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Lorenzin: l’Italia ha salvato circa 360.000 vite nel mar Mediterraneo

“Dall’Italia sono state salvate circa 360mila vite nel Mediterraneo, se facciamo i conti degli interventi fatti, e solo 100mila nella fase di ‘Mare nostrum’ tra persone che abbiamo salvato, visitato e mantenuto in salute. Credo che il nostro Paese, quindi, abbia fatto un’operazione straordinaria a livello mondiale; operazione, questa, che c’è stata riconosciuta in ambito tecnico e che ora è sotto gli occhi di tutti anche dal punto di vista umanitario”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervistata dall’agenzia Dire a margine del congresso internazionale in corso a Roma sulla medicina d’emergenza-urgenza.

L’evento, che si è aperto ufficialmente domenica presso l’hotel Ergife, è il sesto congresso dell’Italian Great Network congiunto con Memc (Mediterranean Emergency medicine congress), organizzato da Great-Global research on acute conditions Team Italy insieme alla American academy of Emergency medicine (Aaem) e la Mediterranean academy of Emergency medicine (Maem).

“Ma la cosa che ci interessa sottolineare- ha proseguito Lorenzin- visto che stiamo parlando anche di interventi di network per l’emergenza-urgenza, è la parte tecnica degli interventi messi in campo dall’Italia, nei quali sono state utilizzate interforze: insieme al ministero della Salute, infatti, hanno lavorato insieme Croce Rossa, Marina militare e polizia”. Intanto, gli operatori italiani agiscono in situazioni di criticità ed è per questo che possiamo essere fieri e orgogliosi del nostro Paese. Ma cosa si può fare ancora per migliorare? “Si può fare molto- ha risposto alla Dire il ministro- innanzitutto aggiornando continuamente i modelli operativi che, per via della pressione demografica, per i cambiamenti dei livelli sociali, ma anche per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, richiedono appunto continui e nuovi aggiornamenti. Noi abbiamo ancora il tema dei Pronto soccorso- ha sottolineato ancora Lorenzin- che tra l’altro è un tema affrontato anche in un dibattito internazionale come quello di oggi e questo ci fa dunque capire che si tratta di una questione discussa in tutte le grandi metropoli del mondo. Nello stesso momento, noi abbiamo un sistema integrato territorio-ospedale che dobbiamo migliorare insieme- ha concluso- a tutta la parte di gestione dell’urgenza sul territorio”.

 

07 settembre 2015

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