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Migranti, Renzi: “Serve un numero chiuso per gli arrivi: non possiamo accoglierli tutti”

ROMA – “La posizione della Ue sui migranti non dipende dalla scelta dell’ultimo governo ma da un regolamento di Dublino poi modificato e reso forte nel 2013 che decide che chi arriva in Europa va accolto dai singoli paesi di primo approdo. E’ colpa di Dublino, non abbiamo deciso noi di spalancare le porte”. Lo dice Matteo Renzi, nel corso di Ore nove, la rassegna stampa del Pd.

Renzi spiega di aver letto “anche il dibattito di Emma Bonino” e ribadisce che la posizione europea “non dipende dall’ultimo governo”.

Al contrario “noi nel 2015 abbiamo fatto un accordo perche’ anche altri paesi europei potessero farsi carico degli arrivi, ma e’ rimasto sulla carta”.

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“IMPOSSIBILE ACCOGLIERLI TUTTI”

“Ci deve essere un numero chiuso di arrivi, non ci dobbiamo sentire in colpa se non possiamo accogliere tutti, noi dobbiamo salvare tutti ma non accogliere tutti in Italia”, spiega Renzi.

Abbiamo un tetto massimo di persone che possiamo accogliere e se europei non lo capiscono glielo spieghiamo bene” a “quei paesi che prendono soldi ma costruiscono muri”.

La posizione dell’Europa “non dipende da una scelta dell’ultimo governo ma da un regolamento, quello di Dublino del 2003 poi modificato e ulteriormente rafforzato nel 2013 e non c’eravamo noi al governo in quella fase”, spiega Renzi, “non abbiamo deciso di spalancare le porte ma di seguire le regole europee, che in questo caso non vanno”.

Ora “non abbiamo altra alternativa che chiedere agli altri paesi di prendersi delle responsabilità”, dice il segretario Pd, “parliamoci chiaro, gli europei hanno preso un impegno con noi di assumersi alcune responsabilità di fronte a questo imponente arrivo di migranti dall’Africa” e “se non lo fanno credo sia giusto che Italia dice che non contribuiremo a pagare loro tutti soldi che paghiamo, loro bloccano i porti? Noi blocchiamo i fondi. Non e ricatto ma constatazione”.

Insomma, ribadisce Renzi, “non siamo contro i salvataggi in mare, anzi, noi vogliamo aiutarli in partenza, ma dobbiamo avere la forza di dire che o l’Europa fa l’Europa o dovremo trarne le conseguenze”.

07 luglio 2017

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