Manovra, Di Maio: “Tra numerini inventati e cittadini scelgo cittadini”

ROMA – “Non c’è nessuna volontà né di uscire dall’Europa ne di uscire dall’euro. Però, se mi si chiede di scegliere tra i numerini che si è inventato qualche signore o i cittadini, io scelgo sempre i cittadini”. Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, lo dice in una diretta dalla Basilicata sulla sua pagina Facebook personale.

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“CRITICHE PER 2.4 DEFICIT, ALTRI A CONSUNTIVO PEGGIO”

“In questi anni le coperture erano rappresentate da nuovi strumenti che burocratizzavano la vita delle imprese, come lo spesometro, la fatturazione elettronica, il famoso redditometro, ‘e poi diciamo che fanno entrare più soldi’. Diciamo, ma poi a fine anno il deficit era a 2.5 o 3 perché le previsioni erano sballate“. Quindi “non capisco perché il governo viene criticato per il 2.4 quando altri a consuntivo erano a 2.5 e 3”, afferma Di Maio durante la diretta dalla Basilicata.

Insomma, erano “previsioni sballate e fittizie, servivano solo ma dire ‘cosi abbiamo coperto nel bilancio di previsione le spese di un anno'”, aggiunge Di Maio. Questi strumenti, però, “oggi vanno eliminati anche a costo di una previsione di gettito fittizia”, quindi “diciamocelo già da adesso che facciamo un po’ di deficit per investimenti e per il ricambio generazionale delle imprese“, dice Di Maio. Insomma, prosegue rivolto a una platea di imprenditori, l’intenzione è di “liberare un po’ di cose che vi rendono la vita un inferno”, poi “sulle imprese investiremo anche risorse economiche”, con attenzione alle “imprese del sud, perché non è che solo quelli del nord sono supereroi”. Il tutto, conclude Di Maio, perché “il miglior modo per aiutare le imprese è lasciarle in pace“.

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“IN ARRIVO PACCHETTO FISCALE CHE ANTICIPA CONTENUTI”

“Stiamo per licenziare il decreto fiscale” che anticipa “le misure della manovra di bilancio”, annuncia Di Maiodurante la diretta dalla Basilicata pubblicata sulla sua pagina Facebook personale.

Per “lasciare in pace” le imprese, il “miglior modo per farle decollare”, prosegue Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, “abbiamo due progetti”. Si tratta del “pacchetto decertificazioni e deburocratizzazione che entrerà nel decreto fiscale”, spiega Di Maio avvertendo che “non tutto lo potremo mettere nel decreto ma nella fase di conversione potremo mettere tanto altro”, spiega di Maio, quindi “vedrete delle prima misure nel decreto fiscale che stiamo mettendo a punto oggi”. L’altra misura, aggiunge, è la creazione di un Codice del lavoro per “l’eliminazione e l’accorpamento di 240 leggi e 200 dpr in un unico” testo.

“REDDITO CITTADINANZA A IMPRESE, SGRAVIO FORMAZIONE”

“Con il sistema del reddito” di cittadinanza “noi formiamo le persone per quello che serve alle imprese. Cioè, io vorrei creare un meccanismo molto chiaro: do il reddito a una persona che si forma per la domanda di lavoro che ha dato quell’impresa. Quindi la formazione si scarica sullo Stato, non si carica più sull’impresa. Dopo che è stato formato come l’impresa chiedeva, o addirittura nell’impresa, se l’impresa prende quella persona, perché si è formata per la domanda che c’era, per un po’ di mesi il reddito di cittadinanza verrà dato come sgravio all’impresa. Questo significa che l’impresa prende una parte di qui soldi e li usa per garantire anche la start up del nuovo lavoratore formato”. Lo spiega il ministro del Lavoro Di Maio durante la diretta dalla Basilicata sulla sua pagina Facebook personale.

“Questo significa”, aggiunge Di Maio rivolto a una platea di imprenditori, “che scarichiamo molto di quello che è un onere che voi pagate nelle tasse ma pagate dopo per formare nuovi dipendenti, su un sistema di formazione”. Ciò detto, “la mia grande sfida è ricalibrare i sistemi di formazione regionale su quelle che sono le esigenze delle imprese”, aggiunge.

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7 ottobre 2018
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