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Chikungunya, ecco come combatterla: medici e infettivologi a confronto

ROMA – Da mesi è ormai allerta chikungunya, la malattia virale trasmessa all’uomo dalla puntura di un particolare tipo di zanzara tigre. Se ne è discusso molto a partire dai casi di contagio verificatisi in Italia, eppure sul tema chikungunya ci sono ancora molti dubbi, in particolare sulle modalità di trasmissione e sui sintomi della malattia.

Proprio per fare chiarezza, stamattina nella sala Teatro Santo Spirito del chiostro del Commendatore di Roma, si è svolto un incontro informativo, voluto dall’Omceo Roma, dove alcuni esperti hanno deciso di incontrare i medici romani per fornire tutte le informazioni sulla malattia, spiegare come conoscerla, come prevenirla, ma soprattutto come curarla.

Preparare i medici ad agire congiuntamente contro la malattia fin dai primi sintomi, al fine di limitarne i danni: è questo lo scopo dell’incontro organizzato da Ernesto Cappellano, consigliere dell’Ordine dei medici di Roma. Primo a intervenire tra i relatori è stato proprio Giuseppe Lavra, presidente dell’Omceo Roma, seguito da Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive, parassitarie immunomediate dell’Iss ed Emanuele Micastri, dell’Inmi Spallanzani di Roma.

Rezza ci ha tenuto a chiarire l’origine della malattia: “La chikungunya è un virus della famiglia degli Alphavirus, e viene trasmessa all’uomo tramite la puntura di una zanzara femmina del genere ‘aedes’, come aedes aegypti, che vive in luoghi a clima tropicale, ed aedes albopictus, che preferisce un clima temperato. E’ arrivata in Italia dalla Georgia, negli Usa, nascosta nelle ruote dei tir. Il virus, comunque, è originario dell’Africa centrale e non sappiamo ancora se si origini anche in Asia o se venga importato di volta in volta con il cambio delle stagioni”.

Ma quali sono i fattori che hanno contribuito alla diffusione del virus chikungunya? Il dottor Rezza ha chiarito che “la globalizzazione è sicuramente una delle cause che ne ha favorito la diffusione. L’uomo si sposta continuamente e con noi lo fanno anche i vettori della malattia, cioè le zanzare. Negli ultimi anni il virus si è diffuso in altre zone del mondo, come il sud dell’America, ecco perché sono aumentati i casi di contagio”.

Riguardo ai sintomi della malattia è invece intervenuto il dottor Emanuele Micastri, dell’Inmi Spallanzani di Roma, che ha spiegato: “La sintomatologia che caratterizza questa malattia è costituita da febbre e forti dolori articolari, e in qualche caso un rash cutaneo. Il quadro clinico è molto sono simile a quello dell’artrite reumatoide, tanto che lo specialista di riferimento in questa fase acuta della malattia è il reumatologo e non l’infettivologo”.

Per quello che riguarda le linee guida di terapia- ha continuato Micastri- nella fase acuta è bene evitare di somministrare cortisone e steroidi. La letalità è davvero bassa e legata quasi sempre ad una prescrizione inappropriata dei farmaci, o alla comorbilità, ma ritengo che per tutti noi medici sia importante saper trattare la malattia, perché spesso dopo la fase acuta ha causato artriti persistenti”.

LAVRA (OMCEO ROMA): SU MALATTIE LASCIAMO LA PAROLA AI MEDICI

E’ un virus che ancora a molti di noi medici è sconosciuto. La stampa ne ha parlato molto e questo è un bene. Ritengo che i media abbiano il compito di informare, ma che la divulgazione scientifica debba sempre passare attraverso i professionisti esperti del settore, quindi tramite le istituzioni e anche gli Ordini professionali, che devono potenziare questa specifica funzione. L’Ordine dei medici di Roma si sta già muovendo in questa direzione”. Queste le parole di Giuseppe Lavra, presidente Omceo Roma, a margine dell’incontro informativo sulla chikungunya nella sala teatro Santo Spirito del chiostro del Commendatore di Roma, evento volto a fornire indicazioni terapeutiche e di prevenzione sulla malattia ai medici romani, organizzato proprio dall’Omceo Roma.

07 ottobre 2017

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