San Marino

Intervista a Marcella Michelotti

marcella-michelotti

Nome: Marcella

Cognome: Michelotti

Luogo e data di nascita: San Marino, 18 giugno 1960

Professione: Architetto, project manager, albergatore

Residenza a San Marino: dalla nascita con frequenti soggiorni e residenze all’estero

Domicilio a San Marino: da maggio 2012

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: italiana

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Sono una neo – candidata e premesso che il Paese, secondo me, ha un ampio margine di miglioramento, mi sembra che si sia agito con coerenza ed efficacia nel settore della giustizia e dell’accordo di associazione con la UE, mentre le riforme economiche dovranno essere meglio approfondite, condivise e realizzate con la parte produttiva del Paese. Troppa complicazione di affari semplici e troppa attività legislativa. Siamo sempre troppo poco competitivi agli occhi degli investitori sia esteri sia sammarinesi. Sicurezza sociale e territorio sono due campi in cui si doveva fare meglio e ora si dovrà lavorare molto seriamente e con competenza.

Economia della cultura, turismo, formazione e agenda digitale: le quattro grandi sfide.

Le cause: poche idee chiare e poco condivise, panico per la crisi e protagonismi personali, mancanza di coordinamento e competenze, mancanza di capacità di confronto con le parti sociali ed imprenditoriali. Possiamo, dobbiamo migliorare il metodo e lavorare in squadra “Governo e Paese”. Una politica molto più inclusiva e meno dispersiva.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Credo che una buona squadra di Governo con una maggioranza unita possa e debba affrontare più di tre punti nei primi cento giorni. Il primo punto sarebbe comunque elencare delle cose da fare, distribuire i compiti e dare dei tempi per la loro attuazione, con date intermedie per monitorare lo stato di avanzamento del lavoro.

Tra le cose che si devono fare subito ci sono: stabilizzare la Banca Centrale e il sistema bancario, impostare la revisione del T2, cominciare a lavorare per la revisione della proposta IGC e della SMAC, dare il via al nuovo PRG ed ai progetti per le nuove infrastrutture, consentire l’acquisto delle seconde case ai non residenti con criteri cogenti, istituire un gruppo di lavoro per la semplificazione amministrativa, proseguire con gli interventi TLC e con l’accordo con la UE.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Territorio ambiente e infrastrutture, economia della cultura, formazione e università. Sono le materie in cui sono competente e saranno le leve dello sviluppo economico più veloce, reale e duraturo, ricreando un’immagine positiva del Paese.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Ritengo che dobbiamo dare fiducia e creare condizioni favorevoli allo sviluppo imprenditoriale interno, il primo volano che abbiamo a disposizione per ridurre la disoccupazione e introitare contributi e tasse. Si deve dare respiro al mondo delle imprese edili, degli artigiani, del manifatturiero, del turismo. Commercio e servizi seguiranno a ruota. Se dall’esterno si percepisce la ripresa, ci potrà essere interesse anche da parte degli investitori esteri. A tal proposito raccomando a tutti grande attenzione a possibili “grandi” investitori: nell’epoca della finanza globale è un attimo non esistere più. Non dimentichiamo la nostra dimensione. Dobbiamo quindi fare i passi secondo le nostre gambe (magari imparando ad allungare il passo!) ma non cedere mai ad altri la barra del timone.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Da quando si è costituita l’Unione Europea, essere extra-comunitari è una pessima sensazione e sicuramente penalizzante sia per chi studia che per chi lavora o viaggia. Molte cose sono cambiate e il mondo è in continua evoluzione. Noi dobbiamo diventare europei, ma non rinunciare alla nostra nazionalità e ad alcune caratteristiche legate alla nostra dimensione di piccolo stato. L’Unione Europea ci vogliano bene ma ci chiede proposte competenti e chiare, che dobbiamo essere in grado di dare per essere rispettati.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori? Purtroppo non posso dire di aver conosciuto bene la politica sammarinese fino a pochi anni fa, anche se ho sempre seguito le sue vicende più o meno positive.

