richiesta “nelle sedi opportune”, senza aver avuto risposta. Proprio per questo motivo “ho intenzione– chiarisce- di incontrare al più presto Grais per chiedergli conto personalmente delle sue accuse“. Lonfernini rivolge quindi alcuni suggerimenti sia ai vertici dell’istituto che ai colleghi della politica. “Bcsm- manda infatti a dire- si occupi di indicare continuamente le soluzioni per condurre il sistema bancario e finanziario del nostro Paese senza dietrologia e diffidenza nei confronti di nessuno”. Dall’altra parte, “la politica dal canto suo faccia in modo che Bcsm e i suoi vertici operino con serenità e sinergia senza infingimenti”. Anche perché “c’è da proteggere da parte di tutti il sistema- esorta infine il segretario di Stato- tutto il resto è lavoro per i detrattori, da cui dobbiamo difenderci insieme”.

7 novembre 2016
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