Emilia Romagna

Contributo per l’affitto, a Bologna “sparite 700 domande”

BOLOGNA – Hanno presentato le domande per la concessione del contributo all’affitto del 2015, ma a quanto pare chi le ha raccolte non le ha mai trasmesse ad Acer e così è svanita la possibilità di entrare nella graduatoria. E’ il caso reso noto dalla Federconsumatori di Bologna, che ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di inquilini che ad un certo punto si sono resi conto di aver perso ogni traccia della propria pratica.

sede coniaTutte persone che si erano rivolte al Conia, cioè uno dei soggetti convenzionati per la raccolta delle domande.

In base alle informazioni raccolte da qualcuno di loro, che è riuscito a parlare con un responsabile del Conia, “a noi risulta che ci sono 700 persone che hanno presentato le domande con tutta la relativa documentazione ma il Conia non le ha mai trasmesse”, afferma in conferenza stampa il presidente di Federconsumatori, Maurizio Gentilini, parlando di una vera e propria “presa in giro”. Al momento nella sede del Conia, che si trova nel portico dell’oratorio di Santa Cecilia, in via Zamboni, non c’è nessuno: “Chiuso per motivi familiari”, recita un avviso sulla porta: in base alle informazioni ricevute dalla Federconsumatori, il cartello è lì almeno da lunedì.

A qualcuno che aveva presentato la domanda, intanto, il Conia avrebbe promesso una sorta di risarcimento per quanto accaduto. Di certo c’è che Federconsumatori intende capirci di più e, come prima mossa, ha convocato un’assemblea aperta per giovedì prossimo nella sede della Cgil. Sarà l’occasione per incontrare i cittadini coinvolti “e capire come muoverci”, spiega Fabio Iannaccone, avvocato dell’associazione.

Per quanto ne sa ad oggi Federconsumatori, i problemi nella trasmissione delle pratiche si sono avute solo con il Conia. Si parla dunque di 700 famiglie e, come stima, l’associazione immagina che possano essere fino a 200 quelle che avrebbero potuto avere il contributo. In altre parole, “sicuramente una grossa percentuale ha avuto un danno economico”, afferma Iannaccone, mentre per tutte le persone coinvolte va considerato il tempo perso inutilmente a raccogliere la documentazione e presentare la domanda. Non solo: si rischia “un effetto a cascata” ben più grave, avverte l’avvocato, perchè se qualcuno degli esclusi dovesse fare ricorso non si può escludere che potrebbe “saltare” l’intera graduatoria.

7 luglio 2016
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