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Storia di malattia e amicizia, la rivincita di Truman Simbio VIDEO

ROMA – “Non c’è niente di sbagliato in come viaggia la mia mente…Sono bipolare, sono singolare come un santo crocifisso, voglio stimolare chi si vuole immolare, non voglio mancare nel giorno del giudizio…Mi puoi mollare perché non sono normale…è un pregiudizio quando mi guardi male, quando cado nel vizio vivo senza giudizio”. Sono, queste, frasi tratte da ‘Anormal‘, singolo di punta di ‘Stato Brado’, ultima fatica discografica di Truman Simbio e Jangy Leeon.

truman simbio

Un sodalizio musicale nato su un muretto di San Babila, in quella Milano dei primi anni 2000 avanguardia delle nuove mode, anche musicali. Truman, classe 1984, impegnato a confrontarsi negli slanci di freestyle con, gli allora sconosciuti, Fedez ed Emis Killa (proprio Killa nel suo libro ‘Bus 323. Viaggio di sola andata’ cita Truman come “un genio del freestyle”), Leeon, di poco più giovane, è del 1987, attirato dagli ‘schizzi’ del mondo writing. È Truman a introdurre l’amico alla musica rap, la cultura hip hop li accomuna. I due si uniscono sotto il nome di ‘Stato Brado’. L’ambiente è fertile, il mercato pronto a recepire le nuove tendenze. Dietro l’angolo, però, repentina e inaspettata la malattia di Truman. Schizofrenia e bipolarità. I rapporti con il mondo esterno e con il compagno delle prime ‘battle’, diventano difficili e il duo sembra destinato a sparire ancora prima di consolidarsi. Sono anni difficili ma è la musica a prevalere anche se con un decennio di ritardo.

“Abbiamo imparato a fare musica – confessa Truman al portale diregiovani.it – senza sapere fare musica e senza fare mai un passaggio in accademia”. “La musica per noi – incalza Jangy -, come per tutti gli artisti è un mezzo di espressione dove troviamo sempre noi stessi, il riflesso di quello che siamo, di quello che viviamo”. L’amicizia tra i due fa il resto. Nonostante le ricadute nella malattia e il conseguente ricovero di Truman, ‘Stato Brado’, il titolo è proprio un omaggio al sodalizio degli esordi, vede la luce. ‘Anormal’ è l’esorcismo della malattia dove a farla da padrone sono “cassa rullante, basso e campione”. ‘Truman Simbio’ non è un alias scelto a caso. A spiegarlo è lo stesso rapper, “l’origine del nome è complicata, è una cosa che viene dai miei viaggi, dalle mie psicosi di cui si è parlato sui media e ho gradito così, così. Truman, Harry Truman, era il più grande assassino di massa della storia, giustificato dalla storia per di più. Simbio è la contrazione di simbiosi. Nel mio nome c’è un problema e una soluzione”. A differenza di molti colleghi, Truman è sincero quando ammette che gli piace la strada perché “è da lì che viene l’ispirazione”, nei suoi pezzi si canta il disagio sociale, l’alcol, la periferia, quella vissuta in prima persona e non solo raccontata come esercizio stilistico. Il ritmo è incalzante, il linguaggio duro, tagliente. Sincero, ancora, quando spiega in maniera candida “non mento, quello che voglio è riuscire a guadagnarci dei soldi, campare decentemente (con le vendite di ‘Stato Brado’ ndr). Se voglio andare al bar non è un problema, se voglio andare in sala giochi non è un problema, se voglio invitare a casa una prostituta non è un problema”. L’intervista video completa a Truman Simbio e Jangy Leeon è sul sito diregiovani.it

di Giuseppe PaganoGiornalista

7 novembre 2015
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