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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura

PERUGINA. CGIL, OGGI 7/9 GAZEBO DELLA RSU SU CRISI AZIENDA

Da oggi, lunedì 7 settembre, un gazebo della Rsu Perugina sarà in corso Vannucci a Perugia (piazza della Repubblica) per sensibilizzare la cittadinanza del capoluogo regionale rispetto alla preoccupante situazione della storica fabbrica di cioccolata, “dove da tempo sindacato e rsu denunciano il rischio di un declino produttivo e occupazionale che avrebbe conseguenze drammatiche per l’intera comunità regionale”.E’ quanto si legge in una nota stampa che sottoliea inoltre come “l’obiettivo della presenza della Rsu nel centro storico cittadino è quello di creare un contatto diretto con la popolazione e presentare le proposte concrete che da tempo la Rsu ha avanzato, in quello che è stato definito il piano industriale degli operai”. Hanno annunciato la loro presenza al gazebo (alle ore 12.00) il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e la presidente della Regione, Catiuscia Marini.

PERUGIA. SINDACATI, STATO DI AGITAZIONE ALLA COLUSSI

Dalle assemblee è emerso chiaro il livello di preoccupazione che aleggia nei reparti della Colussi di Petrignano di Assisi (Pg). “Il calo repentino dei turni di lavoro, i continui tentativi di ridimensionamento degli addetti sulle linee, una estemporanea programmazione degli organici, sono il segno di una navigazione a vista che scarica tutti i sacrifici sui lavoratori si legge in un comunicato congiunto Rsu Colussi, Flai Cgil – Fai Cisl – Uila Uil dell’Umbria- un anno di solidarietà è ormai trascorso e i sacrifici salariali dei lavoratori e delle lavoratrici non sono stati riversati su investimenti, volumi e produzioni. Entro settembre riteniamo indispensabile confrontarci con il management del gruppo per entrare nel merito delle loro scelte. Marketing, strategia commerciale e piano industriale sono argomenti che finalmente devono essere riempiti con cifre e azioni. Siamo consapevoli che il mercato in cui opera il gruppo è complesso e ad alto tasso di competitività, ma, proprio per questo, riteniamo che vada migliorata l’efficienza produttiva e l’organizzazione del lavoro, evitando di incidere esclusivamente sui lavoratori e sulle lavoratrici”.

“La proprietà deve impegnarsi in un’opera di consolidamento e rilancio del sito di Petrignano, e sopratutto deve mettere in sicurezza i livelli occupazionali- continua la nota- A tal proposito, poco ci convince che malgrado lo spostamento del magazzino dal Lazio in Umbria non sia scaturita un’opportunità di salvaguardia per i laboratori della Colussi. La solita esternalizzazione, a discapito della valorizzazione della filiera produttiva e occupazionale. Una situazione ex novo che poteva dare margini di discussione diversi, soprattutto se consideriamo che tantissimi lavoratori della Colussi sono in solidarietà e nel frattempo si aumenta la presenza delle ditte terze”.

ECOLIFE. FP CGIL BAT, STATO DI AGITAZIONE A CANOSA DI PUGLIA

“Dopo uno spiraglio durato solo qualche mese, ci risiamo. Ancora ritardi nel pagamento degli stipendi al personale dipendente della Ecolife di Canosa di Puglia”. È il commento di Angelo Rondinone, segretario provinciale Fp Cgil Bat e responsabile del settore di igiene ambientale.

“Il ccnl FiseAssoambiente – ricorda Rondinone – prevede che il pagamento della retribuzione viene effettuato in via posticipata entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento. La mensilità di luglio 2015, che sembra curiosamente sia stata pagata ad alcuni lavoratori assunti a tempo determinato, non è stata ancora pagata a tutto il personale a tempo indeterminato, generando malcontento e discriminazione tra gli stessi lavoratori”.

“Il ripetersi del ritardo nei pagamenti da parte della Ecolife di Canosa di Puglia ci riporta di nuovo indietro negli anni decorsi quando si è stati costretti anche a scioperare per poter riscuotere quanto spettante. Ciò che poteva essere solo una eccezionalità non può diventare una consuetudine che non può essere più tollerata. La situazione economica che sta attanagliando le famiglie diventa sempre più critica ed insostenibile se viene a mancare la disponibilità di risorse per il vivere quotidiano”. Nei giorni scorsi la Fp Cgil Bat ha scritto alla Ecolife e per conoscenza al Prefetto, al sindaco di Canosa di Puglia, alla Sangalli e all’Ato per invitare la ditta a “provvedere immediatamente al pagamento della mensilità dovuta a tutti i lavoratori”, si legge nella missiva e per chiedere alla Sangalli “di mettere in atto azioni più incisive e risolutive a tutela dei propri interessi in qualità di mandataria”.

MESSINA: SINDACATI, PREOCCUPAZIONE PER RIDUZIONE SPESA AL POLICLINICO

I sindacati sono molto preoccupati per il taglio operato alla spesa dell’Azienda ospedaliera Universitaria di Messina (decreto dell’Assessorato per la Salute del 5 Agosto 2015 – Allegato “B” al nuovo tetto di spesa – euro 75.034.000- rispetto al tetto di spesa ex decreto 2322/2011 euro 76.654.000). “La riduzione di spesa sta comportando delle difficoltà in sede di confronto aziendale per quanto attiene la rideterminazione della dotazione organica e in particolare impedisce di potenziare la dotazione di infermieri, necessaria per continuare a garantire un’adeguata assistenza infermieristica, e di ridurre gli “esuberi” che si sono determinati” si legge in una nota della Flc Cgil Sicilia, Cisl Università, Uil Rua inviata all’Assessore regionale per la salute.

I sindacati “hanno già lamentato le difficoltà riguardo ai tetti di spesa e hanno ribadito che i parametri personale/posti letto debbono essere considerati come meramente indicativi per le aziende policlinico, in modo da consentire in questo modo, con l’avvio della definizione delle dotazioni organiche, che non si determino esuberi e si possa quindi concretamente procedere ad un piano di assunzioni e di stabilizzazione del personale precario – continua la nota.

“Inoltre hanno già riproposto, e lo ripropongono ancora una volta, il problema per cui una parte importante della spesa per il personale nei Policlinici Universitari è sostenuta direttamente dagli Atenei, senza che con ciò ne derivi un riconoscimento della specificità e del ruolo svolto dalle Aou, anzi con l’aggravante del fatto che il personale universitario andato in pensione non viene sostituito dagli Atenei ma dalle Aziende per mantenere i livelli assistenziali: ma questo modo di fare rischia nel breve termine di determinare uno sfondamento del tetto di spesa del 2011”.

07 settembre 2015

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