Nasce l’osservatorio su Ictus, in 80% dei casi si può prevenire

ictus02ROMA – L’ictus cerebrale, considerato un “big killer” tra le patologie, si puo’ prevenire nell’80% dei casi. Non un dettaglio in un Paese come l’Italia, dove ogni anno colpisce 200mila volte, di cui 10mila, a dispetto delle credenze comuni, soggetti di eta’ inferiore ai 54 anni. Sono questi alcuni dati che hanno accompagnato, oggi nella sala Nassiriya del Senato, la presentazione dell’Osservatorio Ictus Italia, nato dalla collaborazione tea Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce.) e dell’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus con la partecipazione di Italian Stroke Organization (I.S.O.) e European Stroke Organization (E.S.O.), che ha l’obiettivo di promuovere interventi di carattere normativo, legislativo, tecnico ed economico in materia di prevenzione e cura dell’Ictus. Alla presentazione ha partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo. “L’Ossevatorio dara’ un contributo conoscitivo, cioe’ mettera’ insieme dei dati e promuovera’ ricerche- ha spiegato Gian Luigi Gigli, Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare sui problemi sociali dell”ictus- Si sta pensando addirittura a ricerche effettuate d’accordo col Parlamento europeo per avere dei dati comparativi, esportare buone pratiche e vedere quali buone pratiche possono esportare gli altri. Insomma registrare le novita’ che possono determinarsi all’orizzonte e magari integrarle con cio’ che gia’ abbiamo”.

L’Osservatorio nasce nelle stesse ore in cui si sta calendarizzando in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati una Risoluzione presentata proprio dall’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus. “La Risoluzione contiene un percorso virtuoso per la Sanita’ italiana per affrontare la tematica dell’ictus in tutto il suo svolgersi, cominciando dagli stili di vita, sulla prevenzione primaria, affrontando la fase acuta della malattia, la prevenzione secondaria e la riabilitazione. Noi vorremmo che nascesse un modello per far si che non sia piu’ il paziente a dover cercare cosa fare ma che questo si possa affidare al sistema sanitario. Naturalmente tutto questo, per essere efficace, deve tradursi in impegni governativi. Molte cose son gia’ state fatte ma su altre bisogna agire. Ad esempio la diffusione a macchia di leopardo delle Stroke Unit, la ricerca di altri fattori di rischio piu’ nascosti, la promozione di sani stili di vita e la cura della Fibrillazione atriale per prevenire l’ictus”. Proprio quest’ultima e’ indicata come “causa del 15/20% di tutti gli ictus trombo-embolici ed è riscontrata, in Italia, su 40mila dei 170mila ricoverati ogni anno per ictus ischemico” ha sottolineato la presidente di A.L.I.Ce, Nicoletta Reale. “Spendiamo in prevenzione lo 0,5% della spesa sanitaria- ha aggiunto la senatrice Serenella Fucksia- Spendere un miliardo in prevenzione significa risparmiarne 3. Abbiamo lacune da colmare e la politica puo’ fare molto”.

Durante la presentazione dell’Osservatorio Ictus Italia sono stati resi noti i risultati del primo screening di prevenzione dell’Ictus dei Parlamentari italiani, che si inserisce tra le attività della campagna mondiale Sign Against Stroke (Firma Contro l’Ictus), e ha coinvolto 334 Parlamentari tra Camera e Senato nel corso di 12 giornate durante le quali, oltre alle visite, è stata condivisa con i decisori la Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale. Dallo screening sono emersi alcuni dati interessanti, come ha riportato la Dott.ssa Pezzella, Delegata di A.L.I.Ce. Italia per S.A.F.E., E.S.O. e W.S.O., “La partecipazione dei Senatori allo screening è stata ampia, e ha superato le nostre aspettative. Il 43% dei parlamentari ha aderito all’iniziativa, in particolar modo le Senatrici si sono dimostrate attente a queste tematiche: più della metà delle donne che siedono in Senato ha partecipato. La prevenzione primaria delle malattie cerebrovascolari è fondata sullo stile di vita, l’alimentazione ed l’attività fisica: i Senatori prediligono la dieta mediterranea, più della metà (54%) sceglie il pesce almeno due volte a settimana e quasi il 70% assume frutta e verdura nelle quantità consigliate (più di 5 porzioni a settimana).

Il 70% ha bandito il burro dalla tavola, soprattutto le Senatrici ne fanno volentieri a meno. Circa la metà degli intervistati utilizza una quantità di sale eccessiva (46%). Sono per lo più gli uomini che tentano di svolgere attività fisica regolare (32%) mentre solo il 13% delle donne riesce. Grazie allo screening sono stati individuati alcuni casi di ipertensione arteriosa ed ipercolesterolemia. Il dato più importante è probabilmente quello relativo al fatto che all’86% dei partecipanti sono stati dati consigli relativi ad approfondimenti clinici e strumentali così come suggerimenti relativi allo stile di vita per migliorare la prevenzione di eventi cerebrovascolari. E’ questo il caso ad esempio della dieta e del fumo di sigaretta: il 32% dei Senatori che hanno partecipato fuma, e questo dato interessa egualmente uomini e donne”.

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“Anche alla Camera abbiamo avuto una significativa partecipazione dei Parlamentari- ha concluso il Professor Danilo Toni Direttore della Unità Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma, Vice Presidente I.S.O- Infatti hanno partecipato il 31% degli uomini ed il 30% delle donne. Interessante è il fatto che l’età media sia di 54 anni, sovrapponibile a quella dei Senatori. Questo potrebbe indicare scarsa consapevolezza del fatto che l’Ictus non colpisce solo gli anziani ma anche i giovani. Peraltro, malgrado la giovane età abbiamo evidenziato un profilo di fattori di rischio piuttosto rilevante, con il 28% di ipertesi, il 26% di fumatori, il 13% di diabetici, l’11% di soggetti sovrappeso ed il 33% di portatori di ateromasia carotidea. E ben il 20% dei Deputati ha ottenuto un punteggio CHA2DS2VASc eguale o superiore a 2, ad indicare un rischio medio-elevato di Ictus. Noi pensiamo che questa sia una fotografia fedele della realtà italiana e auspichiamo che l’Osservatorio Ictus Italia possa aiutare a diffondere la consapevolezza e la conoscenza del problema Ictus Cerebrale”.

7 Luglio 2016
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