Braccio teso durante foto di classe, gli studenti contro la preside: “Comunicato allucinante”

ROMA – “La nostra prima preoccupazione è stata quella di tutelare i nostri compagni di scuola, perché siamo tutti fra pari qui, facciamo parte della stessa comunità”. Lo hanno detto i ragazzi del Liceo Socrate di Roma, travolto in questo giorni dalla polemiche per il saluto fascista fatto da un gruppo di studenti in una foto di classe.

Alcuni ragazzi, interpellati dall’agenzia Dire, minimizzano il gesto: “Si tratta della solita bolla mediatica gonfiata dai giornalisti, come ogni volta à fine anno si fa una foto seria e poi una più scherzosa. A farne un caso mediatico è stato proprio il comunicato della preside”.

La circolare del dirigente scolastico Milena Nari, infatti, non si limita a bollare la vicenda come semplice atto ‘goliardico’, ma iscrive il gesto nella cornice di un’ipotetica ‘libertà d’espressione’, facendo anche riferimento ad una sentenza della Corte di Cassazione, che ha assolto dei militanti di Fratelli d’Italia che avevano alzato il braccio destro durante una manifestazione.

Questo è allucinante– dichiara sconcertata una ragazza del collettivo studentesco- oltre ad aver scritto in quale classe era successo, esponendo in questo modo gli studenti ad ogni possibile reazione, la preside con le sue parole ha dato un carattere politico alla vicenda, che di per sé non ce l’aveva, visto che i ragazzi in questione non sono iscritti ad alcun partito né sono simpatizzanti di destra”.

“Inizialmente non sapevamo se far uscire un comunicato, proprio per non ingigantire la cosa- continua la studentessa- ma dopo questa presa di posizione della preside siamo stati costretti a ribattere. Il suo comunicato ci ha sconvolto, lei qui dovrebbe rappresentare lo Stato, fondato sulla Costituzione antifascista, invece con le sue parole non fa che giustificare e difendere il saluto romano come libertà d’opinione. Assurdo che ciò avvenga in una scuola come questa, molto schierata a sinistra, e in un momento così delicato, con tutto quello che sta succedendo rispetto alla formazione del ‘Governo del cambiamento’.

Ora, secondo un altro ragazzo del gruppo, dopo tutta questa attenzione mediatica il rischio è quello di brutte conseguenze: “Anche CasaPound ha fatto un post sulla vicenda e temiamo che si presentino qua fuori domattina, visto che la loro campagna elettorale non finisce mai”.

7 giugno 2018
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