Legambiente: Green Act al ministero dell’Ambiente è ‘missing in action’

ROMA – “Il Green Act è ‘missing in action’, per dirla con una formula in inglese. Una di quelle cose che sono state annunciate e non sono state mai fatte. Il tweet di Renzi è dei primi giorni di gennaio 2015, siamo tutti in attesa di capire di che cosa stiamo parlando”. Così il vicepresidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, a margine del ‘Forum Rifiuti’, la seconda conferenza nazionale sulle possibilità dell’economia circolare in Italia, a Roma oggi e domani.

Il Green Act, un piano annunciato dal governo che dovrebbe definire lo scenario futuro sul tema delle energie rinnovabili e dei cambiamenti climatici con un approccio di sistema, viene quindi indicato da Ciafani tra i ‘dispersi in azione’. “Quello che abbiamo visto circolare nei mesi e nelle settimane scorse è un documento che è un copia e incolla di altre documentazioni, tra le quali anche la nostra- spiega- non c’è assolutamente contezza di chi ci sta lavorando al ministero dell’Ambiente e soprattutto di quando uscirà questo testo”.

Sul tema dei rifiuti, quello ‘di giornata’, “si deve far partorire un atto sulla tariffazione puntuale, per far pagare meno chi produce meno rifiuti e chi ricicla di più- prosegue Ciafani- e questo dovrebbe essere il primo articolo del Green Act del ministero dell’Ambiente”. Intanto Legambiente già si è mossa. “Noi abbiamo fatto il nostro Green Act entro la fine di febbraio 2015, abbiamo prodotto un documento con schede e normative puntuali su tante questioni, a partire dai rifiuti”, spiega il vicepresidente.

7 Ott 2015
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