Emilia Romagna

Grazie alla stampante 3D nascono gli aiuti personalizzati per i disabili

BOLOGNA – Gesti quotidiani come aprire una caffettiera per farsi il caffè alla mattina, afferrare le chiavi di casa, maneggiare forchette o cucchiai per mangiare, prendere in mano contenitori e altri oggetti, possono risultare operazioni complicate per le persone affette da disabilità. Il progetto “In3dibile” promosso da Makers Modena FabLab, si propone di utilizzare la stampa 3D per realizzare ausili unici e personalizzati in grado di rispondere a queste esigenze. L’idea di In3dibile, che viene presentata oggi 15 al Makers Modena FabLab di via Attiraglio 5, nasce dal progetto di laurea di Angelo Bottini, laureando in terapia occupazionale all’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il corso di laurea al quale è iscritto, Makers Modena FabLab e Fondazione Democenter. “Oggi mi dedico a un progetto rivolto ai pazienti con patologia reumatica, tipicamente l’artrite reumatoide, quindi gli oggetti che facciamo sono quelli del quotidiano, come maniglie particolari da aggiungere alla caffettiera, per consentire alla persona di riuscire, senza fatica e senza dolore, ad aprire lo strumento. Un’operazione semplice come questa può avere un grande risvolto psicologico: consentire alla persona di non rifiutare l’utilizzo di certi strumenti che migliorerebbero la sua vita e quindi di non farsi abbattere dalla malattia”.

La professione sanitaria del terapista occupazionale rientra nell’ambito delle terapie di riabilitazione. Ancora non molto diffusa in Italia, si occupa dell’autonomia della persona e della sua qualità di vita, cioè di poterle permettere di mantenere i gesti quotidiani importanti per lei. “Il mio lavoro è quello di tradurre le indicazioni specifiche dei pazienti in idee progettuali funzionali e immediatamente utilizzabili. A questo scopo ho coinvolto Makers Modena FabLab nel progetto. La tecnologia della stampa 3D consente di creare oggetti mai esistiti in precedenza e farli su misura delle esigenze della persona, in modo da aiutare sia la signora Rossi, sia la signora Bianchi che potrebbe farsi il caffè in maniera differente” spiega Bottini. I rappresentanti di Unimore, di Amrer (Associazione malati reumatici), del Politecnico di Milano, e i pazienti già coinvolti dagli studenti di terapia occupazionale parteciperanno all’inizio delle attività di laboratorio che si terranno sabato pomeriggio, insieme a tutti coloro che vogliono saperne di più sul tema. Per chi volesse avere maggiori informazioni su come entrare in contatto con i terapisti occupazionali può rivolgersi l’attività di terapia occupazionale che fa parte del servizio di riabilitazione della mano del Policlinico di Milano. Inoltre è possibile recarsi al Makers FabLab di Modena dove, periodicamente, sono disponibili i terapisti.(Dires – Redattore Sociale)

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7 novembre 2015
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