Imprese, Da Empoli (I-Com): “Ue coordini strategie big data e Ia”

ROMA – “L’economia dei dati vale già oggi in Europa più di 300 miliardi di euro, sostanzialmente il Pil di un paese piccolo, forse neanche troppo piccolo”: lo spiega all’agenzia ‘Dire’ Stefano Da Empoli, presidente dell’Istituto per la competitività (I-Com), a margine di una conferenza al Parlamento europeo sui big data e l’intelligenza artificiale. Secondo Da Empoli, “ci sono dunque possibilità di crescita molto importanti, anche con potenziali impatti rilevanti sul mercato del lavoro”.
Durante la conferenza, è stato presentato uno studio realizzato dall’Istituto che ha come oggetto il futuro della gestione dei big data e dell’intelligenza artificiale in Europa. “Il nostro studio – sottolinea Da Empoli – parla delle qualificazioni professionali dei lavoratori futuri nel settore ma anche di chi oggi fa parte della forza lavoro che deve tenere il passo con l’innovazione tecnologica”. Secondo il presidente di I-Com, “l’altro elemento essenziale è capire se l’Europa può reggere il confronto con Stati Uniti e Cina i quali, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, sono molto più avanti di noi”. Il riferimento è in particolare alla quantità e qualità degli investimenti, della ricerca, delle start-up e del numero di imprese che sono specializzate nel settore. Secondo Da Empoli, l’Europa dovrebbe coordinare le strategie degli Stati membri, perché “ogni paese anche se di grandi dimensioni, in termini europei può contare, ma in termini mondiali non ha la forza di imporsi ed essere competitivo rispetto a paesi come Stati Uniti e Cina”. “Vanno bene le strategie nazionali – aggiunge il presidente di I-Com – ma queste strategie devono essere per forza integrate, altrimenti l’Europa perderà la sfida”.

(Articolo di Alessio Pisanò)

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7 giugno 2018
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