Mi riconosco in mio nonno Simone, fondatore del Partito Popolare che durante la guerra si inventò la Torta di San Marino per dare da mangiare agli sfollati, a mio padre Guido, fondatore del PDCS a 18 anni, e alla zia Myriam che insieme a Rosaria Masi ottenne il diritto di voto per le donne.

Per il resto ho sempre apprezzato il contributo positivo che tutte le donne di Governo, fino a qualche anno fa, hanno portato al Paese durante i rari periodi in cui è stato loro consentito di farlo.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Direi che nell’ultimo secolo il mio modello è John F. Kennedy, per la sua empatia con il popolo americano, per il suo pensare positivo e per la richiesta ai suoi concittadini di essere protagonisti della loro storia e di darsi da fare per il proprio Paese.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La mia famiglia ha formato la mia struttura culturale e etica e mi ha dato modo di studiare. Tanto. Di lavorare. Tanto. Di non considerare l’arricchimento in denaro e il consumismo lo scopo della vita. La mia storia personale è stata segnata anche da eventi drammatici di notevole impatto, che mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e a comprendere le sofferenze altrui.

La mia formazione scolastica e professionale è stata molto approfondita ed è ancora in evoluzione: non si finisce mai di imparare! Lavorare con l’architetto Renzo Piano è stata sicuramente l’esperienza professionale più formativa ma ho imparato molto anche dai muratori e dai carpentieri, dagli artigiani, dai tecnici con cui ho lavorato per tanti anni nei cantieri.

Essere abituata a creare progetti e a realizzarli, coordinando il gruppo di lavoro e i finanziamenti con metodiche di project management, mi rende sicura di poter affrontare tematiche complesse. Non nascondo che il mondo della politica spesso si basa su altri criteri di valutazione, ma vedremo…io mi considero parte del cambiamento.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgogliosa del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Mi sono sentita molto orgogliosa di San Marino quando abbiamo ricevuto le grandi figure istituzionali: il Segretario Generale dell’ONU, il Presidente della Repubblica Italiano Napolitano, il Comitato Olimpico Europeo, ecc. Anche quando le nostre industrie con i loro capitani/e coraggiosi hanno piantato le loro bandierine in giro per il mondo ( Del Conca, SIT, ecc).

Sono orgogliosa anche quando, almeno ogni fine settiman, gli ospiti del nostro Hotel magnificano San Marino per la sua bellezza ed unicità. L’ultima volta: oggi.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Avere visione, entusiasmo e progettualità, analizzare con cura i problemi e le diverse soluzioni, lavorare in squadra ma saper fare sintesi condivisa, saper guardare oltre confine le esperienze positive o negative. Saper dialogare, ma non avere tempo da perdere. Onestà, curiosità, ironia, capacità di ascolto, sensibilità, tolleranza, pragmatismo e determinazione.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Per formazione familiare sono sempre stata attratta dall’impegno politico, anche se non nascondo che la mia famiglia ha già avuto le sue delusioni e sono un po’ scettica sulla mia capacità di sopportazione di dinamiche a volte perverse. Lo spirito di servizio in un momento così delicato mi ha convinto a mettermi alla prova.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ho sempre considerato lo sport sano, formativo e divertente. Nuoto, sci, tennis, corsa campestre, barca a vela ma la mia grande passione è stata la pallacanestro che mi ha fatto divertire per quindici anni e insegnato a lottare per vincere in squadra. Amo i libri e il cinema, imparare e viaggiare.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

La mia motivazione principale è che vorrei prendermi cura del Paese a cui appartengo e amo. Rappresento un cambiamento significativo perché sono un tecnico prestato alla politica ma i miei valori sono antichi e solidi. Mi batto perché l’universo femminile possa anche qui affermarsi al di là del genere e possa dimostrare le sue competenze e capacità. Come scrive Aldo Cazzullo nel suo ultimo libro “ Le donne erediteranno la terra”… e se ne prenderanno cura.

7 novembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»