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Cultura, musei militari aprono porte al pubblico

_EUR_Museo_Arti_e_Tradizioni_PopolariROMA – I musei militari aprono le loro porte e mostrano il loro patrimonio a turisti, cittadini e scuole. Con l’idea di promuoverne la conoscenza e assicurarne la tutela e la valorizzazione, i ministeri della Cultura e della Difesa si mettono insieme con i titolari dei due dicasteri, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, firmano un protocollo d’intesa che assicura l’apertura al pubblico dei siti che conservano il patrimonio militare. Un “primo passo” sulla strada di una integrazione con il sistema museale italiano che portera’ tra l’altro alla condivisione di “cose concrete”, con l’obiettivo di “mettere insieme risorse e personale, sia per gli interventi di restauro che per la gestione dei siti”, ha spiegato Franceschini, arrivato nel pomeriggio insieme a Pinotti all’Istituto storico e di cultura dell’Arma del Genio, a Roma.

Dopo il piano nobile di Palazzo Barberini e le sale della Reggia di Caserta, la “collaborazione positiva” tra i due ministeri “oggi si può manifestare in un settore che ha delle potenzialita’ straordinarie- ha aggiunto Franceschini- Il patrimonio conservato nei musei militari e’ enorme e ha un’importanza storica assoluta su cui lo Stato fa un investimento di tutela e di valorizzazione, anche con un ritorno importante”. Questo, ha detto, “e’ un primo passo, e con il ministro Pinotti abbiamo l’intenzione di implementarlo. Facendo un buon lavoro di sinergia si potrà creare un circuito dei musei militari unico al mondo”.

Proprio l’edificio di lungotevere della Vittoria, che oggi ha ospitato la firma del protocollo, e’ una delle chicche che d’ora in avanti saranno aperte al pubblico grazie all’intesa. E’ qui che sono conservati alcuni pezzi storici, in grado di suscitare la curiosità dei visitatori e su cui oggi si sono soffermati anche i due ministri durante una visita delle sale espositive. Tra tutti, un mezzo di trasporto dotato di ceste di vimini e gabbie per i piccioni viaggiatori, ma anche gli ‘ascoltatori’, apparecchi la cui forma ricorda grandi orecchie di elefante che servivano per individuare l’arrivo degli aerei nemici. Tra gli altri siti militari che diventeranno aperti al pubblico, ci sono i ‘romani’ Museo storico dell’Arma dei Carabinieri di piazza Risorgimento, quelli della Fanteria e dei Granatieri di Sardegna in piazza Santa Croce in Gerusalemme, della Motorizzazione militare in viale dell’Esercito e il Museo storico dei Bersaglieri a Porta Pia. E poi, il Museo storico dell’Aeronautica militare, a Bracciano, quelli Navali di Venezia e La Spezia e il Museo della Cavalleria a Pinerolo (To).

reggia di caserta

L’Artiglieria ha il suo cuore museale a Torino, mentre a Palmanova (Udine) c’e’ il Museo della Grande guerra e dell’omonima Fortezza. Infine, Padova ospita il Museo storico della Terza Armata, Trento quello degli Alpini e Sassari conserva la storia della famosa Brigata. “Spesso non si conoscono a sufficienza questi straordinari musei che contengono davvero la storia non solo delle Forze armate, ma del nostro Paese- ha detto Pinotti- L’idea e’ di lavorare insieme al Mibact perche’ la valorizzazione possono farla loro, che e’ il loro compito d’istituto, ma noi ci possiamo mettere tutto quello che abbiamo e che i vorremmo davvero rilanciare, perche’ tutti i visitatori possano venire e scoprire la storia non solo delle forze armate, ma anche dei mestieri e delle capacita’ del nostro Paese. Sono davvero luoghi straordinari- ha aggiunto- che dobbiamo aprire il piu’ possibile e credo che questa grande occasione non riguardi solo gli appassionati, ma davvero tutti, perche’ dalla storia militare derivano grandissime capacita’ del nostro Paese”.

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

7 luglio 2016
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