Strage di Dacca, Gentiloni: “Attendibili rivendicazioni di Daesh”

gentiloniROMA – Al via quello che rappresenta “un ulteriore omaggio dell’Aula del Senato” alle vittime della strage a Dacca, in Bangladesh: lo formula Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, svolgendo la sua informativa a Palazzo Madama.

Gentiloni elenca i nomi delle vittime italiane, accolto da un lungo applauso, rivolto alla memoria di “nove nostri concittadini, nove vittime del terrorisno che l’Italia non dimenticherà”. Nove persone uccise nel corso di una “lunga notte di orrore e di agonia– dice il ministro- durante la quale l’ambasciata è stata sempre in contatto con la Farnesina e le famiglie” che “continuavano a sperare”.

La strage di Dacca è stata, dalle autorità del Bangladesh, attribuita al gruppo jihadista locale Jmb ma “le nostre prime valutazioni portano a ritenere attendibili le rivendicazioni di Daesh“.

“Gli autori di questo infame massacro erano giovani istruiti, appartenevano a famiglie della classe media e ad alcune dell’establishment locale- spiega Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri- così smentendo, e non è la prima a volta facili interpretazioni sociologiche del fenomeno terroristico contemporaneo al quale siamo di fronte”. Secondo le autorità locali “si tratterebbe di aderenti al gruppo islamico Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh (Jmb)- prosegue Gentiloni- le prime valutazioni nostre, fatte anche con colleghi diplomatici e dell’intelligence di altri Paesi, portano comunque a ritenere attendibili le rivendicazioni della strage fatte da Daesh in alcuni siti del sedicente califfato”.

Alcune delle morti sono state causate “da colpi di machete al collo e alla nuca. Una lunga notte di orrore e di agonia”, dice il ministro. “Gli autori di questo infame massacro- sottolinea- erano giovani istruiti, appartenevano a famiglie della classe media e alcuni anche dell’establishment del Bangladesh”.

“L’ISLAM ITALIANO SI IMPEGNI A VISO APERTO” – Contro Daesh serve l’impegno dei Paesi islamici ma anche della comunità islamica italiana, un impegno “a viso aperto contro questi terroristi che abusano della vostra religione deturpandola”, commenta Gentiloni.

“Solo la mobilitazione internazionale può cancellare l’attrazione simbolica che è il principale motore” di reclutamento da parte di Daesh, spiega Gentiloni, quindi “abbattere questo simbolo resta un obiettivo fondamentale del Governo, del Parlamento, dell’Italia”. Per questo arriva la necessità di chiedere un “impegno ai governi islamici e alla comunità islamica italiana”. Ai Paesi e alle comunità islamiche si deve “portare solidarietà perché spesso sono loro i primi obiettivi, Baghdad ce lo ricorda, ma anche chiedere impegno”, sottolinea il ministro degli Esteri. Portare “solidarietà” con “la richiesta di impegno” rivolta “anche alla comunità musulmana che nella stragrande maggioranza vive in pace nel nostro paese”. La richiesta ai musulmani italiani è di “impegnarsi a viso aperto contro questi terroristi che abusano della vostra religione deturpandola”, conclude Gentiloni, aggiungendo che “il vostro impegno sarà decisivo per sradicare il terrorismo”.

7 Luglio 2016
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