Tasse, Di Maio conquista i commercianti

ROMA – Luigi Di Maio supera la prova del primo discorso pubblico dopo l’insediamento del governo. Per il neoministro dello Sviluppo economico dall’assemblea di Confcommercio tanti applausi e un clima piu’ che amichevole, costellato dalle richieste di selfie, e da grida di incoraggiamento. A semplificare le cose, il fatto che l’altro vicepremier, Matteo Salvini, concede solo una rapida apparizione alla platea dei commercianti.

   Luigi Di Maio dal palco li rassicura: nel 2019 – spiega- l’Iva non aumentera’. Il vicepremier promette inoltre che le clausole di salvaguardia saranno disinnescate. Di piu’: il governo annuncia una mini-rivoluzione anche sul fisco, dall’abolizione di strumenti come lo spesometro e il redditometro, all’inversione dell’onere della prova in caso di evasione. Ognuno, cioe’, e’ onesto fino a prova contraria. L’associazione di Carlo Sangalli gradisce perche’, dice il capo dei commercianti, e’ ora di pensare al lavoro, alle infrastrutture e all’innovazione. Qualche timore serpeggia sul salario minimo.

   “Per noi la via maestra resta il reddito che viene dal lavoro. Lavoro dignitoso e salario giusto”, dice Sangalli che si dice preoccupato per una misura puo’ finire per disperdere un patrimonio di relazioni e traguardi ottenuti. Di Maio rassicura anche su questo: varra’ solo per chi e’ fuori dalla contrattazione nazionale. Flavio Sanvoisin

7 giugno 2018
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