Marche

Terremoto, nelle Marche 12.000 richieste di sopralluoghi per i danni

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ANCONA – Mentre nelle Marche le richieste per i sopralluoghi di valutazione dei danni da terremoto hanno raggiunto quota 12.000, “le istituzioni stanno lavorando insieme in modo impeccabile”. Il governatore della Regione, Luca Ceriscioli, oggi si è recato nei luoghi colpiti dal sisma del 24 agosto per un sopralluogo a Amandola e Montefortino nel fermano e a Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno. Il presidente di Regione, che nel corso della mattinata ha incontrato diversi amministratori del territorio, si è detto soddisfatto dopo il faccia a faccia di ieri a Roma con il Governo. “Nell’incontro di ieri a Roma è stata ribadita la grande attenzione del governo sul sisma– dice Ceriscioli- ogni ministro sta seguendo la propria parte per quello che può essere utile alla gestione dell’emergenza sisma: dall’Agricoltura, alle Infrastrutture, dai Beni culturali alla Sanità. Un governo che sta tenendo i tempi strettissimi che dà obiettivi concreti e lavora per raggiungerli insieme a noi”. Anche perché “il commissario unico Vasco Errani, che ci coordina, ha permesso di lavorare insieme, condividere obiettivi e tenere tempi stretti”.

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CERISCIOLI: “CHI HA SUBITO DANNI DEVE COMPILARE MODELLO EDES”

Il presidente Ceriscioli ha chiesto, da una parte, di “cessare le polemiche su crateri e dintorni” e, dall’altra, di concentrarsi sulle cose da fare. “Per chi ha subito danni è importante compilare modello Edes– continua Ceriscioli-. Sono circa 12.000 richieste pervenute. Già da oggi anche per i privati arriveranno le prime risposte. Le squadre si stanno muovendo e andranno dappertutto per fare le verifiche. Attività economiche? Devono raccogliere quei dati che mettono in evidenza i danni subiti. Ci saranno risorse anche per loro”.

CERISCIOLI: “L’OSPEDALE DI AMANDOLA NON E’ IN DISCUSSIONE, SARA’ RIMESSO A NUOVO”

marche_terremoto_santuario“Nessuno ha mai messo in discussione il destino dell’ospedale di Amandola”. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, oggi in vista a Comunanza, al santuario della Madonna dell’Ambro a Montefortino e all’ospedale di Amandola, ha replicato così alle domande sul futuro del nosocomio. In seguito al sisma del 24 agosto il santuario è del tutto inagibile mentre l’ospedale lo è parzialmente. Non mancano le preoccupazioni in particolare del sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli che, nei giorni scorsi, accompagnato da alcuni cittadini ha bloccato il furgoncino dell’Asur che si era recato in città per portare via alcune apparecchiature installate nell’area dell’ospedale dichiarata inagibile. “All’ospedale già si lavora- ha esordito Ceriscioli-. L’obiettivo è di mettere dentro il prima possibile tutti i servizi che possiamo recuperare: dagli ambulatori ad altre attività. Cerchiamo di offrire il massimo dell’operatività anche in condizioni particolari come quella che stiamo vivendo ora. Non ci devono essere preoccupazioni rispetto al destino. Nessuno ha mai messo in discussione l’ospedale. I lavori lo testimoniano. L’obiettivo è quello di recuperare la totale attività che c’era prima e magari qualcosa di più”.

Ad Amandola, Ceriscioli ha ribadito la necessità di “portare via dalle tende le persone il prima possibile perché non sono adatte: servono nell’immediatezza ma altrettanto rapidamente, oggi che possiamo visionare gli edifici e trovarne di agibili e disponibili, dobbiamo poter ricollocare le persone”, mentre per quanto riguarda gli allevatori che non intendono abbandonare i propri allevamenti, ha aggiunto che “verranno messi nelle condizioni di poter restare vicini agli allevamenti, ma non dentro tende bensì in altre strutture messe a disposizione dalla Protezione civile: penso ad esempio a camper”. Sulle tempistiche per la ricostruzione Ceriscioli è stato chiaro: “Il Governo sta andando molto veloce- ha concluso- Attendiamo però le risorse inserite in Finanziaria. Quello è il punto di partenza di ogni percorso. Nel frattempo, la Regione attraverso la certificazione porterà avanti un lavoro importantissimo per certificare i danni”.

di Luca Fabbri, giornalista

7 settembre 2016
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